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La Stasi per Stasi

Garlasco, mon amour! Verrebbe da dirlo, in perfetto stile francofilo che comincia ad andare di moda. Al colpevole dell’omicidio di Chiara Poggi, perché è chiaro che un colpevole si deve pur trovare, comincia a vedere i sorci verdi grazie agli sviluppi dell’attività investigativa che non dà requie ai rei. Alberto Stasi, ammettiamolo per un momento, è un mostro temibile che si aggirato indisturbato nella bassa pavese fino al momento topico della sua carriera, cioè la realizzazione di un disegno criminale che, inconsciamente, coltivava da chissà quanto tempo.

Adesso, dopo la foto della donna seminuda apparsa sul suo untuoso monitor, arriva il bello. La polizia, forse delusa dalla reazione poco indignata del popolo alla notizia che lo studente si dilettava a guardare le tette di qualche velina, dice di aver scoperto un traffico di immagini e filmati pedopornografici che il caro Stasi gestiva nel buio della sua lurida cameretta via “E-Mule”, un programmino che ci aggiunge quel pizzico di pirateria informatica e di comportamento illegale che male non ci sta.

Davvero curioso i modo in cui vanno evolvendosi le indagini a carico di questo tizio: prima le tracce sulla recinzione che non ci sono, poi la bicicletta nera con le tracce di sangue che forse non sono di sangue, poi le scarpe che non potevano non essere sporche, ma che non sono quelle. Poi le donnine seminude e, prima dell’ammazzacaffè, la pedofilia.

Un bel gioco al rialzo condotto con una spregiudicatezza che meriterebbe obbiettivi più cospicui.

Come nei casi delle precedenti prove, anche stavolta la raccolta delle medesime avviene in palese violazione dei diritti della difesa visto che la perizia sul PC (che avrebbe dovuto rivelare se, quando e per quanto tempo è rimasto acceso quella mattina) avviene dopo che il GIP ha negato l’autorizzazione a presenziare al consulente della difesa. Et voilà, esce il coniglio dal cappello del prestigiatore perché ci si trova di tutto in quel PC. E non solo lì, anche in una chiavetta USB che è stata sequestrata non si a bene a quale titolo visto che sugli orari non penso avrebbe potuto rivelare alcunché.

L’ammazzacaffè arriva con l’improvvisa convocazione in procura senza rivelazione dell’oggetto della convocazione e con la consegna della sorpresa perché, a Natale, l’ansia di sapere cosa c’è nel pacco vale metà del regalo. Probabilmente, stanno cercando di metterlo sotto una tale pressione da convincerlo a confessare per evitare che la situazione possa ulteriormente peggiorare (Oddio, peggio di così…)

Così, a naso, mi sembra un modo di procedere che ricorda un filino la mai abbastanza rimpianta Stasi della Germania Est, la famigerata polizia che indagava su metà dei tedeschi orientali avendo arruolato nei suoi ranghi l’altra metà.

Magari è colpevole, Stasi (lo studente), ma se è colpevole la procura sta facendo di tutto per farlo sembrare una vittima e, se veramente lo fosse, sta fornendo una tale serie di armi alla difesa che sarà ben difficile incastrarlo in un processo, posto che sia equo. Perché il dubbio resta e dovrebbe venire anche ai forcaioli che non vedono l’ora di togliersi dalle palle questo fattaccio di nera per dedicarsi ad altro con rinnovata foga.

Però nessuno fiata e va bene così perché difendere il mostro non s’ha da fare: egli è già colpevole, come succede sempre in questo stracazzo di Paese che considera fatta la giustizia al recapito di un avviso di garanzia.

E, siccome questo è il clima, non è detto che qualcuno non si faccia tentare dall’idea di costruire cappottini su misura addosso agli indagati. Qualcuno mi obbietti pure che stravedo per i colpevoli e che dovrei essere meno tenero con gli orchi. Accetto il rimprovero, ma resto lo stesso del parere che non basta qualche ora di trucco per fare di un presunto innocente un Uruk-Kai.

E resto del parere che tutti, a cominciare dai media e per finire nel punto giusto, cioè tra la magistratura inquirente, dovrebbe ricominciare a fare il proprio lavoro con quel minimo di professionalità e di indipendenza che sola può contribuire alla credibilità della giustizia.

Oggi nella cosiddetta giustizia non crede più nessuno proprio perché arriva sui media solo per provocare pruriti etici e, dopo che ci è stata, viene in soccorso chi indaga con la sola idea di grattarli.

(Nella foto, quanta nostalgia)

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ritratto di Mthrandir
 

Eh gia caro Mth... il problema è che qui, come a Cogne, la nostra magistratura dovrebbe ammettere che, vuoi per incapacità, vuoi per farraginosità delle procedure, vuoi per incompetenza le indagini non sa farle. O non può farle. E quindi non potendo dimostrarsi impotente fa fumo e sabbia come il peggior politico quando una inchiesta lo tocca.
Scommetti che all'apertura dell'anno giudiziario di Garlasco non se ne parlerà ma agiteranno la Costituzione come un ventaglio?
Un annetto fa circa, qualcuno che disse "IMPARA A LAVORARE" ad un farmacista venne condannato per diffamazione.
Mi pare che un bel IMPARATE A LAVORARE in questo caso ci stia bene.
E se qualche magistrato zelante si sentirà offeso, non me ne frega, perchè HANNO ROTTO IL CAZZO.

perchè il commento è stato mandato tre volte mentre a me è arrivato un bel "pagina non trovata"???

Ne volevo scrivere anche io, e grosso modo con le stesse argomentazioni.
Aggiungo solo una cosa: chissà perchè, anche quando ci fu l'omicidio di Tommy, sul Pc del padre - all'inizio indiziato dell'omicidio - furono trovate immagini del genere...la sensazione è che oggi, quando si voglia un colpevole a tutti i costi, è sufficiente incastrarlo con materiale presuntamente pedopornografico...
O.T.: buon Natale ;)

Luciano, io sono veramente allibito da come si svolgono le indagini quando i fatti diventano talk show pomeridiani. C'è da sperare di non andarci di mezzo perchè la magistratura inquirente fa paura. E non so se sia per colpa della TV o per la fregola di arrivarci. In entrambi i casi, c'è poco da stare allegri.
Nota: lo so, succede coi commenti. Devo mettere una penale al webmaster:-)
Camelot, curiose coincidenze, eh? Poi si scopre che il padre non c'entra un cazzo. Ma a questi non gli fa niente nessuno. Buon Natale anche a te, in colpevole ritardo:-)

Naturalmente ero in ferie in questo periodo e quindi non ho visto tempestivamente il post.
Ho un commento da fare: quand'è che introdurranno il reato di sciacallaggio?
Quand'è che puniranno penalmente lo stillicidio di informazioni sui metodi e modi e sospetti degli inquirenti quotidianamente propinato dai TG?
Se un'indagine non procede, non è necessario fare un servizio del TG, o dare informazioni marginali (o false) per tenere viva la brace sotto il fattaccio di nera.

Questo ovviamente lo penso io, ma vista la tiratura di Stop, Novella 2000, Cronaca Vera et similia, temo di essere in stretta minoranza.