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Avanti Savoia!

Secondo un vecchio adagio, ogni popolo ha la classe dirigente che si merita. Si tratta di un’affermazione che, specie nel caso italiano, si può ritenere valida a prescindere dal momento storico che si voglia prendere in considerazione. Quindi vale anche per i Savoia, antica casata nobiliare che ha regnato sullo stivale dall’unità fino al giorno dopo il referendum (probabilmente manovrato) che sancì la nascita dell’attuale, meravigliosa, Repubblica.

Come ampiamente noto, la Repubblica scrisse nella costituzione post bellica che il Re sarebbe stato richiesto di lasciare le italiche sponde in eterno e, con lui, obbligò al trasloco coatto anche la discendenza di sangue blu appropriandosi di fatto dei beni di famiglia degli esiliati.

Fin qui, tutto regolare: Vittorio Emanuele Terzo, Augusto Antenato di Vittorio Emanuele senza numero civico, non si può dire che acquisì soverchi meriti nella storia italiana. Anzi, compì almeno due azioni che dovrebbero spazzare via ogni dubbio circa l’Assoluta inadeguatezza al compito. Il primo quando mise la firma in calce alle Leggi Razziali promulgate dal regime mussoliniano nel glorioso anno 1938, il secondo quando scappò a Pescara come un coniglio il 9 settembre 1943.

Due scelte molto poco regali.

Ebbene, dopo una sessantina d’anni la Repubblica, considerata la modesta residua pericolosità politica dei rimasugli di Casa Savoia, scelse di abrogare quell’articoletto della Costituzione e di riaprire la frontiera agli emigrati di lusso i quali, per nulla regalmente indignati per l’affronto subito (e Dio solo sa quanto siano permalosi i Re!), si sono ripresentati sul suolo patrio con grandi sorrisi stampati in faccia e l’occhietto languido perso nelle sottane delle nostre concittadine.

Tutto è bene quel che finisce bene si sarebbe potuto dire. E invece il Re senza numero civico, che è personaggio famoso anche per una certa tendenza a sparare non solo cazzate prima di mettere in funzione il cervello, ci ha pensato su e ha deciso che la lontananza obbligata dall’Italia gli ha provocato sofferenze talmente profonde da meritare un cospicuo risarcimento per danni morali.

Calcolatrice alla mano, i suoi avvocati ritengono che con una cifra attorno ai 260 milioni di euro si possa chiudere definitivamente col passato e proiettarci senza rancore nel radioso futuro che ci attende. L’offerta ha il suo porco fascino perché, considerata nel suo complesso, non è neanche esosa: il mio regno per meno di 500 miliardi, considerando che l’Italia non è il Lichtenstein, è un trattamento di favore che solo gente di classe e di antica tradizione nobiliare poteva concepire.

Invece un signore con un cognome perfetto per la questione, Mister Maliconconico, si è permesso di respingere la richiesta al mittente dimostrandosi di un’insolenza gratuita ed inopportuna vista l’Altezza degli interlocutori. Nel merito questo avvocatucolo che ricopre il ruolo di Segretario Generale della Presidenza del Consiglio si è preso la libertà di minacciare gli eredi degli ex regnanti di una controcausa immediata al fine di stabilire se la gloriosa famiglia non abbia contribuito fattivamente a provocare qualche danno materiale al Paese nel periodo che va dal 10 giugno 1940 al 25 aprile 1945.

Non poteva mancare la risposta della Casa Reale che, infatti, è arrivata con grande tempestività per rimarcare lo sgradevole atteggiamento del Governo di fronte ad una richiesta legittima (e chi, più di un Re, può stabilire se una richiesta è legittima o meno?), tanto più che i soldi incassati (e chi, più di un Re, può decidere immediatamente se il risarcimento sia o no dovuto?) saranno versati alla “Fondazione Emanuele Filiberto di Savoia” allo scopo di finanziare opere di bene.

Ora è meglio che il popolo non vada in cerca di notizie sulla citata Fondazione dal momento che non esiste ancora e che, pare, vedrà i natali solo in caso di felice esito per Vittorio Emanuele senza numero civico della causa che vede coinvolte la Repubblica e Casa Savoia.

La classe politica guarda con un misto di attenzione e di curiosità agli sviluppi futuri della battaglia legale perché, nel caso un tribunale stabilisse che il saldo tra danni morali subiti da una famiglia di esiliati e quelli materiali sofferti da un intero paese raso al suolo da quasi cinque anni di guerra mondiale dichiarata senza alcuna speranza di vittoria è favorevole ai primi, sarebbe già pronta una riforma elettorale che trasformerebbe ogni trombatura in allontanamento coatto per anni uno dall’Italia.

Secondo fonti riservate, Prodi avrebbe già affittato uno chalet in Svizzera.

(Nella foto, residenze provvisorie)

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ritratto di Mthrandir
 

cavolo, mi hai rubato l'argomento di un post :D sei troppo veloce, in tutto...

vorrei dire al Re senza numero civico (Mthrandir, sei fantastico!), che sentire la vagonata di cavolate di cui ha parlato mi ha causato gastrite emorragica fulminante. Esigo quindi un cospicuo risarcimento in danni fisici e morali pari a... beh, io non sono reale, mi accontento di poco, 3 milioni di euro. Spiccioli! (specie considerando tutti i soldi che hanno loro e che nessuno sa donde vengano, visto che TEORICAMENTE avrebbero dovuto sottrargli tutti i beni)
Signori, invito tutti voi a fare causa a chicchessia per qualsivoglia buffonata. In Italia ci potrebbe pure andare bene!

Ma scusate, perché il signor Malinconico non ha risposto nel modo acconcio all richiesta? Ossia con una sonora scoreggia, per poi passare al caso successivo, un po' come nella pubblicità del prosciutto crudo in cui il salumiere non considera la signora che gli chiede un generico prosciutto...

Ragazzi miei, non si può certo pretendere che personaggi di tale levatura morale (vietato rotolarsi sotto il tavolo dalle risate, sarebbe gravissima mancanza di rispetto) e di così evidenti capacità in affari (magari un pochino ... discutibili) posseggano anche un quoziente intellettivo adeguato all'eminente posizione!

Si sa, non è possibile avere "uovo, gallina e culo caldo"!!!

Beh, adesso penso che aprirò la scatola dei savoiardi, che sono ovviamente l'unica cosa gradevole con un nome simile...:-)))

P.S. Se gli si potesse far pagare un tanto a cazzata, mi sa che in tre giorni resterebbero in mutande................

Da buon Piemontese, consiglio al Vittorio Emanuele apolide e depresso di "ndese a catè an cassul"...

(Non è che l'uomo bolso - dopo i guai giudiziari con cazzodilegno - non voglia approfittare di certi giudici cerebrolesi che abbiamo in questo paese?)

Greg, per adeguarmi al livello dei soggetti trattati nel post, l'eccesso di velocità è la stessa osservazione che mi pone il gentil sesso da un paio di decenni. Che non sia un complimento?:-)
Vaalyah, tu ridi, ma la faccenda diventerà seria. Vedrai:-)
BiGi, confondi gli spot. Quello che dici tu riguarda un noto chewing gum. Poi, se lo spettina?
Doktor, in mutande ci sono già e piuttosto spesso, almeno a sentire i giornali gossipari:-)
Luciano, già è difficile essere italiani, ma italiani e piemontesi, oggi, meriterebbe un abbraccio:-)

Mthrandir...sì, ok lo spot dello scoiattolo...
Ma io intendevo associare anche quello del Prosciutto di Un Capoluogo Emiliano, dove il salumiere non considera assolutamente la richiesta di una signora che chiede un generico prosciutto crudo...
Ecco, questo è il livello di interesse che dovrebbe riscuotere una richiesta come quella dell'Uomo Bolso e del suo degno figlio l'Uomo Lupo.

Emanuele Filiberto dice che i 260 "milioni di euro" chiesti come risarcimento allo stato sarebbero, nel caso venissero dati alla sua famiglia, restituiti agli Italiani sotto forma di case popolari, borse di studio e aiuti per chi ne ha bisogno, insomma una bella sparata elettorale si potrebbe dire, peccato che dopo quasi 20 anni di Berlusconi e Prodi a queste cose gli Italiani proprio non ci credono.
Avanti Savoia, più invetiva, siamo Italiani dopo tutto!

"Greg, per adeguarmi al livello dei soggetti trattati nel post, l'eccesso di velocità è la stessa osservazione che mi pone il gentil sesso da un paio di decenni. Che non sia un complimento?:"
 
ecco, infatti, ne ero proprio sicuro sai??? e cmq, io oggi ho rubato un po' delle nostre impressioni telefoniche su Fini per farci il post. così impari a essere troppo veloce!

pur non non approvando la caduta di stile (è riuscito a scendere ancora, l'indegno e diseredato), e ammettendo anche che nei suoi panni mi sarei comportato in maniera del tutto diversa, devo riconoscere che nella sostanza il senzaordinale (numero) ha perfettamente ragione: infatti è forse l'unico cittadino italiano (a parte qualche decina di migliaia di tifosi di calcio, ma questa è un'altra storia) ad aver subito una pena dalla repubblica senza essere prima stato incriminato, processato e giudicato. infatti (parole non mie ma che rispecchiano perfettamente il mio sentire):

"Stabilito incontrovertibilmente che l'esilio e' una pena, ed e' una pena disumana come sancito dalla dichiarazione dei diritti dell'uomo sottoscritta dall'Italia (e confermato da Amnesty International che molti di lorsignori idolatrano);
considerato il principio fondamentale dello stato di diritto, "nulla poena sine lege, nulla poena sine crimine, nullum crimen sine poena" io vi chiedo nuovamente:
Qual era il delitto contestato a Re Umberto II?
Quale legge (scripta et praevia) violava?
Quando fu tenuto il processo in cui egli fu riconosciuto colpevole di tale delitto?
Chi era il Presidente di quel Tribunale?
E chi il Giudice Istruttore, il Pubblico Ministero e l'avvocato difensore?
Dove e'pubblicata la sentenza?
Si e' passati attraverso i previsti tre gradi di giudizio?
Le pene accessorie della confisca dei beni da cosa derivavano?
Tali beni sono stati inventariati, e il decreto di confisca e' stato motivato e consegnato al condannato?"

tutto ciò non è mai avvenuto, e quindi l'esilio subito dall'ultimo re e dai suoi discendenti è una pena completamente illgittima ed ingiusta. un paese che si loda di essere la culla del diritto, si imbroda poi con un macroscopico insulto al diritto, e se ne vanta tanto da ficcarlo addirittura nella costituzione, parlapà.
patetici e ridicoli, ma ridicoli del ridicolo di stalin, purtroppo.

in conclusione, il V.E. ha tutti i diritti di chiedere il risarcimento, e alla nostra (loro) repubblichetta converrebbe patteggiare o ignorare, sperando che gli passi. perché se si arrivasse in giudizio, nessun tribunale terzo potrebbe dare torto ai Savoia, per quanto ributtanti posseno apparire gli ultimi due discendenti (e per fortuna che il gobbo barbuto ha comperato due femmine, e con una borghese, per giunta. questo in virtù delle mai abrogate regie patenti del 1779 lo allontanerebbe definitivamente dal trono, quando mai si ripresentasse l'occasione)

non esiste un "tribunale terzo".
esistono i tribunali della Repubblica, che si fondano sulla costituzione.
E i principi costituzionali sono "di parte". Partono cioè dal principio che nessuna dinastia ha diritti maggiori di altre.

La monarchia si basa sul diritto divino: i Savoia regnavano NON perchè eletti dal popolo, NON perchè rispondenti a questo o a quel requisito ma perchè AVEVANO ORIGINI DIVINE (tutti i casati reali europei si dichiarano discendenti di Re David). E solo in base a questo assunto hanno accumulato quelle ricchezze.

Oggi un tribunale repubblicano non può che ridere in faccia di fronte alla pretesa di ritornare in possesso di beni ottenuti per diritto Divino.

Un tribunale "terzo" dovrebbe essere ESTERNO allo Stato Italiano ed avere inoltre la FORZA per far rispettare la sentenza che emettesse.

Vorrei sapere quale sarebbe questo ente "terzo" rispetto allo Stato-Nazione Italia e quali i suoi mezzi di imposizione.

ma per cortesia, non diciamo cretinate. i Savoia non mi consta pretendano di discendere da re David (che non era comunque di schiatta divina, e per quel che ne so una simile affermazione fatta in Giudea qualche secolo fa poteva portare ad una fine pochissimo piacevole). sono ben consci ed orgogliosi delle loro origini burgunde, e sono sì re di Cipro e Gerusalemme, ma per questioni che nulla hanno a che vedere con David e i suoi discendenti.
quanto all'eventuale tribunale terzo, ho ben usato il condizionale e il congiuntivo: so bene che i tribunali della repubblichetta si basano sulla costituzione (uh), nonché sul codice Rocco, più vecchio di quella di circa quindici anni... i Savoia i loro beni personali li hanno ottenuti come tutti gli altri, per dono o per acquisto, e tra di essi si contano anche case e palazzi che la stessa repubblichetta che li esiliò ha lasciato andare in rovina o bruciare, salvo poi accorgersi che potevano valere qualcosa (senza contare poi gioielli e collezioni, che ogni tanto vengono lucidati e mostrati per fare cassa).
i Savoia rimasti non chiedono certo il rimborso per Palazzo Reale a Torino, o per il Quirinale o San Rossore, beni che mai hanno fatto parte del patrimonio personale ma della dotazione della corona....
le monarchie cadono con la forza o con l'inganno. a noi toccò la seconda busta (condita da un bel colpo di stato), e l'inganno fu ancora infangato dalla meschinissima quanto opportuna (per certa gente) rivalsa dell'esilio, pena odiosa e per di più comminata a tradimento e senza processo. io non me ne stupisco, quasi sessant'anni di storia repubblicana non hanno fatto altro che confermarmi i principi ambigui e fangosi su cui la repubblica stessa si ispira e si basa. evidentemente a molti altri le cose vanno bene così, per carità, è poi solo questione di gusti.

TUTTE TUTTE TUTTE TUTTE le monarchie si fondano sul concetto di Diritto Divino. Il Re è tale in quanto eletto da Dio, non dagli uomini. Quando non è Dio stesso (ma qui ovviamente parliamo di paganesimo).
Dici che i beni i Savoia li hanno acquistati.

Ma con quali soldi?

Ho come l'impressione che fossero soldi del popolo Italiano, ma se sai indicarmi una provenienza differente farò ammenda.

"per grazia di Dio e volontà dalla Nazione": non mi pare che si fossero arrogati una nomina diretta da parte del Padreterno, il quale - che io sappia - non elegge mai nessuno. quanto ai beni, leggi bene: non parlo della dotazione della Corona, che infatti non è stata toccata dalla disposizione costituzionale passando direttamente alla repubblica (Quirinale, San Rossore et similia), ma dai beni privati in Italia, vale a dire immobili in Piemonte e Valle d'Aosta, e beni mobili sparsi qua e là. questa "avocazione" è stato un furto bello e buono. e questi beni sono stati acquistati nel corso dei secoli con denaro personale, o ottenuti in dote o in dono, e successivamente tramandati per eredità. nulla di strano, nulla di sospetto.

certo: peccato che la volontà della nazione alla nazione non veniva mai chiesta. Quindi rimaneva la grazia di Dio.

Ma in ogni caso non hai risposto alla domanda: il "denaro personale" col quale sarebbero stati acquistati quei beni, DA DOVE PROVENIVA?

La questione è tutta qui: anche i boss mafiosi acquistano ville ed industrie con "denaro personale". E se lo passano per via ereditaria.

Ma, per fortuna, quando la loro impunità finisce, i beni vengono avocati e NESSUNO parla di "furto bello e buono".

GG illustrissimo (cui è scappata la mano sul tasto invio), le ricordo che i Savoia furono re d'Italia dal 1861, ma per i precedenti circa novecento anni furono prima conti poi duchi di Savoia, poi re di Sardegna. in quel considerevole lasso di tempo ebbero agio di accumulare (per sé e per la Corona, mantenendo comunque le due cose ben distinte), mediante acquisto, conquista, dono o dote delle loro successive spose, grandi quantità di terre, palazzi, castelli, insieme all'onere di difenderli insieme ai loro abitanti, con gli innegabili pericoli a quest'ultima attività strettamente legati. se si vuol mettere in discussione, oltre al diritto privato degli ultimi due discendenti maschi del ramo Carignano, anche quello delle circa 35 generazioni precedenti bene, ma allora lo si faccia per tutti gli abitanti di questa terra disgraziata.
infine, da buon piemontese, non tollero che la memoria di chi seppe difenderci per mille anni dalla prepotenza di francesi, austriaci e spagnoli, mantenendo alti i valori di indipendenza e giustizia, e riuscendo infine a riunificare questo stivale (che forse non lo meritava), venga accostata alla figura dei mafiosi, famosi per mandare altri a rubare e ammazzare, e godersi i frutti marci della loro iniquità.
anche per questo, sapere che la Villa della Regina sulla collina di Torino (ai tempi pagata di tasca sua da Vittorio Amedeo II) sia caduta in rovina per unica colpa dell'incuria sciocca e voluta della repubblica italiana, mi fa più male della notizia storica della distruzione del Regio Parco perpetrata dai francesi nel 1706 per pura invidia e volontà di sfregio. quella fu azione di guerra, abietta quanto si vuole ma nel contesto di un difficile conflitto, questa una semplice quanto economica prova di estrema meschinità repubblicana, degno esempio delle capacità dei nostri attuali e prossimi amministatori.

di nuovo "conti", "duchi", tutti guadagni fondati sullo sfruttamento altrui in nome dell'altro lignaggio.

GRAZIE AL CIELO la Repubblica Italiana e la sua Costituzione NON RICONOSCONO ad una famiglia vantaggi maggiori di altri.

Se i Savoia pretendono le ricchezze accumulate in secoli di oppressione feudale, non vedo perchè i Borbone non dovrebbro richiedere indietro ai Savoia quello che i Savoia gli hanno "illegalmente rubato".

A questo aggiungo una piccola postilla di coerenza:
http://www.repubblica.it/2007/11/...

questo l'avevo messo nero su bianco io, forse?
O qualcun altro?

niente da dire, se non che lo "sfruttamento" altrui significava che l'altrui in questione poteva continuare a parlare piemontese, o italiano, se lo sapeva. invece che francioso o tedesco. se tu preferisci, intorno al 1500, avere un duca francese o spagnolo che ti tratta come un untermensch, spoglia il tuo paese e ti lascia regolarmente in mutande, facendo arricchire qualche sporco intermediario venduto, invece di un duca che ti chiede nella tua lingua di difendere le tue terre dai suddetti gallispanici (e mi limito a un solo periodo, sia chiaro), e sireca in battaglia nelle prime linee, un solo nome ti si adatta: servo, e pure felice di esserlo. contento te, mica è obbligatorio essere liberi (e soprattutto, visto come viene trattato nella repubblica italiana chi non è servo a nessuno, ora parrebbe una scelta conveniente, oltre che sicura....)
con questo lascerei perdere: vista la piega che sta assumendo il discorso cedo al GG l'onore delle armi, e lo dichiaro invitto. e pure a ggratis, che non è poco.

Vabò. Toglietemi tutto ma non il mio idioma...
Contento te. A me pare che si fosse SERVI anche sotto i sabaudi...

eh no, caro: sotto i Savoia servi non ce n'erano. c'erano soltanto liberi cittadini (e leali sudditi, oltretutto: è forse l'unica dinastia italiana che non vide guerre civili, tradimenti e congiure di palazzo, men che meno rivoluzioni).
e con questo chiudo del tutto.

aha, certo.
Liberi sudditi in libera monarchia, no?
Libere famiglie dominate da famiglie leggermente più libere di loro...

Buonanotte

liberi cittadini di un regno indipendente. non è difficile da capire.

sogni d'oro.

@Baron & GG
.... a questo punto sfidatevi a singolar tenzone ....:-))))

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