
Prima che Napolitano sciolga la riserva e si risolva a comunicare al popolo la decisione di affidare l’incarico per un nuovo governo a Luciano Moggi, mi prendo il rischio di finire subissato di pernacchie e mi concedo un giochino di risiko-politiko tanto per vedere l’effetto che fa.
Per cui, facciamo finta che, nonostante gli sforzi presidenziali ispirati all’equivicinanza con alcuni e all’equidistanza da altri, nemmeno Lucianone riuscirà a far stare in piedi una baracca incollata con la Coccoina e che, persa ogni speranza di fare le sacre riforme, gli occupanti il palazzo si arrendano alle volanti della polizia ed escano dal fortino nel quale si sono arroccati.
Facciamo finta che ci sia qualcuno che abbia lavorato per far sapere a Berlusconi di essere disponibile a tornare in quota “Azzurra” e che il Cavaliere, pronto a passare all’incasso, si scordi dell’adorata figlia di Caltagirone restando vittima del volontario equivoco.
Facciamo anche finta, visto che ci siamo, che certi franchi tiratori del Senato che oggi si muovono in ordine sparso e che, presi singolarmente uno per uno a bocce ferme non contano un cazzo, si facciano cogliere da improvviso amore per le solite terze vie all’italiana cadendo fulminati dal mai defunto progetto di richiamare in vita l’albino cetaceo democristiano che fu.
Fatte tutte queste finte, ci si troverebbe d’incanto di fronte ad un ectoplasma centrista che raccoglie il meglio della classe dirigente italiana (Casini, Dini e Mastella, tanto per fare qualche nome) che si presenta per conto suo nell’agone elettorale e porta a casa un risultato trascurabile in assoluto, ma tale da non permettere al centrodestra espropriatore di terreni e al centrosinistra sarkozista in cachemire di arrivare alla fatidica soglia del 50+1.
Ora, in una situazione del genere, chiunque ambisca a caricarsi la responsabilità di dare un futuro felice alla nazione intera dovrà, volente o nolente, specie nolente, mettersi nelle amorevoli mani di questa illuminata banda di restauratori medievali che otterrà dal futuro eventuale governo, qualunque colore abbia, tutto quello che gli andrà di chiedere. Cosicché si consumerà definitivamente la storia infame della seconda repubblica e si torna dritti verso i porti più tranquilli e conosciuti della prima.
Con la sola differenza che l’immonda prima fase di storia repubblicana fu gestita da professionisti di una certa caratura – niente di eccelso, per carità - mentre i loro attuali eredi, che hanno interiorizzato tutti i difetti dei predecessori ritenendo inutile associarvi i pochissimi pregi, non esiteranno ad andare dritto al sodo. Volevo scrivere soldo, ma poi mi querelano per diffamazione perché i post non li leggono mai fino alla fine.
Quando intendo dritto al soldo intendo dire che la nuova fase della nostra democrazia si prepara semplicemente ad assistere all’unica, vera riforma che incontri da un lato il reale interesse nazionale e dall’altro la cultura parassitaria di coloro che risiedono da queste parti.
E’ molto probabile, in questa fantasituazione, che sarà istituzionalizzato il rapporto tra dominus e clientes rispolverando lo schema pompeiano ante eruzione vulcanica e che si tornerà ad una regolamentazione dei rapporti elettorali così come restano vigenti un po’ ovunque da un paio di millenni abbondanti. Voti per nomine e voti per posti, ma tutto alla luce del sole, così nessuno avrà più motivo di rompere i coglioni sulle questioni di merito: il merito sarà tenuto in conto, a patto che stia nell’area di riferimento corretta. Anzi, come chiedono i radicali, semplifichiamo ulteriormente con una legge che stabilisca che il merito è la tessera che più oggettivo di così il criterio di valutazione non lo si può fare.
In effetti, pensandoci bene, c’è quasi da augurarsi che le cose vadano effettivamente così perché sarebbe il modo migliore per riconoscere apertamente che Italia ed italiani la democrazia la concepiscono in questi termini. E’ inutile continuare a prenderci per il culo parlando di liberalizzazioni, che poi si rischia di credere che siano quelle di Bersani, o di liberismo economico, che poi sembra la roba spacciata ai mezzi tra AN e Forza Italia, o ancora di libertà individuale, che poi Ruini va in televisione e ci dice che siamo cattivi.
Quindi, dopo aver fatto i miei auguri per i migliori successi alla Balena Bianca Rediviva, vi lascio che devo prenotare un volo di sola andata per qualsiasi posto che non sia questo.
(Nella foto: Votare o volare, questo è il dilemma)














io per sicurezza ho fatto la mia proposta di legge elettorale, già suddivisa in punti:
garantisce stabilità di governo, rappresentatività, debella la frammentazione dei partiti e impedisce gli inciuci. Per questo non verrà presa in considerazione dalla politica italiana.
http://lineagoticafight.blogspot....
Mthrandir, uomo di poca fede ed esaurite speranze.
Io sinceramente sono sempre più disperata... possibile che manco la comunità europea faccia qualche miracolo? (ogni tanto scoprono qualcosa che non va e almeno lo fermano!)
Complimenti per quello che scrivete!
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