
Il 2008 comincia con una notizia consolatoria che, sebbene non serva moltissimo a risollevare il morale, ci conferma che l’Italia non ha l’esclusiva sui minus habentes che ricoprono cariche pubbliche. La civilissima Inghilterra, infatti, deve fare i conti con Gordon Brown, successore non eletto di Tony Blair, con la sua frenetica caccia al recupero del consenso perduto (ricorda qualcuno?) e con l’inevitabile cretineria delle proposte che nascono da menti in preda a fortissime crisi di nervi.
Il Guardian riferisce che questo signore avrebbe in testa di condizionare la prestazione di assistenza sanitaria pubblica ad una specie di prova di buona condotta del potenziale paziente. Più in particolare, ai fumatori sarebbe richiesto di smettere e agli obesi di dimagrire pena l’esclusione dalla prestazione pubblica.
E’ un peccato che sia inglese e che non possa trasferirsi da queste parti perché ci starebbe una meraviglia. Speriamo che qualche sciatore nostrano trovi il tempo di leggere almeno il corrierino dei piccoli e ci rifletta sopra: si può sempre copiare la follia altrui se la propria non arriva da sola a così alte vette di pensiero.
Tra l’altro, l’iniziativa si sposerebbe alla perfezione con la crociata partita dagli USA contro gli schiavi del tabacco e degli hot dogs e diventata ormai una specie di religione che si gonfia di adepti ad ogni giorno che passa. Insomma, non avrebbe grande difficoltà a trovare consensi sufficientemente ampi per diventare legge, probabilmente prima da noi che altrove.
Ma torniamo a questo comico prestato alla politica che si aggira stordito nelle lande della perfida Albione per provare a capire come si possa concretizzare la proposta perché, almeno per ora, si tratta ancora di una vaga indicazione.
Dunque, secondo Brown il servizio di assistenza sanitaria pubblico dovrebbe proporre una specie di “contratto” ai potenziali pazienti in cui le reciproche obbligazioni, semplificando al massimo, sarebbero la prestazione medica in cambio di un comportamento “corretto” da parte del cittadino. Quest’ultimo, infatti, per essere considerato assistito dovrebbe adottare tutta una serie di comportamenti che lo Stato considera efficaci per mantenersi in salute: se gli va di sfiga e si ammala lo stesso, verrà curato. Se, invece, ci mette del suo (ad esempio, fumando o imbottendosi di fritture miste), le cure se le dovrà pagare di tasca sua. E se non ha soldi, crepi pure.
Orbene, a parte che un sistema sanitario pubblico non è mai gratuito perché ognuno se lo paga con le tasse, non vedo l’ora che costui metta nero su bianco il rivoluzionario contratto per capire in quali termini concreti si darà attuazione alla rivoluzione etica al di là della Manica.
Più in particolare, sono assai curioso di sapere quali comportamenti saranno ritenuti passibili di esclusione perché socialmente scorretti. Detto di tabagismo e passione per i bignè, ci saranno anche alcolismo, comportamenti sessuali a rischio e l’eccesso di velocità in automobile? Perché è vero che fumare fa male, ma è anche pericoloso viaggiare a 200 all’ora in parcheggio e si sa che certi rapporti sessuali possono portare a contrarre malattie serie. E se un inglese mi esce di casa senza la maglietta di lana beccandosi l’influenza, dovrà pagarsi le eventuali cure? Quando si vuole fare una teocrazia, anche laica, bisogna essere precisi perché, se no, si concedono ingiusti vantaggi.
Inoltre, chi stabilisce se un comportamento sia adeguato a mantenersi in salute oppure no? Immagino schiere di esperti impegnate a valutare se il Mr. Smith di turno abbia fatto davvero tutto quanto possibile per evitare di rompersi un braccio o se il tapino non avrebbe potuto fare un tagliando alle suole delle Nike che non garantivano più una solida presa sui pioli delle scale.
Inoltre, il governo britannico manderà la lista delle istruzioni ad ognuno per istruire la cittadinanza sul corretto modo di vivere? E sarà un manuale tassativo oppure soltanto indicativo?
Ma, soprattutto, quello che più mi incuriosisce è il futuro processo di acquisizione delle prove, perché ogni cittadino dovrà pur dimostrare di aver fatto tutto il possibile per rimanere sano. Ci si fiderà della parola o serviranno documenti, carte, video, audio e testimonianze? Perché per un fumatore è abbastanza facile capire se abbia trasgredito o meno, ma già diventa più difficile per un ciccione che potrebbe anche essere portatore di disfunzioni non necessariamente legate ad un pantagruelico appetito. Più complessi si annunciano i casi di emorroidi, a meno che la vittima non dichiari essere un cittadino italiano: qui non ci possono essere discussioni, perché sicuramente è uno che lo prende abitualmente nel culo.
(Nella foto, ma vale anche per i veterinari?)














tanti auguri di buon 2008 ricco di opportunità e serenità!
dopo questa lunga pausa si riprende a scrivere...
a presto! GB
Io opterei per una soluzione diversa. Darei buoni pasto gratuiti ai ciccioni e stecche di sigarette in regalo ai tabagisti, allo scopo di vederli morire felici.
ottima idea...nn vedo xké io ke tento di mantenermi in buona salute nn fumando e moderandomi nel cibo debba pagare l'assistenza sanitaria per un pirla ke si suicida lentamente a kili di tortellini o sigarette! al primo che viene pignorato dei beni per pagare le cure mediche x l'incapacità di darsi una regolata sicuramente molti "compagni di merenda" cambieranno atteggiamento!
che tu fumi o no, che tu ti strafoghi di carbonara o vada avanti a brodini e verdure biologiche, le tasse per mantenere il ssn le paghi comunque, che ne faccia uso o meno. ragionando a questa maniera, perché chi è sano dovrebbe contribuire al finanziamento del ssn? che se li paghino i malati, gli ospedali, e lascino ai sani i denari per pagarsi le proprie virtù, visto che di vizi non ne hanno....
Giambattista, ricambio sinceramente:-)
Ganglio, ma se lasciassimo ognuno libero di fare da sè?:-)
En, a parte l'eccesso di "k" che meriterebbe una pena aggiuntiva per vilipendio alla lingua italiana, il tuo accordo con Brown mi spingerebbe a suggerirti un volo Ryan Air sola andata per Londra. Anzi, facciamo così: vi organizzate e stabilite una comunità salutista da fondarsi in qualche remota regione del globo nella quale pascervi di carote e cavoletti di Bruxelles senza necessariamente dover decidere del mio menu. Fino a quando pago le tasse, quindi anche la "mia" quota di assistenza sanitaria, fumo quanto mi pare. Altrimenti, voglio lo sconto. E con questo mi quoto anche il buon baron:-P
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