
Sarkozy più credibile, centristi poco convinti dalla Royal. La Francia che non c’è è quella che vi raccontano i quotidiani e telegiornali italiani, oggi. In realtà sappiamo benissimo che quel “oggi” potremmo ometterlo, il servilismo e il provincialismo che caratterizzano il giornalismo italiano sono arcinoti a tutti. Se buona parte dei quotidiani d’Oltralpe concorda nel giudicare pari il confronto tra i due candidati all’Eliseo, Nicolas Sarkozy (UMP) e Ségolène Royal (PS), a sentire Stampa o TG3, invece, sorge il dubbio che ieri sera sia andato in onda un altro dibattito televisivo, su qualche altro canale, sfuggito a noi e ai francesi ma non ai sagaci inviati del quotidiano torinese e del telegiornale moscovita. Corriere e TG1, nel mentre, continuano a correre dietro a Bayrou e al suo elettorato - che sono due cose abbastanza diverse - e Repubblica si limita a riportare le affermazioni del leader dell’UDF omettendo però che 28 dei 29 deputati del suo partito (portavoce compresi) hanno già annunciato che voteranno a favore di Sarko. Insomma, il tout sauf Sarkozy sembra essere più italiano che francese. Ricordando le magre figure a cui si è già sottoposto in passato (a tal proposito vi consiglio la lettura di questo splendido post dell’Anarca) il giornalismo italiano, se fossimo dei simpatizzanti socialisti francesi e non vorremmo credere ai sondaggi di casa nostra inizieremmo a grattarci a più non posso e a preoccuparci seriamente per l’appoggio di chi non c’azzecca praticamente mai. E poco importa se in un sondaggio realizzato da Opinionway per LeFigaro e LC1 alla domanda “Chi è stato il candidato più convincente durante il dibattito?” il 53% degli intervistati abbia risposto Sarkozy e solo il 31% Royal; se Sarkozy venga giudicato più competente e convincente sia su “cavalli di battaglia” del centrodestra come sicurezza e immigrazione sia su argomenti cari alla tradizione socialista come disoccupazione e potere d’acquisto. Chi se ne frega se anche la maggioranza degli elettori di Bayrou trova più credibile Sarko (51%) di Ségolène (25%, il doppio). Al Corriere, a Repubblica, alla Stampa, nei TgRai, proveranno a tirare ancora la volata alla Royal convinti di trovarsi sull’Avenue des Champs Élysées con l’Arc de Triomphe là davanti. Quando pochi metri dopo il traguardo, braccia alzate e nessun altro a esultar con loro, si accorgeranno che quella in realtà percorsa era una salita ripida come l’Alpe d’Huez e che la bella candidata socialista si era fermata ai suoi piedi per non sudare il tailleur Chanel sarà ormai tardi e noi saremo qui a farci grasse risate sull’ennesima figuraemmé della stampa italiana.














Invia nuovo commento