
Anche se non si è ancora capito molto, tira un’aria fetida anche nel centrodestra e si va spediti verso l’ennesimo papocchio, cioè una spettacolare manovra di propaganda politica senza un barlume di idea percorribile. Sarà anche prematuro essere pessimisti, ma l’abitudine alla disillusione è talmente consolidata che, dovendo scommettere limitando al minimo il rischio, la scelta dell’opzione peggiore garantisce quasi sempre un esito favorevole.
Da domenica scorsa, quindi, è scattata l’operazione Grande Partito Unico anche di qua dalla barricata, sebbene per ragioni diverse da quelle che hanno spinto la nomenklatura progressista verso il PD e con un metodo diverso.
E’ probabile che le differenze finiscano qua, e sono differenze che possono alimentare l’entusiasmo di chi è disposto ad accontentarsi della forma avendo abbandonato ogni velleità di trasformazione sostanziale. Bene, benissimo. La forma, qualche volta, è anche sostanza, ma credo non sia il caso di oggi. Qualcuno osserverà che il processo di fondazione del nuovo Grande Partito Unico di centrodestra non è una fusione guidata dagli apparati, ma arriverà per acclamazione dal basso. Considerazione ineccepibile, ma che riflette le differenze di leadership tra chi guida (di qua) o è stato chiamato a guidare (di là) il progetto fusionista. Berlusconi è leader di piazza e Veltroni è leader da salotto, roba arcinota, per cui non deve stupire che l’approccio rifletta questa diversa vocazione. Qualcun altro dirà che Berlusconi ha più coraggio ad affrontare il giudizio dell’elettorato senza paracadute organizzativo precostituito: anche questo è vero, ma è l’altra faccia della stessa medaglia di prima. Veltroni viene dalle rinnegate Frattocchie e Berlusconi da “Drive in” ed è ovvio che abbiano target elettorali ugualmente di massa, ma diversi.
Quello che vedremo tra poco, però, sono le similitudini dei progetti e quando saranno evidenti ci sarà poco da stare allegri perché i due partiti unici finiranno per somigliarsi nel vuoto pneumatico di progetto politico. Entrambi nascono con il solo obbiettivo di contendersi l’elettorato moderato, ma inteso come somma di voti, non come partecipazione ad un programma di qualche concreta sostanza.
Saranno due partiti costruiti sulle parole, sulle grandi promesse e sulle belle utopie, ma molto più simili alla defunta DC che a ciò di cui il paese avrebbe necessità. Qualcosa si è già visto nel PD con il numero dei delegati artatamente aumentato per contentare i trombati alle primarie e con gli embrioni delle prime correnti interne che cominciano a fare capolino. Anche nel centrodestra sarà uguale, magari solo meno visibile grazie alla dirompente personalità di un capo che travolge tutto e tutti quando decide che la scena deve essere sua.
Alla fine, però, quando contano le manine degli Antonione o dei Bordon, sottobanco ci sarà sempre e comunque bisogno del compromesso meschino e della spesa nei collegi per approvare le finanziarie e bisognerà fare i conti con gli Storace e con le Binetti quando si tratterà di togliere le manette al regime di libertà vigilata (economica e civile) nel quale viviamo da settant’anni.
Sarà anche una soddisfazione sapere che, a differenza di oggi, saranno tutti soggetti che parlano a nome di un unico partito invece che a difesa dei valori di un gruppuscolo che porta in dote uno 0,5%, ma in pratica non cambierà un accidenti.
Continuerà a prevalere la logica familistica e consortile che gli italiani hanno in ogni singolo giro d’elica del DNA, lo stato continuerà a fare il protagonista in economia e a produrre leggi su leggi, le sagrestie non smetteranno di essere i luoghi deputati a mettere i paletti su ciò che è bene e ciò che non è bene fare. Non c’è da preoccuparsi, gattopardescamente tutto cambierà perché tutto resti come prima, ma con un vestito nuovo di zecca. Tanto ci sarà sempre qualche liberista e qualche libertario che scriverà ai giornali per lamentarsi del socialismo strisciante che tutto vede e a molto provvede finendo per prendersi la colpa delle disuguaglianze e la condanna dei saltimbanchi che spacciano le loro utopie in giro per lo stivale.
E mai come oggi spero che i fatti smentiscano queste parole nel modo più fragoroso possibile costringendomi a fare pubblica ammenda, magari condannato a girare per le vie della città a dorso d’asino e cosparso di piume. Accetto anche l’altra metà della scommessa, ma sono un paraculo perché, in fondo, so di non rischiare praticamente niente.
(Nella foto, gogna)














Mth... mi auguro (vivamente) che ti sbagli, anche se un po' di puzza di bruciato la sento anche io.
Non so se questo "movimento di popolo" possa veramente essere influenzato dal "popolo"... Solitamente in passato ciò non è mai accaduto.
Di certo una cosa noi "liberali" non dobbiamo fare anche stavolta: partire a dire che "l'uva è acerba" per poi lamentarsi che nessuno dà ascolto alle nostre posizioni...
Il nome del nuovo partito fa ampiamente cagare. Ha davvero del populista. Tuttavia quando vedo Bondi controfirmare la dichiarazione di BDV sul sindacato e sui salari mi sento per un attimo fiducioso sulla possibilità di ottenere qualcosa di positivo da questo nuovo partito.
Hai letto sul blog dell'oggettivista il post sul nuovo partito definito antifascista?
Io l'ho letto. Sno pronto a prendere posto insieme a Mthrandir sull'asinello, se sarà più semplice posrtare avanti politiche liberali nel nuovo partito, rispetto all'esperienza nella CdL. Una volta si parlava di partito liberale di mass,a anche se se ne parlava e poco più. Adesso, soltanto di massa ed ogni tanto di pentapartito e Balena Bianca. Spero ardentemente di sbagliarmi, ma tant'è
Luciano, d'istinto mi vien da rispondere che con l'uva acerba si può sperare di far qualcosa, ma con quella marcia è meglio non mettersi a lambiccarsi il cervello. Ti faccio una domanda, però: gli italiani vogliono un sistema liberale? Io dico di no:-(
Jinzo, Bondi firmerebbe anche le cambiali in bianco se glielo chiedesse il capo. E poi negherebbe il giorno dopo. Ecco, il fatto che ci sia Bondi non mi fa pensare niente di buono. L'ho letto il post di Oggettivista, ma mi fa pensare che siamo ancora qua a parlare di fascismo e di antifascismo come categorie di riferimento. Siamo un paese fermo da settant'anni.:-)
Falkino, che dici? Aspettiamo a prenotare il somaro?:-)
Quello che è successo nel '94, la nascita di un nuovo soggetto politico dal niente (o meglio da ciò che era stato rappresentato fino ad allora da DC, PSI, PLI, PSDI, ecc.), non può essere la stessa cosa di quanto può avvenire ora. Forza Italia è stato un passaggio necessario e necessariamente arrangiato su soggetti e parti del passato (exDC, exPSI ed altri ex). Quello che è successo in questi tredici anni, a destra ed a sinistra, pone le basi per pensare (o almeno sperare) a qualcosa di veramente nuovo. Capisco chi teme un ritorno al passato, tipo nuova Balena bianca, ed in questa chiave legge la proposta di ritorno al sistema proporzionale, ma credo anche che ci siano le condizioni possibili per la nascita di un vero partito (liberale?) di massa. Lo so anch'io che non è affatto facile o probabile, ma chi se non la gente che anima Tocque-ville deve alimentare e stimolare questa speranza?
Rispondo all'ultima domanda perchè, facendo parte della redazione di Tocque-Ville, mi chiama in causa in prima persona. Ma non per darti una risposta a nome di un inesistente comitato, bensì a titolo personale. Io non sono portavoce di nessuno al di fuori che di me stesso (che è anche l'unico padrone che ho) e lo stesso valga per gli altri: pertanto, se vedessi in questa operazione qualcosa di buono o una speranza, non avrei esitato a scriverlo. Invece mi sembra ammuina interna, gioco di palazzo fatto per far fuori amici diventati scomodi e un tantino troppo presuntuosi. Bella mossa, e l'ho scritto ieri, ma è una mossa che non ha a che fare con un progetto politico vero. Quasi certamente non avrà alcunchè di liberale, specie se conti gli attuali ingredienti. Su tutti, valga lo show dedicato a Storace che sta al liberalismo come Wanna Marchi sta alla correttezza commerciale. Ho scritto che spero di sbagliarmi, ma sono quasi certo che non dovrò fare neanche un metro sulla schiena del somaro. Ma ti invio una piccola provocazione. Da un cittadino di Tocque-Ville ti aspetti allineamento alla propaganda o qualche post scomodo e cattivo, anche quando tocca gli amici?
:-)
Ohhh, eddai e aspettate di prenotare il somaro. A parte che con sti discorsi difficili mi spaventate. Però... però non mi state convincendo che può essere una cosa peggiore. Vero Mht quando dici che non pare ci sia un progetto politico vero. E' anche vero che noi ancora non lo sappiamo, e se ci fosse veramente e per ora, il progetto comune è quello di mandare a casa prodi e la sua compagine e poi andare al voto (e non è un progetto da poco), un programma per il dopo ci sarà, no? Ascolto solo quello che ha scritto nickname perchè sento che in qualche modo potrebbe avere ragione. Intanto mi siedo e aspetto. Oh, non ascoltatemi, io conto un tubo eh?
ma Bondi Massimo? Cipollino? ma non sotto le feste non stava a Cortina?
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Luciano, d'istinto mi vien da rispondere che con l'uva acerba si può sperare di far qualcosa, ma con quella marcia è meglio non mettersi a lambiccarsi il cervello. Ti faccio una domanda, però: gli italiani vogliono un sistema liberale? Io dico di no:-(
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eh, credo anche io...
Massimo Gramellini a suo tempo disse che in Italia andava di moda una variante particolare del comunismo, quella per cui tutto deve essere gratis, tranne ciò che vendiamo noi.
Il tempo è galantuomo, ha detto Fini. Sono daccordo. Quello che intendevo stigmatizzare è che non mi sembra opportuno segare le gambe a quanto Berlusconi, ha suscitato indubbiamente nello stagno della destra. Può essere che tu sia più saggio ed avveduto, ma questo momento secondo me è il momento di aspettare. Non in maniera acritica, ma nemmeno disfattista per precauzione.
Siamo online:
http://www.perilpartitodellaliber...
;)
Gli antichi romani affidavano il governo, nei momenti difficili (che allora erano identificati con i periodi di guerra) ad una sorta di "dittatore a tempo".
Avevano capito, infatti, che altrimenti non avrebbero avuto la possibilità di reagire in tempi sufficientemente rapidi alle emergenze poste dagli eventi ed inoltre la classe dirigente di allora poteva così scaricare le decisioni impopolari su di un capro espiatorio consapevole e caratterialmente attrezzato alla bisogna.
Ora, duemila anni dopo o giù di lì, nella situazione di guano attuale, tale soluzione sarebbe forse ancora l'unica efficace ma, ovviamente, risulta anche inaccettabile per la nostra mentalità libertaria, oltre che improponibile per le evidenti difficoltà che il "Coriolano di turno" dovrebbe affrontare nell'aspra pugna in un ambito socioculturale ampiamente sfavorevole a forzature di quel tipo.
Ecco quindi farsi strada tentazioni ecumeniche, prese a prestito dalle sacrestie e mascherate da popolar-liberismo (che stronzata!) per contrapporsi (solo in apparenza, forse) all'altro ecumenismo, quello "maanchista" così pubblicizzato dai media di regime.
In Italia, ahimé, l'unica libertà universalmente sostenuta e praticata rimane quella pro domo propria dei furbi che predicano magnificamente e razzolano indecorosamente: ecco (ne sono purtoppo ormai convinto, pur senza rassegnazione), qui i valori liberali non attecchiscono.
Gli asinelli non porteranno certo peso in groppa, continueranno invece a governare (?) il Paese ..........
Doktorfranz scrive:
Ora, duemila anni dopo o giù di lì, nella situazione di guano attuale, tale soluzione sarebbe forse ancora l'unica efficace ma, ovviamente, risulta anche inaccettabile per la nostra mentalità libertaria, oltre che improponibile per le evidenti difficoltà che il "Coriolano di turno" dovrebbe affrontare nell'aspra pugna in un ambito socioculturale ampiamente sfavorevole a forzature di quel tipo.
Ecco, io che sono forse un po' meno liberale, sono ANNI che dico che il modello da seguire è quello della Roma repubblicana! A cominciare dal DOPPIO console: io controllo te e tu controlli me.
Cum grano salis, tuttavia, il tempo insegna che il dittatore "a tempo" ha la sgradevole abitudine di non voler rimanere tale, e questa è senz'altro una situazione da evitare.
Purtroppo è anche vero che siamo in una fanghiglia tale che l'unica azione che potrebbe portare del vero vantaggio è quella di premere il tasto RESET e fare una gran tabula rasa di tutto! Spagna e Argentina insegnano: hanno toccato il fondo e ora stanno risalendo e ci sono già passate davanti...
Personalmente, mi faccio domande più banali. In quale paese del mondo civile si fonda un partito avendo come programma un "Chi ci sta, ci sta. Chi non ci sta, ciccia"?
Ci sta a fare cosa? Con chi? Per andare dove? Va bene che i programmi di 280 pagine sono grotteschi, ma non vi pare un eccesso di sintesi?:-)
@ BIGI
Of course ...... il controllo reciproco si trasformerebbe sedutastante in tortellinaro inciucio, alla faccia delle differenze!
Ah, fingendo di non essere liberali, forse col napalm ........:-)
@Mthrandir
Banalità per banalità (o forse nemmeno tanto): ci ha già provato qualcun altro a dire "io sono la via, la verità, la vita" e non mi è mai piaciuto lo stile e nemmeno la sostanza, per non parlar dei risultati...... :-)
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