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Your dreams come true

“Yes we can”. “Your dreams come true”. Sembrano slogan del parco di Magic Kingdom ad Orlando. Ed invece non sono nient’altro che alcuni dei messaggi di Barack Obama, il nuovo front man del partito Democratico, in lizza per le Presidenziali di Novembre negli Stati Uniti. Obama vince e convince in South Carolina spazzando via Hillary Clinton che ha incamerato la metà esatta dei voti del leader di colore. Bella batosta.

Non è bastato alla ex First Lady “sguinzagliare” l’ex marito Bill, perchè Obama si è dimostrato un talento fuori dell'ordinario. Se Hillary rappresenta lo status quo democratico, Obama è di certo lo specchio del futuro. In South Carolina infatti il senatore dell'Illinois non è stato votato solo fra gli afro americani, ma anche dai giovani (anche quelli di pelle bianca), quelli che di solito hanno sempre visto le urne come un orso cattivo. Barack, con le sue parole, li sta attirando e questo è di certo un segnale molto importante per un'America che di solito ha sempre fatto affidamento su un elettorato di media età. Per Obama non si tratta solo di bassi populismi. Il leader nero parla al cuore dei Democratici, riuscendo a capire i bisogni e le aspirazioni, e l’ondata mediatica partita dal South Carolina ora potrebbe contagiare tutto il paese. Ben altra situazione rispetto a quella del reverendo Jackson nel 1984 e nel 1988, di cui Bill Clinton, il marito della rivale Hillary, ha perfidamente ricordato gli ottimi risultati alle primarie di allora in South Carolina. Qui si tratta di talento e carisma, cosa che ahimè mancano ad Hillary, la quale sta cercando di correre ai ripari buttando nella mischia il marito ex presidente. Ma basterà?

Barack ha dimostrato un appeal senza precedenti sui giovani, ottenendo ottimi risultati nei college, al di là della razza e della geografia, con un passaparola che ha del miracoloso. Tutto quello che è successo in Iowa, con una vittoria a sorpresa, si è ripetuto, e non è detto che non debba accadere ancora. In più, oltre all’appoggio di Hollywood, il senatore dell’Illinois, potrà contare su un altro alleato di tutto rispetto. Proprio sabato è arrivato l’endorsement dei Kennedy, una delle famiglie politiche più influenti e secolari d’America. L'editoriale di Caroline Kennedy nel New York Times colpisce soprattutto nelle sue conclusioni: "Obama sta ispirando i miei figli ( i nipotini di John Kennedy) con il suo messaggio di cambiamento e di speranza". Ma non è tutt’oro quel che luccica. I Clinton sono ossi duri, ed Obama non ha ancora conquistato molto dell’elettorato bianco (solo il 24%) che per il momento sta tutto con la ex First Lady, la quale, con una mossa al limite della scorrettezza, starebbe facendo (tramite suoi collaboratori) addirittura campagna elettorale in Florida, nonostante gli accordi di “non belligeranza” presi a suo tempo, e nonostante non ci siano sul piatto delegati democratici.

Insomma per Obama non sarà semplice, anche se Hillary, dopo questo week end infernale, di certo non può più dormire sonni tranquilli. La prossima tappa di questa folle e straordinaria corsa delle presidenziali americane continua il 29 di Gennaio in Florida, dove i Repubblicani McCain, Romney e Giuliani si contenderanno un posto al sole tutt’altro che scontato da vincere, in questa incredibile ed incerta corsa verso la Sala Ovale.

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