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Il solito, stupefacente, cav.

Prima di tutto, lo stupore. Come davanti alla donna cannone o al coniglio grasso che esce dal capello, stupiamoci. L’analisi, poi, verrà. Soprattutto perché lo stupore è parte fondamentale dell’analisi stessa. Lo stupore con cui l’italiano medio, ma anche tutti gli altri, non possono che accogliere la notizia che Forza Italia è morta, lunga vita a Forza Italia. Cioè Berlusconi Silvio, che tanta parte della sinistra continua a considerare un politico mediocre oltre che male intenzionato, l’ha messa nel culo a tutti, again, and again.

Capiamoci: a prima vista sembrerebbe che, comunque vada a finire questa vicenda del partito nuovo, il cav. abbia già vinto. Ha vinto, tra sabato e domenica, perché è uscito dall’angolo, dove lo si pensava rannicchiato con i pugnetti a coprire il volto fardagginoso, ed è riuscito, in poche ore, ad occupare l’intero ring; con gli altri che cercano riparo tra i seggiolini delle prime file. Giovedì sera, secondo la vulgata che Panebianco, oggi, mette giustamente in discussione, Berlusconi avrebbe preso una mazzata che non te la raccomando. Si era giocato tutto sulla caduta del governo – wait&see, remember? – e il governo non è caduto (e qui, per rispetto dei prodi morti, lasciamo anche stare il fatto, poco piacevole, che ci vuole coraggio, tanto, a sostenere che il governo è sopravvissuto alla Finanziaria, quando Dini&Bordon si alzano in Senato per dire che il governo è finito).

Insomma facciamo finta, for the sake of argument and con buona pace di Panebianco, che in effetti Berlusconi giovedì sera avesse preso un colpo non da ridere. Fini&Casini non sono riusciti ad aspettare nemmeno la mattina di venerdì per passare in cassa. E così, nella giornata di venerdì, il cav. si trovava circondato. Gli ex-alleati da una parte, la maggioranza dall’altra. Lui, solo. Oggi è lunedì, e Storace e Giovanardi già aprono alla nuova creatura, così come Veltroni. Insomma il cav. sembra aver cambiato nottetempo, again, il panorama politico italiano. E tutto ciò dall’angolo, rannicchiato, con i pugnetti a difesa del povero mento. Quindi, prima facie, Berlusconi sembra aver vinto comunque questa, nuova, storia vada a finire, semplicemente in virtù del fatto che in due giorni ha rivoltato una situazione apparentemente di grossa difficoltà a proprio vantaggio.

Ma c’è un prezzo: Berlusconi in realtà ha messo in gioco, over the weekend, un bel po’ del proprio futuro. Il suo è, politicamente, un all-in (come lo fu, d’altra parte, il ’94). Ha fatto saltare il tavolo contando sul fatto che, dall’altra parte, sta lentamente nascendo una creatura che, da almeno un punto di vista, quello delle dimensioni, è molto simile alla cosa che Berlusconi ha partorito overnight. Cioè, Veltroni e Berlusconi hanno un interesse in comune non da poco: smarcarsi da tutti questi piccoli rompicoglioni che gli stanno intorno, liberare i propri rispettivi partiti dal ricatto degli alleati nani che impediscono di governare (con la differenza, da non sottovalutare, che Berlusconi ha molto probabilmente più voti di Veltroni, e che Veltroni deve gestire una dialettica interna che non esiste né mai esisterà in ognuno dei partiti che il cav. potrà sognarsi di fare e disfare).

Tale interesse condiviso, questo deve essere stato il ragionamento del cav. o chi per lui, basterà ad un temporaneo dialogo sulla legge elettorale, che si concluderà con un sistema che favorisca i due giganti a dispetto di tutti gli altri (che poi non avranno che due alternative: ritornare dal capo col la coda tra le gambe e la museruola, o scomparire. Capito, Gianfranco?). Ma questo significa che adesso Berlusconi si è messo nelle mani di Veltroni. Se la concertazione, per una ragione o per l’altra, non dovesse riuscire, allora son dolori. Ma per ora non c’è alcuna ragione di credere che la strategia non debba funzionare, proprio perché il dialogo appare essere nell’interesse di entrambi. Il rischio sta proprio nell’eventualità che il PD venga frenato dall’inevitabile consapevolezza di star ‘salvando’ l’odiato cav.

Tutto questo, nel breve-medio termine; cioè la mossa di Berlusconi pagherà, probabilmente,dal punto di vista elettorale. Ancora nessuna traccia, invece, della volontà di trasformare un potenziale elettorale unico nella storia moderna di questo paese in un progetto politico. Wait&see, I guess.

da Nullo.it

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