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Abbiate fiducia | La Voce del Padrone
 

Questo sito se ne sbatte del Web 2.0!

Abbiate fiducia

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Nel giorno in cui Gianfranco Fini, tutto teso a marcar differenze con Berlusconi, sbarca sulla stessa spiaggia culturale del poeta delle bagnarole Paolo Ferrero, il governo media sul welfare. O almeno ci prova, nell’indifferenza generale di chi è stato così fesso da andare al referendum estivo pensando che qualcuno ne avrebbe tenuto conto.

Invece procedono febbrili i contatti tra diniani e comunisti per arrivare ad un compromesso che non rappresenti alcuna delle posizioni di principio enunciate negli ultimi mesi così tutti voteranno qualcosa che potranno rimproverare ai fratelli coltelli della maggioranza.

Si arriverà ad un protocollo tre punto zero da scrivere in fretta e furia senza l’ombra di un beta test: come i due precedenti, saranno più falle che altro, ma chissenefrega.

In fondo, si tratta di lavoro e di pensioni, roba che interessa poco a chi su entrambi i fronti non ha soverchie preoccupazioni e può concentrarsi serenamente sugli scenari futuri che saranno disegnati dalla riforma elettorale.

E, a proposito di voto, sembrano tutti avere una paura fottuta del referendum incombente: chi teme di doversi agganciare ai convogli altrui per non sparire, chi teme l’aggancio e le future, inevitabili vendette. Per questo trattano per riformare la modalità di calcolo dei voti in direzione contraria al sistema che tutti sanno essere il preferito dalla gente. I referendum, glorificati dalla casta come sublime momento di espressione democratica, sono belli quando tira l’aria che piace al palazzo. Come le primarie, come milioni di firme raccolte con una domanda e usati per rispondere ad un’altra astutamente taciuta.

La gente, come al solito, si rompe i coglioni a star dietro alle menate dei governanti sancendo il successo di un modo di fare politica che ha sempre puntato all’esclusione di fatto, mascherandola da invito alla partecipazione. E nel silenzio complice di un popolo pronto a sopportare qualsiasi cosa nella speranza che sedersi nel banco dell’ultima fila garantisca l’immunità (e l’impunità) va avanti la telenovela più antica della storia occidentale.

In questi minuti, la crema dell’intellighenzia politica ha posto la fiducia sul testo fantasma perché non può a fare a meno di regalar sorprese e la compagnia ci tiene a finire l’anno col botto.

La segreteria di Rifondazione risponde con la convocazione d’urgenza a causa delle pressioni di Confindustria: obbiettivo un comunicato Dini style che è l’ultima volta che si vota per disciplina, ma da domani si cambia registro. Boselli lascia capire di avere le mani libere.

Ultimi fuochi prima di Natale, ma son minacce che non fanno paura. Piccoli smarcamenti, dichiarazioni di delusione da mettere agli atti per poter essere rispolverate al prossimo giro del Barnum per cattivarsi qualche simpatia. Il governo non è in pericolo di vita, ma il paese è in coma irreversibile. Questo è quanto basta per tirare avanti. Non è molto, non è neanche abbastanza, ma serve per andare in tivvù a parlare di felicità e di speranza in un futuro che il politically correct ha degradato da migliore a diverso.

"Abbiate fiducia!", direbbe Prodi col suo ghigno sorridente che sfodera pensando che gli faccia bene all’immagine. Nell’aldilà, aggiungo io, consapevole che non sono promesse che si possano mantenere in questo mondo, specie quando a farle siano questi qua.

(Nella foto, tavolo della concertazione)

Edit: qui la conferma immediata del clownesco esito dell'urgente convocazione rifondarola. Qualcuno di Rifondazione in sala?

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ritratto di Mthrandir
 

Non parliamo di welfare, che oggi ne ho saputa una e ho ancora le bolas che frullano a velocità di curvatura...
Appena ho tempo racconto tutto (sul mio blog) perchè è roba veramente da "ho visto cose che voi umani..."

Nell'ultimo articolo linkato, il segretario del Prc dichiara: "Il programma dell'Unione ormai è al museo delle cere''.
Se se n'è accorto pure Giordano vuol dire che sono veramente alla frutta!

Ma il buonsenso di dimettersi, quello mai!

Luciano, attendiamo con ansia.
BiGi, sono loro da museo delle cere, altro che il programma:-D

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