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Gli imbecilli siamo noi

Cominciamo da qui: “Andare al voto da soli è un lusso che la situazione del paese non ci consente”. Parole e musica sono di Rosy Bindi, seconda classificata alle primarie del piddì, prodiana incazzata e incazzosa, convinta che la probabilissima sconfitta del PD alle eventuali elezioni anticipate sia un lusso che noi - noi dico il paese - non ci possiamo permettere.

Ma è interpretazione forzata, la mia perché la signora, al pari dell’intero arco costituzionale dei suoi complici (pardòn, colleghi), usa indifferentemente i termini “paese” e “democrazia” come sinonimi di “partito”. E siccome si tratta di significati ampiamente condivisi, da quando Prodi si è consegnato al plotone di esecuzione senatoriale, è tutto un proliferare di gente che si preoccupa degli interessi fondamentali del paese e della salute della democrazia.

Cioè, in parole povere, del partito che rappresentano. Usando questa semplice chiave di decodifica è abbastanza facile comprendere la posizione della miriade di consultati e di consultandi che fanno la spola al Quirinale, ognuno disinteressatamente teso al bene comune e ognuno pronto a versare sangue per difendere la democrazia.

Certo, siccome ognuno ha il suo paese e la sua democrazia, le barricate prova a tirarle su secondo la rispettiva visione del mondo (si scrive mondo, ma si legge sempre partito), anche se un po’ si vergogna a dichiararlo esplicitamente.

Fin qui non c’è niente di nuovo perché l’interesse generale è un interesse che non esiste se non in relazione ad una specifica scala di valori: per me l’interesse generale si persegue imponendo una dieta drastica allo Stato e garantendo ai cittadini il massimo di libertà e di responsabilità individuale, per altri l’interesse collettivo è uno Stato che si preoccupi del colore delle tende che ti piacerebbe mettere in salotto. Tra mille sfumature, c’è anche chi è convinto che l’interesse generale stia nell’avere un primario dell’Udeur a cardiologia.

Se in tutto questo non c’è niente di male, c’è di malissimo che color che hanno in mano il potere ultimo di avallare o meno un andazzo lo usino al solo scopo di sbandierare il proprio tifo per questa o per quella appartenenza senza mai fare un giorno di manutenzione. Provo a spiegarmi meglio usando un paio id esempi bipartisan che così si incazzano tutti. A destra sono felici come pasque perché la caduta di Prodi dovrebbe suonare come il requiem sulle politiche tassa e spendi di un socialismo che punta all’eguaglianza nella povertà non avendo alcuna chance di fare tutti ricchi e benestanti. Dicono anche che si cambia rotta per mettere la prua verso un sistema liberale. Poi, però, omettono di chiedersi cosa significhi dare terreni a costo zero alle giovani coppie perché ci edifichino sopra il loro futuro. Eppure è uno dei punti urgenti del programma forzista release 1.0, roba da primi cento giorni. Cosa significa? Espropri? Acquisti a carico dello Stato? Chi paga?

Neanche Diliberto fatto di peyote avrebbe avuto il fegato di fare una proposta come questa. Però fa niente: basta la definizione “di destra” o “liberale” per raccattare il voto di chi non ha tempo di farsi domande.

E a sinistra? A sinistra, smaltita la delusione e la prevedibile caccia al traditore, ci si sta lentamente ricompattando nel segno dell’antiberlusconismo con la scusa dell’urgenza di fare le riforme di cui il paese (partito) ha tanto bisogno. E in nome della difesa della democrazia dall’attacco berlusconiano, gli elettori tifosi sono pronti a bersi l’idea di un governo a termine, o di scopo o di che cazzo vi pare che ha zero possibilità di ottenere la missione impossibile e nessuna legittimazione a tentarci. Però, per citare Veltroni, sarebbe un omaggio alla resistenza e alla lotta per la libertà.

Orbene, detto tutto questo e dato per scontato che quando si andrà alle urne la stragrande maggioranza degli italiani andrà diligentemente a svolgere il proprio compitino, magari portandosi appresso le foto ricordo che comprovino il rispetto degli accordi presi, c’è da chiedersi se tutta ‘sta antipolitica di cui si sfoggio insultando la Casta sia una reazione dignitosa e legittima o se, al contrario, non sia la prova manifesta che gli imbecilli siamo noi.

(Nella foto, supereroi)

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ritratto di Mthrandir
 

Sì, gli imbecilli siamo noi.
Ma anche gli imbecilli, prima o poi, si incazzano.

Detto fuor di metafora, credo si stia marciando a grandi passi verso una situazione "argentina": comincio a pensare che solo una rivolta "popolare" (la sola parola mi ripugna, ma tant'è...) possa causare un vero strappo e dare il via ad una nuova stagione in questo Paese.

Ora mi fermo, forse è l'influenza che mi fa parlare come il bignami del piccolo sovversivo....

Schegge..mi sto preoccupando. Capisco lo scoramento rispetto la classe politica, però..accidenti, non è il sistema ad essere sbagliato, ma come lo si usa. E non c'è rappresentanza "fai da te" che tenga. E poi voglio andare contro corrente: ma questi poltici, non sono forse lo specchio di un Italia dove si laurea solo il 13 % della popolazione? Questi politici non sono forse lo specchio di un paese che troppo spesso piange  lacrime amare senza tirarsi sule maniche? Questi politici non sono forse votati dagli italiani? Lo scambio di voti sennò con chi l'hanno fatto? Con i fantasmi? Tutto questo attacco alla casta è giusta da una parte, ma anche molto ipocrita dall'altra. Più leggo in giro nella blogosfera e più mi sembra di incontrare dei novelli grillini, tra l'altro pubblicati dai peggiori giornali americani o Inglesi (provate a leggere il TIME o il New Yorker dove il "Grillo" è stato elogiato, scoprirete che ci sono più contenuti in novella 2000). Che ci sia bisogno di una classe politica diversa è fuor di discussione, ma proviamo a metterci nei loro panni e a pensare seriamente che cosa avremmo fatto noi al loro posto prima di mettere tutti indistintamente alla berlina. Mah, sono sempre più perplesso...

Doc, dovessi risponderti per quello che ho in testa... Mah, meglio soprassedere che poi restano scritte certe cose e volessi mai che un magistrato in crisi di astinenza mediatica...:-)
Chris, non ti seguo. A tutte le domande che poni mi sembra che il post sia già una risposta. Gli imbecilli sono quelli che li votano, mica quelli che si candidano:-)

Certo mauro, non era rivolta a te la mia preoccupazione, diciamo che il mio è un semi sfogo generale!

Te lo direi io perché vogliono tirare avanti qualche altra settimana al posto di andare alle elezioni... pensione come ti suona? Altro che resistenza e lotta per la libertà... Il mio prete aveva proprio ragione... la ghigliottina ci vuole!

Doc scrive:
Detto fuor di metafora, credo si stia marciando a grandi passi verso una situazione "argentina": comincio a pensare che solo una rivolta "popolare" (la sola parola mi ripugna, ma tant'è...) possa causare un vero strappo e dare il via ad una nuova stagione in questo Paese.

Doc, è quello che ho sempre pensato anch'io.
E sono convinto che solo una Presa della Bastiglia (con relativa ghigliottina e regime del terrore, beninteso) possa por fine alla fanghiglia che ci si ostina a chiamare politica.

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