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Clemente e Sandra Santi e (futuri) Martiri

«Credo che anche questo sia l'amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo. Affronto tranquilla anche questa battaglia».

Sono le ultime parole della Beata Sandra Lonardo in Mastella consegnate alla stampa prima che le spietate guardie dell’Impero del Male la trascinassero nell’umida prigione della fortezza all’interno della quale risulta attualmente rinchiusa. Come unico conforto le resta la costante presenza del marito – San Clemente Mastella in Lonardo - che, in omaggio ai 40 anni vissuti assieme pericolosamente, ha scelto di condividere con la consorte il tristo destino.

Da ieri, quindi, San Clemente ha rimesso l’incarico di Vescovo della Giustizia nelle mani del Parroco d’Italia ricevendone l’invito pressante a pensarci su ancora ventiquattr’ore. Da Santo qual è, Clemente ha promesso che avrebbe passato la notte in meditazione confidando nell’illuminazione divina, giunta in perfetto orario alle ore 12, quando il Santo si è presentato in conferenza stampa per dare al popolo l’atteso e definitivo responso.

Intanto tutti i Fratelli della Congregazione, molto colpiti dalla ripresa della persecuzione, si sono stretti attorno al Santo in un ecumenico abbraccio intonando salmi e canti di preghiera affinché l’Altissimo volga lo sguardo verso i Suoi figli derelitti che vagano in questa valle di lacrime e corra in loro soccorso.

In momenti come questi, cioè quando sono in pericolo i veri valori morali che hanno ispirato da sempre le azioni dei migliori di noi, gli Eletti, è bello ascoltare il messaggio di fratellanza che echeggia ovunque e consola il sapere che, nonostante le divisioni, siamo ancora capaci di trovare la solida compattezza che serve per difendersi dal pericolo.

Così, il Sinedrio si offre disinteressatamente a coprire il vuoto che San Clemente lascia permettendogli di trovare sicuro e sereno rifugio nell’eremo di Ceppaloni dove, siamo sicuri, il nostro Fratello saprà rigenerare le forze messe a così dura prova per riprendere il cammino di ascesi violentemente interrotto.

E, nella certezza che da questa dolorosa vicenda San Clemente rinascerà più forte e più Santo di prima, troviamo conforto nella conferma che le nostre guide resteranno salde nei loro principi e che non si faranno intimorire dal maligno.

Ieri, pur nella confusione del momento, sono state dette molte parole belle e giuste e nessuno ha ceduto alla tentazione, che dev’essere stata forte, di abbandonare il nostro fratello in difficoltà per volersi mostrare di una virtù più luminosa.

E’ vero, siamo tutti uguali ed è giusto che tutti, umilmente, rinuncino all’idea, umanamente comprensibile, di rifulgere della propria superiorità morale per collocarsi al livello più basso possibile. E questo non tanto per una questione di equità o di egualitarismo, ma piuttosto per mettersi nelle condizioni di condividere il peso di responsabilità che nessun uomo, nemmeno un santo, potrebbe portare sulla propria schiena.

Così si sono piegate le schiene a centinaia e su ognuna di esse si è caricata una parte del fardello cosicché l’incerta colpa di uno si è tramutata nella colpa di tutti e finirà nella colpa di nessuno, come è giusto che accada.

E, se qualcuno ha dubbi sulla nitidezza morale della Coppia, legga a alta voce questa frase:

«Basta vedere quello che è successo al Papa per capire cosa sta succedendo ai cattolici. Ne vogliamo parlare?».

Ecco, ne vogliamo parlare? Prima il Papa e poi Mastella. Tutto in soli due giorni. Vi sembra una coincidenza?

(Nella foto, raccomandazioni iconografiche)

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ritratto di Mthrandir
 

ridiamo, per non piangere...

Luciano, che vuoi farci? Non mi pare ci siano troppe alternative:-D

Agnelli sacrificali.
Bassolino & co. sono da difendere ad ogni costo.
Altrimenti chissà, si verrebbe a sapere il mistero delle schede bianche in Campania.
Chi potrà mai dirlo.
Un saluto

senza contare quello dei cerchi nel grano.