
A ondate, secondo la convenienza del momento, i nostri subcomandanti riprendono con forza l’argomento del conflitto di interessi e si producono in appassionanti disquisizioni sul bisogno di adottare il modello americano del blind trust (i più buoni), sulla necessità di impedire cariche governative a chi abbia più di 15 milioni di euro in banca (i riformisti del giovedì) oppure sull’esilio da infliggere a tutti i politici con le iniziali S.B. (sinistri radicali).
E passano giorni a preparare disegni di legge avendo in testa l’unico obbiettivo di salvare la democrazia in pericolo per poi abbandonarli a loro stessi, salvo riprenderli al momento opportuno. In effetti, tutti sanno quanto le sorti dell’unità a sinistra dipendano dal mantenersi in vita di Silvio Berlusconi: il giorno in cui uscirà di scena, la sinistra italiana sarà irrimediabilmente perduta e, con lei, quella francese di Segolene Royal che lo odia programmaticamente con la stessa ostinazione.
Naturalmente, quando si affronta l’argomento, è chiaro a tutti che non si parli di conflitto di interessi come tema generale, ma ci si confronti serenamente sul caso del cavaliere brianzolo che, a quanto pare, è un caso unico e merita un’attenzione particolare. Per carità, il buon Berlusconi ci sta a meraviglia in tema e non ha mai fatto moltissimo per liberarsi di questa (s)comoda zavorra, ma il dubbio che si tratti dell’ennesima truffa, dopo un po’, arriva.
A parte la banale considerazione che, se si trattasse di un pericolo reale e mortale per la democrazia, una soluzione sarebbe arrivata una decina di anni fa, resta l’angosciosa sensazione che risolvere la questione nel caso personale del leader di Forza Italia non esaurisca la vicenda. Tradotto in soldoni, forse fa comodo a più di qualcuno recintare il problema a livello di un singolo soggetto, per quanto egli sia influente e potente.
Non siamo così fessi da considerare Berlusconi un capro espiatorio, ma, essendo malfidati per natura, quando sentiamo qualcuno che parla con troppo accanimento di rispetto delle regole, sia di destra sia di sinistra, ci viene il sospetto che ci sia qualcosa sotto.
La verità è che Berlusconi in conflitto di interessi serve a tutti quanti come falso bersaglio: si parla di Mediaset come se fosse il perno dell’economia nazionale o la peggiore posizione di dominio per non dover affrontare le innumerevoli situazioni di conflitto che, queste sì, distruggono l’efficienza di un sistema.
Così, mentre Gentiloni fa il campione dell’avanguardia legislativa, ogni giorno migliaia di amministrazioni pubbliche passano incarichi e appalti agli amici, ai parenti e ai cugini sperperando a vanvera fiumi di euro alimentando incessantemente milioni di rivoli destinati a rimpinguare le falde bancarie dei soliti furbi. E sono pratiche coltivate da politicanti e pseudoamministratori di ogni colore e di ogni “credo” politico, senza distinzione alcuna. Tutti lo sanno, tutti lo vedono e nessuno fiata. E chi apre bocca, lo fa per minimizzare l’andazzo trovando l’alibi delle poche decine di migliaia di euro. Vuoi mettere coi milioni del Berlusca? Il problema è che migliaia di euro moltiplicati per ogni santissimo giorno che Dio manda in terra e moltiplicati per tutte le amministrazioni, e per tutti gli amministratori, che si dedicano a questo sport nazionale fanno miliardi spesi in cambio di niente.
Loro, però, nel conflitto di interessi non ci sono mai: non ci sono le amministrazioni rosse che foraggiano le coop rosse all’interno di regioni governate col sistema feudale e non ci sono gli azzurri milanesi che assumono in Comune qualsiasi pirla che abbia una tessera o una liason politica adeguata o che appaltano i parcheggi agli zii degli assessori di AN. Questi non sono conflitti di interesse e, difatti, nessuno se ne occupa.
Si dibatte del patrimonio personale di Berlusconi e del business di Mediaset per consentire ai lanuti elettori di scannarsi sulle ville sarde dell’ex presidente del consiglio lasciando che il sonno profondo domini sul resto. E’ una truffa alla quale partecipiamo tutti con grande fervore polemico dimenticando che il conto, quello vero, lo portano sempre da queste parti. E noi, diligentemente, si mette mano al portafogli senza battere ciglio. Siamo gente distratta che paga le puttane, ma non si ricorda perché.














finalmente, sei riuscito a dire inpoche parole quel che cerco di dire da decenni a tutti. il conflitto d'interessi è un abufala pari soltanto forse a tangentopoli, dire che ce l'ha solo berluscone è come dire che la Gi*ve ha rubato solo due anni fa....
qui ho sostenuto che il conflitto di interessi non esiste:
http://nullo.ilcannocchiale.it/?i...
Il "conflitto d'interessi" non riguarda solo Berlusconi, ma parecchi politici italiani. Esempio nel Centro-Sinistra e' Illy, presidente della Regione Friuli VG e proprietario di una delle piu' grandi industrie della Regione.
Secondo me e' corretto che e' negli USA: se vuoi entrare in politica devi rinunciare ai tuoi interessi economici (dato che gli interessi economici dei tuoi sostenitori influiranno gia' abbastanza la tua politica). C'e' stato un multi miliardario americano che solo per partecipare alle elezioni presidenziali ha dovuto scegliere tra blid-trust e vendita delle aziende (e ha scelto di vendere).
baron, se non fosse per quella cosa della Juve.... :-)
nullo, ho letto e mi sembra che siamo sulla stessa linea di pensiero. Però, l'avevi scritto prima tu:-)
SkZ. Si, ma negli USA. Qui le cose vanno diversamente e sappiamo entrambi che, in qualche caso - non sempre - è legittima difesa:-)
Come ho segnalato nel mio blog, sul numero di ieri di Metro è stata pubblicata un'epistola di una lettrice in cui ella si scaglia con virulenza sull'Arcinemico riguardo all'argomento in questione, rafforzando le proprie affermazioni tirando in ballo le vicende personali dell'ex-premier, avvenute all'interno della sua casa.
Questo è il livello di certo elettorato di sinistra...poveri noi!
Skz, quello che dici non è del tutto vero: "Secondo me e' corretto che e' negli USA: se vuoi entrare in politica devi rinunciare ai tuoi interessi economici (dato che gli interessi economici dei tuoi sostenitori influiranno gia' abbastanza la tua politica)."
Non è così, non sta scritto da nessuna parte. Nessuna legge impone la vendita o il blind trust. Berlusconi potrebbe benissimio essere presidente americano (se solo fosse nato in america): Bloomberg, attuale sindaco di New York nonchè proprietario di Bloomberg, società di informazione finanziaria, potrebbe benissimo diventare presidente Usa.
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