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Un regalo "Speciale"

Natale. Tempo di regali. I bambini, intenti a scrivere letterine a Gesù Bambino, stanno aspettando davanti ai camini con le orecchie tese verso la finestra, attenti ai primi scampanellii di “slitte volanti” in lontananza. E ci si stringe il cuore a vederli felici mentre scartano i loro doni come premio per il loro anno da bravi angioletti.

Il Generale Roberto Speciale tanto pargoletto non lo è, ed a differenza dei piccolini, le sue lettere non hanno raggiunto Gesù Bambino, ma il Tar del Lazio, che gli farà trovare in dono sotto l’albero 3 milioni di euro. Regalo esoso? Non credo visto quello che il Generale ha dovuto subire per colpa dell’incuria di un governo che una ne fa e cento “non ne pensa”. Fonti ben accreditate hanno fatto trapelare che il ricorso del Generale Roberto Speciale, per via della sua epurazione dal comando della GdF di qualche mese fa, sia stato accolto dal Tar che gli farà trovare un bellissimo regalo sotto l’albero di Natale: tre dei cinque milioni di Euro richiesti. La sentenza sarà depositata entro fine anno e rischia di diventre l’ennesima tegola su un governo che ormai non ha più nulla da salvare. Neanche la faccia.

 

La vicenda che riguarda questo ricorso è ben nota. Il lungo braccio di ferro avuto con Vincenzo Visco, vice ministro dell’economia, riguardo le indagini sul caso Unipol, avevano fatto venire a galla presunte ingerenze e pressioni su alcuni uomini della GdF e provocando poi di fatto la destituzione del Generale Speciale. Come potersi dimenticare “lo straordinario” discorso, di Tommaso Padoa Schioppa al Parlamento - in sostituzione allo “scansapericoli” (Prodi) - intento a difendere l’indifendibile? Come abbia potuto il ministro dell'Economia proporre il Generale Speciale per quell'alto incarico alla Corte dei Conti, mentre di lui pensava tutto il male possibile, è ancora un mistero. Le accuse: gestioni "opache" e "personalistiche" della Guardia di Finanza piene di favoritismi compiuti usando in modo disinvolto trasferimenti, premi ed encomi; "venute meno le regole etiche e deontologiche" e di "mancanza di lealtà" nei riguardi dell'autorità politica, l'assenza di una comunicazione serena, di trasparenza, di prudenza e di riservatezza. C'è da gridar vendetta.

Il ricorso del Generale ha insistito sull’argomento più evidente: se, come detto da Tommaso Padoa Schioppa, Speciale avrebbe tenuto un comportamento scorretto, come mai rimuoverlo con l’infamia per poi promuoverlo alla Corte dei Conti? La funzione giurisdizionale del nostro paese serve esclusivamente come bacino di utenza degli epurati scartati con l’infamia? Oppure le ingiurie verso il Generale erano prive di fondamenta solide? Se le accuse mosse da Tommso Padoa Schioppa fossero davvero state tali, non sarebbe stato difficile poter trovare delle prove ben prima che scoppiasse il caso Visco. E non sarebbe stato difficile cacciarlo con l'ingiuria invece di promuoverlo presso la Corte dei Conti. Anche il Tar l’ha pensata allo stesso modo, ma si dovrà aspettare la chiusura della Finanziaria per far vedere la luce alla sentenza, il che consentirà a Romano Prodi almeno di passare il Natale senza un’altra bella “gatta da pelare”.

Un governo di pasticcioni, che mette le mani nella marmellata e senza pulirsi poi si mette le mani in tasca, avrà adesso un bel da fare per rimuovere delle macchie ormai indelebili. Le lottizzazioni di poltrone, fatte e poi maldestramente coperte, sono di certo l’ennesimo caso di malgoverno di questo esecutivo del quale non si aspetta altro che la caduta.

UPDATE 16/12/2007 ore 12:32 - Sembra che al Generale Speciale, nonostante l'accettazione del ricorso, non venga dato alcun risarcimento in denaro. Il Ministero dell'Econimia, per il momento, dovrà pagare solo le spese processuali (6000 euro). Le notizie sono però discordanti le une dalle altre. Cercheremo di saperne di più al più presto.

UPDATE 17/12/2007 ore 13:00 -«Per me, Signor Presidente della Repubblica - sottolinea nella lettera a Napolitano il generale Speciale - l'annullamento giurisdizionale della mia rimozione vale più di qualunque somma, perché un riscatto morale non ha prezzo. Attendo, con eguale pazienza, l'ora in cui saranno smentite le calunnie violentemente indirizzatemi contro nel tentativo, indegno, di condizionare la magistratura che doveva giudicarmi».

Con queste parole il Generale Speciale si è oggi dimesso. Da uomo d'onore, ha fatto quello che doveva esser fatto. Un grande esempio per tutti noi. Purtroppo però a noi ci tocca tenere un governo come questo.

 

A rileggerci

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Bravo Chris!
Ma come mai gli illustrissimi signori della carta stampata e dei media in genere non hanno evidenziato la notizia?
la risposta la conosciamo bene: sono tutti occupati a spiare Silvio!
Illustri, obiettivi, onesti giornalisti, scusate se la nostra parzialità non arriva alla vostra!

No, qualcuno lo ha riportato. Purtroppo pochi.

Devo frenare il vostro entusiasmo: stamattina al TG hanno detto che il Governo intende fare ricorso...
Per quanto mi riguarda sono ovviamente solidale con Speciale!

Non mi sarei aspettato un'azione diversa da parte di questo governo!

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