
Molto interessante l’intervista a Massimo Cacciari pubblicata su Affari Italiani. In essa sono contenuti diversi spunti di riflessione. Cacciari non risparmia nessuno (o quasi) e spara a zero sull’attuale nomenclatura del Pd.
Innazittutto afferma che si tratta di un’oligarchia. Assai impietoso il suo giudizio sui leaders del partito, in particolare su Veltroni. Cacciari lo ritiene un “vecchio” della politica italiana, uno che fa parte dell’oligarchia da “quando indossava i calzoni corti”. Certamente il filosofo non si fa incantare dalle “notti bianche” o dai viaggi in Africa del sindaco di Roma.
Ma neppure Fassino, D’Alema e Rutelli lo convincono.
In buona sostanza, con l’attuale assetto, il Pd raggiungerebbe al massimo il 25% delle preferenze.
Cacciari ritiene anche che l’ingresso dell’Udeur nel Pd sia impossibile, come sarebbe fantapolitica un ingresso di Casini, mentre potrebbe essere auspicabile un ingresso dell’Italia dei valori.
In altre parole, per Cacciari si tratterebbe di un’accozzaglia di correnti partitiche, confermando in parte l’impressione che ha dato la costituzione di questo partito. Il filosofo però vede di buon occhio una leadership guidata da Anna Finocchiaro, ritenuta l’unica, tra gli altri, di portare una ventata di novità a questo ibrido partitico.
Al di là di questa concezione oligarchica della leadership, prosegue Cacciari, è importante che vengano adottati procedimenti democratici per stabilire la guida del partito.
E in effetti sarebbe bizzarro o quantomeno contraddittorio assumere la denominazione di Partito “democratico” se poi all’interno di esso non si utilizzano procedure democratiche di selezione dei leaders.
Un segnale comunque è chiaro: c’è il rischio che questo partito scontenti non solo parte della sinistra, ma il suo stesso elettorato. A mio avviso le correnti all’interno di esso giocheranno un ruolo importante. C’è il rischio, insomma, che il Pd possa morire per una lenta emorragia.
Nonostante quindi le buone intenzioni da parte dei suoi promotori, in particolare di Bersani, gli ostacoli rimangono e i nodi verranno senz’altro al pettine.














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