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Attacco ideologico

Le lamentele ed il rifiuto riguardo la visita del Santo Padre, da parte di alcuni docenti e studenti dell'Università La Sapienza di Roma, non ha nulla a che fare con la cultura laica. Forse fa parte di una deriva laicista ma, anche in questo caso, è molto difficile poter “etichettare” con un termine - per altro molto abusato, anche a sproposito - una presa di posizione che non fa che confermare una lotta ideologica in atto dall’inizio dei tempi. Le nostre Università italiane dovrebbero essere luoghi aperti al dibattito e al confronto, ed è strano che alcuni docenti e studenti (la nostra futura classe dirigente) vadano controcorrente in questo modo. Cosa è successo di tanto grave per innalzare un tale muro contro una semplice visita del pontefice? Evidentemente perché tanto semplice, per loro, non era.

E’ nella lettera di Marcello Cini, datata a Novembre dell’anno scorso, che possiamo renderci conto delle motivazioni riguardo la “pericolosità” della visita di Benedetto XVI. Quel che appare intollerabile, per alcuni docenti, è che il Papa tenti di aprire nuovamente una discussione riguardo la fede e la ragione. Dura da digerire. Il ristabilire una relazione fra le tradizioni giudaico-cristiane ed elleniste e la scienza, senza volerle a tutti i costi separare, e risultato, per alcuni Professori, un po’ arrogante e destabilizzante. Per forza di cose, dare a tutto quello che esiste una provenienza certa, in questo caso trascendente, rischierebbe di depotenziare la loro autorità. E di certo i “tromboni” della Sapienza tutto questo non lo possono tollerare. Il potere conquistato in anni di lotte, sgomitate fra le cattedre - magari con l’appoggio di qualche politicante - non possono essere perdute solo perché un intellettuale tedesco vestito di bianco (che dicono anche bravo), avrebbe la capacità di mettere "strane" idee in testa agli allievi. La cultura la fanno loro, non gli altri. Gli altri sono pericolosi, potrebbero destabilizzare, potrebbero dare un’alternativa all’individualismo forzato.

Ma non è tutto. L’opposizione alla visita del Papa che, come abbiamo detto, non ha nulla a che vedere con la laicità che invece va preservata (quella vera), è di fatto un attacco di carattere ideologico ed ha come bersaglio proprio Benedetto XVI che avrebbe l’ardire di parlare di scienza e fede invece di occuparsi solo di religione e di farsi gli affari propri. La scusa poi rilanciata nella lettera contro la visita del Papa(controfirmata da 67 Professori), che lo rappresenta come un nemico di Galileo, fa veramente sorridere. Sarebbe stato rimproverato al Santo Padre di aver ripreso nel 1990, durante una conferenza alla stessa La Sapienza, una frase del filosofo della Scienza Paul Feyerabend, secondo il quale - all’epoca del processo contro Galileo - la Chiesa rimase molto più attaccata alla ragione dello stesso scienziato e quindi, sempre secondo Feyerabend, il processo fu ragionevole e giusto.

I Professori però si sono dimenticati (come sempre succede quando parla il Pontefice), di leggere attentamente “tutto” il discorso di Ratzinger che invece faceva riferimento al tema della crisi di fiducia nella scienza prendendo ad esempio il mutare di atteggiamento verso alcune teorie di Galileo Galilei. Se nel Settecento l’atteggiamento verso Galileo sarebbe l’emblema dell’oscurantismo della Chiesa , nel Novecento invece l’atteggiamento cambia notevolmente con scienziati che accusarono Galileo di aver fornito prove inconsistenti alla sua teoria fino addirittura all’affermazione di una linea diretta tra Galileo e la bomba atomica . Questa, ed altre citazioni, usate all’epoca dal Santo Padre, non venivano usate come rivalsa o giustificazione, ma solo per far capire che la fede non poteva prescindere dalla razionalità. Piuttosto le varie citazioni venivano addotte da Ratzinger come prova di quanto il dubbio della modernità trovava spesso sfogo anche nella scienza e nella tecnica. Il discorso del 1990 citato dai sedicenti Professori, ad una lettura attenta, risulta una difesa di Galileo e non un attacco; come una difesa della razionalità galileiana contro il relativismo. Strano quindi per dei docenti preparati aver travisato in questo modo uno scritto perchè, dalle loro azioni, sembrerebbe più un attacco pregiudiziale che altro.

La laicità non c’entra nulla quindi con i firmatari dell’appello visto che è palese l'attacco ideologico e strumentale. Si tratta solo di un tipo di cultura violenta, che non argomenta nulla e che non si confronta in maniera costruttiva.

A rileggerci

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Beh Chris...

"risulta una difesa di Galileo e non un attacco"

Io la lettura attenta gliel'ho data, ma quello che dici tu non c'è.
C'è piuttosto una citazione senza fondamento scientifico di Bloch, il quale diche che eliocentrismo e geocentrismo sono indimostrabili.
Guarda caso tutti i nostri sistemi con che si fondano su riferimenti esterni giustificano l'eliocentrismo.
Dal parte la disquisizione di Ratzinger.
Partendo male, arriva anche peggio.

Tenta di usare la scienza (sbagliata) per giustificare Bellarmino.

Credo che la parola violenza c'entri veramente poco con questa vicenda. C'entra forse la parola OPPORUNISMO e CODARDIA.

Ne ricordo un altro al quale non piacevano i fischi: stava sempre a Roma.

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