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Guerre di religione e di censura

Tu guarda cosa tocca commentare con tutta l’acqua che viene giù, troppa per gli orli dei pantaloni e insufficiente per rimpinguare le esauste riserve delle falde acquifere. In questo clima umido e grigio diventa primo clown del paese un illustre sconosciuto, tale Andrea Rivera, che si conquista il suo quarto d’ora di fama sparacchiando sul Vaticano col suo fucilino ad aria compressa, arma ufficiale dell’esercito presuntamene laico che canta spensierato ai concerti del primo maggio.
Non sto neanche a dire che solo in Italia ci si occupa di uno così e che solo qua si discute delle sue allegre teorie scientifiche sulla paralisi evolutiva della chiesa invece di limitarsi a deriderne la performance artistica che ha fatto accapponare la pelle anche ai meglio disposti nei confronti delle nuove frontiere della sperimentazione.
Bene, questo tizio, nell’esercizio della piena ed insindacabile libertà di critica, si è lanciato spericolatamente su due argomenti la cui analisi nasconde insidie pericolosissime anche per chi sia della materia esponendosi ad una pessima figura e incassando, nell’ordine, il rimbrotto di Epifani e l’appellativo di terrorista dall’organo di partito di Ratzinger.
Ora, al di là della reazione un po’ scomposta dell’allegra brigata di oltre Tevere, alla quale vanno concesse le attenuanti generiche visto il recente fiorire di pacate e democratiche contestazioni che vengono loro indirizzate via graffiti e via posta celere, in difesa di questo fine intellettuale si è scatenata, manco a dirlo, la sinistra radicale in compagnia dei radicali “doc” che sbraitano di laicità da due giorni senza sapere di cosa stiano parlando.
E’ evidente che la battaglia viene condotta da un manipolo di personaggi che, dietro la maschera della laicità, nascondono la vocazione alla censura e l’antica insofferenza per chi abbia, ed esprima, opinioni in contrasto con la loro verità religiosa.
Nel frattempo, fingendo di difendere la laicità, provano con tutte le forze ad imporre la loro fede anche a chi, invece, desidera restarsene “laicamente” distante. Nel merito, le due frasi incriminate del nuovo teologo da rave party si sostanziano in due osservazioni spendibili, nel migliore dei casi, alla riunione della bocciofila, a condizione che i partecipanti abbiano già bevuto a sufficienza per dare alla “lectio magistralis” il peso che merita.
La prima riguarda la fede di Ratzinger nel creazionismo, nella conseguente negazione dell’evoluzionismo darwiniano e sulla staticità dell’istituzione-chiesa, colpevole di non essersi evoluta in duemila anni. Dunque, considerando che Ratzinger fa il Papa di una chiesa cattolica il cui libro delle verità contiene una roba che si chiama Genesi- spero che la memoria non mi freghi e che stia lì - nella quale si sostiene che il mondo sia frutto di una settimana di lavoro di Dio, che egli creda nel creazionismo può stupire soltanto un disinformato, o un imbecille. Se non ci credesse, si capirebbe a stento cosa sta a fare lì dov’è. Sostenere, poi, che in duemila anni la chiesa non si sia evoluta è un falso storico e filosofico clamoroso al quale non dedichiamo neanche una riga di commento avendo frequentato con profitto l’asilo ed avendo sviscerato la questione a quell’epoca. Se la chiesa non si fosse evoluta, oggi Andrea Rivera sarebbe a meditare in Castel Sant’Angelo in attesa del boia. Con buona pace dei suoi orbi sostenitori.
La seconda reprimenda scatta sul rifiuto dei funerali cattolici a Welby, trattato diversamente da Pinochet, Franco e uno della banda della Magliana. Anche qua, un laico può anche dissentire, ma si tratta di una questione che riguarda esclusivamente l’associazione tra privati che è la chiesa cattolica. E’ una faccenda di regole interne di quella comunità che, fino a quando non vadano in contrasto con la legge dello Stato, resta arbitrariamente sindacabile dai componenti di quella comunità. Cosa vi sia di battaglia laica su questo argomento resta un mistero. Anzi, si tratta di un’ingerenza bella e buona sull’autonomia privata di un’associazione: esattamente il contrario di quanto sostengono i paladini dell’ateismo.
Chiariamoci, io non sono cattolico e coltivo più di qualche antipatia verso il clero, ma mi è ancora più antipatico chi ciurla nel manico e pretende di parlare anche a nome della mia laicità. E mi infastidiscono ancora di più questi Savonarola in erba e i loro roghi sui quali impongono di incenerire il pensiero laico. Abbiano l’onestà intellettuale di ammettere che combattono per l’ateismo, che è un’altra fede ricavata per negazione (la fede nell’inesistenza di Dio), e si mettano sul mercato dell’ideologia senza appropriarsi di un sostegno che non possono avere e senza pretendere di essere la voce dei laici perché si tratta di appropriazione indebita. E’ bene che sappiano che sono in molti ad avere annusato l’odore della truffa, anche senza un 899 davanti ai loro banchetti di cianfrusaglie.
Continuino a spaccare treni, che gli vien meglio, ma stiano lontani dal pensiero perché, per costoro, non è territorio coltivabile.
(Nella foto, manifestazione laica)

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ritratto di Mthrandir
 

Pienamente d'accordo. Ma poi perchè i media gli danno tutto 'sto risalto? Non hanno cose un po' più interessanti di cui parlare?

Prima di tutto ottimo articolo...
Se mi permetti una piccola precisazione, la chiesa non contesta l'evoluzionismo che è accettato da moltissimi prelati, soltanto che vede in questo un disegno intelligente e non dettato dal caos, quindi più che criticare l'evoluzionismo darwiniano contesta una sua possibile interpretazione.
Quando Ratzinger parla di creazionismo si riferisce comunque sempre ad un processo "in itinere" e non ad un preciso momento in cui Dio ha creato il mondo.
Che poi la posizione sia più o meno sostenibile questo è una altro discorso...
L'interpretazione allegorica è partimonio eclesiastico da moltissimi anni, a parte qualche evangelico bigotto del Nord Dakota e qualche prete ignorante, nessuno si sognerebbe di dire che Dio ha davvero creato il mondo in sette giorni!

Strano, a me pareva che il Ku-Klux Klan fosse religiosissimo... certo, a modo suo, visto che i membri erano (sono?) ferventi protestanti (il cui anticattolicesimo è stato accantonato solo di recente)...

In ogni caso tutto fuorché laici.

Non capisco perché qualsiasi cosa dica la Chiesa, da "l'aborto è immorale" a "no ai matrimoni gay" (cose su cui si può dissentire quanto si vuole, ma che comunque sono e rimangono perfettamente in linea con ciò che la Chiesa è ed è tenuta a professare... più o meno come un medico che dice ai pazienti di smettere di fumare... che poi fumi a sua volta è un fattore secondario), metà Italia si sente in dovere di salire in cattedra e di bollare le dichiarazioni come "atte a minare la laicità dello Stato". Però quando si parla di portare il velo per strada, picchiare le donne perché non sono sottomesse o lapidarle per un supposto tradimento, allora lì è solo libertà religiosa...

Io ho già avuto modo di commentare.
Consiglio di leggere l'editoriale dell'ottimo Gramellini da cui mi permetto di segnalare un passaggio che mi ha fatto notare il nostro amico LucianoMollea:

Questo Rivera del Primo Maggio, con un cognome assai più illustre dei suoi meriti artistici, è un innocuo virgulto di quella sinistra pauperista che procede per slogan e pensa che Gino Strada sia la reincarnazione di Gesù. Come tanti altri cabarettisti della sua sponda è orfano di Berlusconi, che ha sostituito con Ratzinger.

Colpito nel segno!

La cosa peggiore è che ora è anche diventato famoso. Bellissimo post. Concordo con il commento anonimo.

Grazie a tutti per i commenti. Considerazioni in ordine sparso. I media parlano solo di carabattole, ormai, e Rivera è roba darigattieri. Ci sta alla grande. Per Teo (nomen omen?): sarà disegno intelligente, ma è creazionismo geneticamente modificato. Ripeto, mi sembra normale che Ratzinger creda in Dio. Sarebbe preoccupante il contrario. Accetto comunque la precisazione. Ad Emanuelito chiedo di quale religiostà si tratti a proposito del KKK. A meno che per religiosità non si intenda un'equazione tutta da dmostrare con l'integralismo, ma sarebbe un altro lungo discorso. L'Anonimo coglie il bersaglio, non aggiungo altro. Quoto anche BiGi senza aggiunte e, per Elly, una piccola consolazione. Vedrai he torna presto nel dimenticatoio, sempre che non lo invitino a Grande Fratello:-)

Che domanda è "di quale religiosità"?

Non è un "lungo discorso" e non c'entra l'equazione religiosità=integralismo che mi pare di non aver minimamente sfiorato.

Il punto è che la didascalia della foto è scorretta: il KKK non è laico, tantomeno le sue dimostrazioni.

I casi sono due:
1- la didascalia è ironica (e però non collima con i concetti espressi dal post) e allora ridiamo (amaramente) tutti insieme;
2- la didascalia è sbagliata: se così fosse, mi chiedo se sia per ignoranza (perché il KKK non bruciava croci in nome della laicità, ma per terrorizzare le sue vittime: neri, ebrei, cattolici, immigrati, comunisti, socialisti), o per malafede (perché attribuisce alla laicità attributi che non possiede, in un noto e intelligente gioco retorico che assegna una turpitudine fittizia all'interlocutore per poterlo più agevolmente criticare e/o diffamare).

Mi fisso sulla foto perché mi ha colpito l'accostamento laico-terrorista-infamone-ku-klux-klan fatto così, "a muzzo".

Chiariamoci, io sono cattolico e coltivo più di qualche simpatia verso il clero, ma non mi è simpatico chi ciurla nel manico e pretende di parlare anche a nome della mia cristianità.
Chiedo scusa per il disturbo.

Emanuelito, mi spiace che tu prenda così seriamente la parte meno seria del post. La foto era volutamente provocatoria: si bruciano croci in nome di un integralismo violento che rappresenta un'altra fede. Questo era il senso per cui vale senz'altro l'ipotesi 1. Per inciso, io non parlo in vece dei cattolici o dei cristiani: mi pare sappiano farlo bene per conto loro. Io parlo da liberale che ha in uggia la strumentalizzazione pseudolaica di questi qua. Laicità, che per me è un valore irrinunciabile, fa sempre rima con Libertà e non con censura. Detto questo, non sei di disturbo per niente. Forse, è stato solo un malinteso:-)

Sicuramente sì, solo un malinteso.

Ringrazio per le parole pacate.
Saluti.

Ehm... l'anonimo sono io! Mi ero dimenticata di modificare il campo con il nome! Che figura! :-P

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