
I numeri sono impressionanti. 43mila domande, 18mila ammessi, 6mila presenti alla prova d’esame finita e consegnata da 4mila persone, 322 ammessi all’orale e 319 promossi. Gli altri, lo sciame di bestie che ambiva ad un posto da giudice, respinta con perdite a causa di insormontabili lacune nell’uso della grammatica e dell’ortografia. A rendere la disfatta ancora più tragica la considerazione che la platea dei concorrenti fosse composta da avvocati, giudici onorari, funzionari della pubblica amministrazione, titolari di dottorati di ricerca e di specializzazioni giuridiche.
Prima che i giornali dessero un qualche rilievo alla notevole performance dei nostri somarissimi adolescenti, ultimi classificati tra i loro coetanei del resto del mondo, qui si era scritto di quale sia la vera emergenza del paese e quale radioso futuro sia lecito aspettarsi dalla prossima classe dirigente che cresce nella convinzione che il sole ruoti intorno alla terra e che il mondo finisca ad Orzinuovi dove esiste un profondissimo baratro senza fondo dal quale salgono i miasmi dell’universo inesplorato.
Poi ci hanno riprovato coi professori, per capire se una tale dimostrazione di forza fosse merito esclusivo dei discepoli o se, per caso, ci avesse messo lo zampino anche il cosiddetto personale docente, quello che rivendica aumenti di stipendio ogni mese e che si lamenta per le deplorevoli condizioni di lavoro alle quali è costretto. Risultato prevedibile: gli educatori ne sanno meno degli educandi e insegnano di conseguenza, cioè male e cose sbagliate.
Il concorso per l’ammissione in magistratura chiude il cerchio e dimostra ciò che si sapeva senza il bisogno del riscontro empirico. Siamo un popolo di ominidi che segue un processo di involuzione lungo il quale, appena possibile, verrà recuperata l’antica postura quadrumane che, per svolgere quelle poche attività fondamentali per la sopravvivenza, basta e avanza.
In fondo mangiare, defecare, ottenere gratificazione sessuale e guardare Buona Domenica in tivvù sono tutte attività il cui svolgimento non richiede una preparazione particolare né una profonda familiarità col congiuntivo: sono ambizioni che si possono realizzare anche violentando la grammatica, o tenendosene più timidamente alla larga, e lasciando che l’istinto guidi l’azione.
Questi sono i bei risultati di decenni di egemonia culturale della cattosinistra italiana, quella che ha sempre avuto l’obbiettivo di formare legioni di ignoranti che pensino coi pensieri che gli si forniscono in dotazione. E non è vero ciò che scrive Giacalone, e cioè che la faccenda sia risultato di incuria, di deresponsabilizzazione o di inesistente concorrenza tra scuola pubblica e scuola privata. I branchi di lobotomizzati vengono scientemente allevati in questo modo per poterli gestire con maggiore facilità quando si presentano ad esercitare la loro sovranità nell’urna per cui non si deve stupire il nostro commentatore se lo sfascio scolastico non finisce sotto inchiesta o se nessuno venga accusato di qualche mancanza. Nei fatti, se potessero, ai vertici dell’organizzazione scolastica darebbero un premio per aver centrato lo scopo fondamentale del sistema. Ed è stato raggiunto con tale precisione chirurgica che una soluzione, oggi, è praticamente impossibile: facile dire che ci vorrebbe concorrenza tra scuola pubblica e scuola privata, ma se la stragrande maggioranza dei docenti disponibili sul mercato è quella che è oggi, che concorrenza sarebbe? Tra incompetenti affezionati allo stipendio. (Si, va bene, ci sono anche le eccezioni, non bisogna generalizzare, anche le famiglie….).
Oppure togliamo valore legale al titolo di studio, ma da solo è un provvedimento che non basta e che rischia di deludere milioni di famiglie addestrate a considerare la scuola come luogo di produzione di “pezzo di carta” e che non chiedono altro se non il sei politico per i loro piccoli genietti. Chi se li sente, poi, quando vanno a votare?
Ecco, la realtà degli aspiranti giudici in lotta con la lingua italiana viene da molto lontano e va in una direzione molto precisa, che è quella della promozione di una specie di finta cultura di massa che, per non far torto a peggiori, esige che i migliori si adeguino al passo degli zoppicanti connazionali che non hanno la capacità, ma soprattutto la voglia, di guardare più in alto. Non è un caso che l’intera classe politica cianci di continuo di solidarietà, di bene collettivo, di felicità programmata tacendo il fatto che la solidarietà vera, il bene collettivo vero e la felicità si possano perseguire solo restituendo alla gente la libertà individuale, vera, di scelta.
Però, se il nostro sistema fosse pensato per i migliori, siamo sicuri che troveremmo le stesse facce sui giornali e gli stessi giornalisti a scriverne?
(Nella foto, ortografia d’avanguardia)














Il nostro è un paese dove tanti si riempiono la bocca con la parola meritocrazia, ma di meriti se ne vedono pochi in giro..
Agire per caste, per corporazioni, forse è nella nostra natura, forse semplicemente è l'unica maniera che gli italiani storicamente hanno sperimentato per sopravvivere.
Appunto, sopravvivere. Vivere, è un altro paio di maniche...
E i risultati in termini di decadimento morale e materiale del nostro paese (e qui, purtroppo, destra e sinsitra vanno a braccetto...) li abbiamo sotto gli occhi.
Un sorriso al volo
Mister X di Comicomix
La cosa allarmante, è che si tratta di un decadimento accuratamente programmato e deliberatamente realizzato al quale ognuno di noi va lentamente adeguandosi. Questo è il mondo degli uguali e questo è il motivo per cui, quando sento certe cose, mi viene l'orticaria.
Ricambio il sorriso:-)
Oddio, i cattocomunisti!
Scarichi tutta la responsabilità da una parte, e mica mi sorprende. Io penso a intere generazioni, inclusa la mia, cresciute a pane e tv commerciale cretina. Penso che quella tv ( cattocomunista? Mah... ) ha quasi egemonizzato la formazione culturale dei ragazzi, sostituendosi a tutto il resto, proponendo loro modelli come l'arrampicamento sociale e l'arricchimento ad ogni costo, che sia anche quello di sbarazzarsi approssimativamente dell'incombenza della scuola pur di arrivare.
E quindi tu ipotizzi che ci sia una regia ben orchestrata ( e ovviamente di sinistra, o scherziamo ) quando, e lo fai intendere persino tu stesso poco dopo, si tratta di una situazione che in realtà fa comodo un po' a tutti e tutti quanti hanno voluto.
beh, affermare che un paio d'ore di televisione commerciale (perché, quella de stato è meglio?) al giorno possano influire su quattro-cinque ore di scuola è quantomeno ardito. tuttavia è tragicamente vero, dal momento che le quattro-cinque ore di scuola sono totalmente cassate dalla TV.
sicuri però che la colpa sia di quest'ultima?
ed è colpa della TV se nei libri di storia delle elementari manca Alessandro Magno (giusto per citare uno solo dei desaparecidos degli ultimi anni)?
io con la lingua ci mangio, e non soltanto nel senso che mi aiuta nella masticazione. anzi, mangio con due-tre lingue, europee e meno, che non avrei potuto imparare se no avessi appreso la mia lingua madre da UNA (all'epoca usava cotanta barbarie) maestra piuttosto in là con gli anni.
per cui, quando ho saputo che le mie figlie avrebbero studiato ben due lingue straniere alle elementari, sono subito corso ai ripari, con lezioni intensive di grammatica e sintassi.
per fortuna, perché a scuola hanno studiato sì italiano, inglese e francese. riuscendo a non imparare nulla di nessuna delle tre. e se ora la più grande alle medie non fa errori di ortografia e sintassi lo deve soltanto al fatto che ha imparato a leggere presto, e a dare in classe il minimo che poteva, turandosi le orecchie per tutto il resto.
unico modo di mantenere sufficiente equilibrio mentale per poter lasciare spazio all'intelligenza.
la TV, per piacere....
Just, chiariamo un punto: la scuola non ha lo stesso ruolo della tv commerciale per cui un programma televisivo cretino o disinformato puoi anche non gurdarlo, ma la scuola, fino a 16 anni, è obbligatoria. Mi sembra una differenza da poco. Secondo, quando parlo di catto sinistra, parlo di una collaborazione per così dire "naturale". Certi idealismi cattolici (anche a destra) sono molto simili alle utopie sinistrorse. Quindi, nel "catto" c'è dentro anche una bella fetta della destra che a me piace poco. La regia esiste eccome e chiunque abbia frequentato la scuola pubblica ha toccato con mano: la sinistra ha fatto il lavoro sporco, ha "formato" i quadri, e la destra DC ha lasciato volentieri fare: tanto, il risultato se lo sarebbero equamente spartito. Come puntualmente è successo.
Questo, tra l'altro, spiega il deficit di cultura, e di cultura liberale in particolare, che è il più grande buco di questo paese.
baron ha ragione da vendere:-)
Avete presente cosa sia per un professore spiegare la letteratura latina o le equazioni differenziali del secondo ordine ad una classe di brufolosi che hanno come unica aspirazione ricchi e famosi, possibilmente in fretta e senza fatica?
È dura, al limite dell'impossibile.
Non si possono nemmeno bocciare le capre, perché si rischia di mettersi contro i loro genitori e dover affrontare rogne che non vi dico. Un docente capace è letteralmente lasciato solo. Ne conosco alcuni, personalmente, che si impegnano fino in fondo, ma dopo un po' sono costretti a mollare, ne andrebbe della loro salute mentale e talvolta della loro incolumità.
Non sto certo ad addossare tutta la colpa alla tv, ma quel che volevo dire è che è anche riduttiva l'uscita "è colpa della sinistra": va bene al massimo per i talk show politici. E adesso pubblicità.
Just, qui si parla di gente che non scrive correttamente in italiano, mica che zoppica a tradurre Orazio.
Sulla seconda parte sono d'accordo, ma stavolta sei tu a dare ragione a me:-P
Oh, adesso iniziamo a spiegarci meglio.
E diciamolo, ancora oggi ho toccato con mano certi meccanismi che impediscono alla scuola pubblica di riparare ai suoi guasti. Che so, è praticamente impossibile mandar via un docente che colleziona assenze e insegna poco e male. Se uno ci prova, e io ho pensato di farlo di recente, sbatte contro una serie di muri di gomma che non si ritrova più.
La questione ideologica ripeto è secondaria, come dici tu ha fatto comodo a tutti una certa situazione, e aggiungo io nessuno di nessun colore si è mosso per cambiarla.
Il che equivale, in altri termini, a quello che ho scritto. E ci aggiungo che non cambierà perchè continua a fare comodo così. Non a caso si parla della necessità di assumere un tot di precari a prescindere dalla loro utilità/competenza, si parla di insegnare merendine eque e solidali e modelli di comportamento socially correct. Siamo alla teocrazia in maschera.
Sono totalmente d'accordo con Mthrandir, purtroppo l'ignoranza programmata è il vero problema di questo Paese.
Nel mio piccolo lo sostengo da anni: forse, come soluzione-tampone, basterebbe azzerare tutte le varie riforme della scuola post-68, tornare a Gentile, mandare l'esercito nelle scuole ed alle udienze, commissariare gli istituti scolastici in modo da non farsi intimorire dai genitori dei giovani bipedi non sapiens.
Il dramma è che molto probabilmente non c'è alcuna volontà di agire in tal senso.
Quella dell'ignoranza diffusa è una storia su cui ho già sproloquiato più volte qua e là...
Le cause sono molteplici.
Sicuramente i giovani sono per loro natura restii ad applicarsi con dedizione allo studio, con rarissime eccezioni: la vita offre ad un adolescente tante e tali distrazioni umanamente comprensibili...
L'abiezione si raggiunge allorché il fancazzismo naturalmente connotato negli adolescenti viene avallato dai genitori che non hanno interesse o voglia di seguire l'educazione dei propri figli, ma che pretendono di dare il miglior esempio possibile e si offendono quando qualcuno esterno osa mettere in discussione i loro risultati come educatori.
Da cui la difesa ad oltranza del pupillo negando anche l'evidenza (un po' come quando qualcuno si ostina a dire che non è vero che la Spagna ha superato l'Italia), l'esigenza del "6 politico", nonché la concessione del faccioilcazzochevoglio che fa figo e non impegna e fa molto "freedom, peace and love"
Da questa poco invidiabile situazione di base, ne deriva che chiunque osi eccellere in una qualsiasi materia viene additato come discriminatore (perché così fa sfigurare i pargoli-bene dediti al faccioilcazzochevoglio e di conseguenza i loro augusti genitori), pertanto l'individuo è passibile di scherno e disprezzo.
L'unico contesto in cui ho notato che è apprezzato chi eccelle, invece, è quello sportivo - possibilmente se si tratta di calcio - e questo sinceramente non riesco a spiegarmelo...
Mah...mala tempora currunt!
No, non ci posso credere...
Il punto è che al concorso per magistrati sono ammessi laureati in giurisprudenza, non è richiesta la terza media... questi qui erano 40 mila laureati!
Fa pensare, ne Andy?
Risolvere tutto con "la libertà di scelta" secondo me è cavarsela in maniera troppo semplice. I fattori sono molteplici. Alla fine è sempre questione di buon senso. E basta. E' verissimo quando dici che il problema del nostro paese è culturale, dove solo un 13% all'anno riesce a laurearsi, dove l'immondizia in alcune regioni si butta dalla finestra, invece che nei cassonetti lasciati però troppo pieni da un'amministrazione inefficente e corrotta. Che il vero problema passi dalla formazione e che essa sia stata schiava per troppo tempo è vero. Un vero governo metterebbe la questione ai primi posti dell'agenda. Appunto, un vero governo. In questo momento in cui sono molto attento alla politica americana, provo invidia per tutta quella democrazia che mi passa davanti mentre scrivo. E provo invidia vedendo decine, ma che dico decine, migliaia di bloggers statunitensi, attenti, precisi e puntuali nel descrivere gli accadimenti delle primarie, ognuno con le sue idee, ma basandosi sempre su fatti. Ieri sera mentre si aspettavano i risultati abbiamo sentito il TG1 affermare la vittoria stracciante di Obama mentre tutto il mondo stava aspettando i dati reali. Questo è il nostro paese! Facendo poi un rapido giro nella nostra blogosfera (che continua a rimanere una "nicchia" di speranza) invece si denota scarsità di contenuti a poca attenzione a temi importanti, lasciando spazio alle inezie e alle stupidaggini. Dirsi preoccupati...è poco!
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