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Un paese fuori mercato

Diciannove ore per coprire 595 chilometri significa procedere ad una velocità media di ben 31 chilometri all’ora. E’ lo strabiliante successo di Trenitalia ottenuto il giorno prima dell’inaugurazione del tratto ad Alta Velocità che collega Milano a Bologna e che Mauro Moretti, in coerenza con la riconosciuta riservatezza, evita di sciorinare durante i discorsi di rito. Anzi, invece di gioire per l’epocale impresa, si lamenta furiosamente definendo la prestazione addirittura fuori mercato. Incontentabile questo ex sindacalista della CGIL che ha fatto strada grazie alle incontestabili capacità che l’intero mondo politico gli riconosce e che in testa ha un solo obbiettivo, cioè fare delle ferrovie il sistema di trasporto del futuro.

Trasporto veloce, efficiente, ricco di servizi aggiuntivi, in grado di competere con le diligenze postali che oggi dominano la scena. Chiunque abbia necessità di spostarsi frequentemente sa benissimo cosa significhi vagare in lungo e in largo per la penisola: cocchieri che non arrivano mai, veicoli scomodi e freddi, soste lunghissime alle stazioni per il cambio dei cavalli e locande che offrono menu poveri e poco affascinanti. Insomma, se ci aggiungiamo il disagio degli sterrati fangosi che, specie in inverno, diventano trappole mortali per le sottili ruote delle carrozze costringendo i passeggeri a restare prigionieri delle avversità anche per ore, è ovvio che cresca di giorno in giorno il numero di persone che non vede l’ora di salire a bordo di uno di questi straordinari convogli che sfreccia nelle zone rurali della penisola scatenando gli “Ohhh” stupefatti di chi, ancora, è costretto a spostarsi al ritmo antico di una coppia di buoi.

Eppure Moretti non è ancora soddisfatto dei risultati ottenuti e lavora instancabilmente per fare di questo paese un campione della modernità.

I suoi più fidati collaboratori sanno che lui guarda molto più lontano degli altri e riferiscono di quanta determinazione sia capace quando si ragiona delle prospettive dei locomotori a carbone. Lui pensa che siano destinati a sostituire i trattori a molla di oggi sebbene questi stessi rappresentino il massimo della disponibilità tecnologica attuale.

A chi lo guardi con la diffidenza che si riserva ai visionari, risponde tirando dritto per la sua strada convinto che, prima o poi, la storia gli darà ragione. E si rimette a testa ancora più bassa sui progetti che promettono perfino di raddoppiare la velocità sui binari e di scendere ancora coi tempi: Lecce – Roma in meno di dieci ore sembra una follia, ma lui giura che sia un risultato a portata di mano.

Intanto, però, noi ci contentiamo dell’entusiasmo di quei fortunati che sono arrivati nel centro della capitale dopo un viaggio confortevole e rapido l’altro ieri. Sono scesi dal treno festanti, accolti da una folla che lanciava coriandoli e petali di rose. Applausi, grandi sorrisi e abbracci a profusione tra la gente che festeggiava l’ingresso ufficiale dell’Italia nel consesso dei paesi industrialmente progrediti. E che ingresso!

Mancava il capo del governo a stringere le mani, ma era un’assenza largamente prevista e comunicata in anticipo. Anche lui, come il suo fedele capo dei treni, stava salendo a Bologna per cogliere un record ancora più straordinario. Infatti, da ieri l’Italia possiede una strada ferrata come poche altre nel mondo, anche se mancano ancora i treni capaci di sfruttare questa storica conquista della scienza tecnica.

Però siamo pronti per accogliere il futuro non appena si deciderà a crescere per diventare realtà. Moretti, nel tagliare l’ultimo, esile ostacolo al progresso simboleggiato dal nastro tricolore, ha detto che da oggi cambia tutto di nuovo e quello che ieri abbiamo accolto come un passo fondamentale verso il nostro immancabile destino, oggi è già destinato ad essere consegnato alla storia come un grande momento del nostro passato.

Nel resto d’Europa, intanto, ascoltano attoniti il rumore del nostro passo di marcia e provano ad abbindolare i nostri migliori cervelli. Ieri, a Bologna, Moretti pare sia stato avvicinato da un emissario dell’Austria-Ungheria, per il momento senza successo. Ma gli uomini di Cecco Beppe non molleranno facilmente.

(Nella foto, locomotive in prossima consegna)

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ritratto di Mthrandir
 

ottimo blog davvero!
l'ho appena linkato tra i preferiti!
appena può faccia un salto anche da me!
:-) a presto! GB

Ho riso come una pazza... e ti sto pure per mandare una mail... tu sai cosa! :-P

Siamo quasi arrivati. Forse ce la facciamo a lanciare l'operazione prima della fine dell'anno. Un ultimo sforzo:-)

FS come Alitalia: vi prego, FALLITE! FALLITE!
E vengano date in mano a qualcuno che le sappia far funzionare...sia Francese, Tedesco, Iraniano, Uzbeco, Coreano...NON ME NE FOTTE UN CAZZO!

Sono stufo di vedere quotidianamente treni a lunga percorrenza portare ritardi mai al di sotto dei 20-25 minuti (e quelli a breve con ritardo standard di 5')

Nei paesi non da "piripicchio" (per citare Mastella) se un treno arriva in ritardo ti rimborsano il biglietto, qui invece lo rincarano.

La misura è colma...

Operazione ultimata, mon capitain! Corri e leggi l'ultima e-mail! (sono in perfetto orario!)

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