
E’ un grande dispiacere, in questi giorni, avere i minuti contati e non poter partecipare attivamente alla rivoluzione italica. Purtroppo ci sono esigenze prioritarie, quelle di salvaguardare la capacità di acquisto della pagnotta, che impongono scelte più orientate alla meschinità del quotidiano e la conseguente rinuncia all’interessante confronto politico tra tutti questi nuovi soggetti che son nati nelle ultime settimane.
Due minuti, comunque, li trovo lo stesso per lasciare tangibile memoria della scoperta del più clamoroso bluff politico tentato da uno dei sedicenti leader del centrodestra, cioè Gianfranco Fini.
In parte si era già detto, a proposito del blitz berlusconiano, del rovescio patito dal capoccione di AN e si era dato anche parzialmente conto della sdegnata reazione a caldo, molto più simile al pianto isterico dei bambinetti che chiedono invano l’acquisto delle caramelle che ad una risposta politicamente meditata. Tutto sommato, pensavo che si sarebbe limitato a questo giustificabile scivolone e che, una volta ripigliatosi, avrebbe incassato con maggiore signorilità.
Invece no. Fini, che da sempre è considerato il delfino preferito di Berlusconi, sta dimostrando di essere un tonno e vuole finire in scatola con tutte le pinne gialle comprese.
Oltretutto, neanche un tonno particolarmente sveglio visto che le prime due mosse da leader emancipato sono due stronzate di ottima qualità.
In rigoroso ordine di apparizione, prima ha fatto di tutto per anticipare Berlusconi nell’organizzare l’appuntamento col divino Uolter, e poi si è messo in posizione fintamente neutrale sull’affaire RAI Mediaset scatenato dai pasdaran di Repubblica dando prova che certi propositi di vendetta enunciati tra domenica e lunedì scorsi non erano dettati dalla rabbia, ma dalla totale miopia politica.
Sulla faccenda Uolter è fin troppo chiaro che il gioco a chi va prima da Veltroni è un gioco a perdere, a meno che Fini non sia convinto che la legittimazione a concorrente per la leadership del nuovo centrodestra si possa ottenere da uno che ha ancora il suo da fare a casa sua.
Uolter lo riceverà per primo, ma gli accordi li farà comunque col secondo: Uolter è abbastanza paraculo da non essere scortese con alcuno, ma non ha disimparato a leggere.
Nel secondo caso, la posizione innovativa di AN sulla necessità di riformare il settore radiotelevisivo è di una strumentalità così dichiarata da costringere anche i suoi più fedeli colonnelli ed elettori ad andare in giro con un punto di domanda che gira sulle loro capocce. Loro, colonnelli ed elettori, sanno benissimo che l’inchiesta ad orologeria ha scopi ben precisi che non sono esattamente quelli della vittoria del Pulitzer.
In sintesi, torniamo alla faccenda del pesciolone che crede di nuotare quando, in realtà, si dibatte nelle reti della tonnara.
La cosa che fa riflettere è che Fini sembra non tenere in considerazione nemmeno le conseguenze interne di un atteggiamento così ottuso e poco lungimirante. I suoi goffi tentativi di sganciamento indeboliscono l’opposizione nel suo complesso, ivi inclusa AN, ridà fiato a quello svampito di Prodi e alla sua allegra banda di saccheggiatori e concede tregua al nascente Partito Democratico il quale, senza aver mosso un dito, si ritrova un alleato inatteso quanto prezioso e si trova nella felice posizione di godere di una forza contrattuale molto maggiore di quella reale.
Tutto questo bel capolavoro l’ha realizzato in meno di una settimana e c’è da aspettarsi che non sia finita. Così, a caldo, mi verrebbe di dargli il consiglio di non accettare uno sbarramento troppo alto quando si riformerà la legge elettorale perché, di questo passo, rischia di condurre il suo partito verso lo stesso mare nel quale sta nuotando lui. E, da lì, è difficile uscire in tanti.
(Nella foto, pesci)














E dimentichi l'ultimo dietrofront di ieri
"Mai accordi con la sinistra"
E allora perché va da Veltroni???
Oggi fa appello al "popolo di centrodestra" dimenticandosi che quello che cerca ogni volta di mettere zizzania è lui (pure Casini, ma i democristiani si sa che son così) e la gente l'ha capito fin troppo bene.
Secondo me non si riprende più. Tra poco gli fanno le scarpe dall'interno e finisce il "miglior politico nel panorama italiano"..
Bla bla bla...
Peccato. Fini mi piaceva parecchio.
Però di recente ha perso quasi tutti i punti accumulati!
Sarà colpa delle tresch con la Santanché e la sua nuova fiamma...mah, ste fomne!
Fini ha impersonato sino ad oggi la faccia presentabile (affabile, educato, con un certo aplomb piuttosto british che fa sempre la sua porca figura ...) di un partito la cui vera anima si riflette invece negli specchi di casa Storace ed Alemanno, per non dir del "Pecora".
Per tale motivo è stato incaricato di occupare una posizione adeguata alla visibilità necessaria per tenere a bada le meno apprezzate (anche su scala internazionale) truppe cammellate cospicuamente presenti nel suo seguito.
La carota della possibile successione al capo, abilmente sventolata davanti ai suoi occhiali, ne ha frenato inizialmente le ambizioni (legittime, ci mancherebbe, ma politicamente non entusiasmanti per quel mitico "centro" moderato del corpo elettorale), ma ora la situazione è cambiata.
Il vanificarsi delle sue possibilità, per così dire, di carriera si è dimostrato devastante per l'equlibrio psicologico del personaggio, danneggiandone - forse irreparabilmente - la capacità di analisi politica che, a questo punto, potremmo ritenere piuttosto deficitaria.
In tal modo, infatti, egli ha trascurato il non irrilevante dettaglio che il focus andrebbe posto sempre sugli scenari possibili a partire dalle situazioni in essere, determinando le strategie atte ad influenzarli: ecco, il nostro non mi è parso propriamente un attento discepolo di von Clausewitz ........
Anche a me dispiace riconoscerlo, ma Fini si sta scavando una fossa... dalla quale sarà difficile venir fuori (mica è Berlusconi).
Concordo con il ragionamento svolto nel post. L'emotività in politica--da non confondere con l'istinto e il fiuto dei grandi "animali politici," alla Bossi, per intendersi--è sempre stata una pessima consigliera. Fini lo ha dimostrato in più di una circostanza. Il fatto è che spesso si scambia l'abilità dialettica e la "presenza scenica" con la statura politica e la capacità di leadership.
Chiedo scusa per il ritardo nelle risposte, ma ubi major...
Libertyfighter, vorrei risponderti con le parole di Wind Rose: la coerenza è una valore che la politica giudica, correttamente, relativo. Sei proprio sicuro che ci voglia trattare sul serio? Io ho qualche dubbio;-)
BiGi, Fini e Casini non hanno la statura. Tutto qua. Prima ne prendono atto, meglio è per tutti:-)
Doktor, Von Clausewitz si rivolterebbe nella tomba per il solo averlo nominato in proposito, sebbene come esempio di ciò che Fini non è e mai sarà:-)
Nick, temo tu non sia lontano dal vero. In questi giorni, con Fini si è schierato apertamente giusto Alemanno. Non è mica un bel segno:-)
Wind, credo che quell'equivoco sia fondamentale. Il punto è che tiene fino a quando fai il vice. Quando ti muovi in prima persona, addio:-)
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