
L’unica, vera riforma istituzionale che andrebbe approvata immediatamente in questo paese feudale è l’abolizione di un istituto arcaico e caduto in disuso da tanto di quel tempo che, quando capita che uno lo riscopra, succede il finimondo.
Anzi, siccome si tratta di una vecchia consuetudine di cui si è perso perfino il senso, succede che le dimissioni arrivano quando non hanno alcuna relazione con gli eventi che avrebbero dovuto provocarle perché è chiaro che se Mastella si fosse dimesso a causa di “Why not?” - do you remember? - ci avrebbe fatto la figura del delinquente, ma se rinuncia all’incarico perchè indagato dal parente della sua presunta vittima, ci rimedia la figura del martire. Di più, ci può finanche chiedere la solidarietà urbi et orbi ed imporre al governo di dichiarare la propria adesione morale alla causa della povera vittima.
In compenso Totonno Cuffaro, governatore della Sicilia, subito dopo aver rimediato una condanna ad anni cinque di reclusione per favoreggiamento, si presenta in conferenza stampa trionfante e dice che ce l’aveva detto che non era mafioso, come ribadisce anche il tribunale. Come dargli torto? E’ vero, è solo un delinquente comune e in quanto tale perfettamente legittimato a tornare al volo in ufficio a sbrigare le sue faccende. Un senso delle istituzioni da lasciare attoniti e un modello per le nuove generazioni. In fondo, non è mica colpa sua se la trojka Cesa-Casini benedice il successo giudiziario e si schiera a difesa del feudo siculo e del suo signorotto con la coppola, ma senza lupara. Quindi, nel caso di Cuffaro, niente dimissioni, ma serena attesa che arrivi il terzo grado di giudizio che nel nostro paese è come la raccolta punti del supermercato: ai cliente più fedeli, mano a mano che si sale la gerarchia delle corti, si applica uno sconto sempre maggiore, fino a regalare le pentole col doppiofondo per tenerci i documenti segreti.
In attesa che il tribunale competente stabilisca che Olindo Romano e Rosa Bazzi siano dei meri serial killers e, in quanto non mafiosi, degni di un posto in consiglio regionale, prendiamo atto che il pronunciamento di un tribunale non crei alcun turbamento di coscienza al politicante di turno.
E se non basta la sentenza di un tribunale, figuriamoci se può avere senso la sentenza emessa dalla realtà. Il caso Jervolino-Bassolino-Pecoraro Scanio è da antologia: Napoli affoga nella spazzatura da decenni, ma nessuno ha mai preso in considerazione l’idea di un proprio eventuale fallimento politico. Per carità! Tutti e tre hanno combattuto fieramente per risolvere il problema e quindi il caso delle dimissioni non si pone nemmeno per idea. Le colpe sono del “benaltrismo” e, alla peggio, di vaghe entità tipo camorra, affarismo e interessi forti. Arrestate quelle, se proprio volete colpire nel punto giusto, ma non provate neanche ad ipotizzare una qualche correità che abbia un nome e un cognome perché, altrimenti, cadreste vittime delle tentazioni strumentalizzatici e vi ritrovereste in un battibaleno al servizio della bieca propaganda.
E questo non è bello. Anche perché a tutta questa gente bisognerebbe battere le mani invece della schiena visto che, dantescamente, loro “si sobbarcano”, si caricano eroicamente il peso della responsabilità collettiva sul gobbo e non hanno timore a fare la faccia cattiva contro chi resiste al vento del nuovo.
Cuffaro per il bene dei siciliani, Mastella per il bene di Ceppaloni, gli altri tre per il bene della Campania e dei campani. Tutti posti dove si sta come a Montecarlo in primavera e dove tutto funziona come un orologio al punto che sono oggetto di studio da parte di una commissione di saggi che viene dal Cantone dei Grigioni.
Tirate le somme, se in questo paese non esiste l’idea dell’assegnazione di una responsabilità individuale per l’assolvimento di un compito, per coerenza si dovrebbe abolire anche un istituto che da quel concetto dipende in modo assoluto: senza la prima, è velleitario pensare di trovare un criterio per verificare se quel compito sia stato portato a termine anche se, trattandosi di politicanti, dovrebbe valere, se non il pregiudizio, almeno la preferenza statistica per la colpevolezza. In effetti, che si tratti del politico o che si tratti del compito, qua di assolti se ne vedono pochini.
(Nella foto, la Casa delle Responsabilità)














Siamo pressochè totalmente d'accordo.
Ci dobbiamo preoccupare?
Un sorriso "sinistro" ;-)
Mister X di Comicomix
Della situazione o della similitudine di opinione?:-D
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