Questo sito se ne sbatte del Web 2.0!

La sicurezza degli autovelox

Per quei tre o quattro che ancora avessero difficoltà di comprendonio e si trovassero nell’infelice posizione di voler contestare le scelte di irrigidimento del presente governo, valga come paradigmatica la decisione di tagliare il numero dei distaccamenti della polizia stradale e, di conseguenza, il numero di pattuglie che se ne vanno a spasso in autostrada.

Le contestazioni, specie quelle che arrivano dalla sinistra radicale e che intonano il ritornello della deriva destrorsa alla quale si vanno abbandonando Prodi & Pinotti sono del tutto fuori luogo. Al contrario, lo schema è magnificamente coerente con l’idea di sicurezza che alberga nelle piccole menti dei nostalgici del socialismo reale, cioè pura repressione e nessuna prevenzione.

Purtroppo, i ferri vecchi dell’antagonismo si contentano delle parole e si fanno spaventare dal proclama senza curarsi delle modalità con cui i giri di vite vengono messi in atto.

Ebbene, mi sentirei di tranquillizzarli e di invitarli a riflettere meglio sulla sostanza invece di abbaiare alla forma della comunicazione. Nel caso specifico della riforma del codice della strada, consiglierei di prendere in mano un’automobile qualsiasi e di farsi un giro turistico per strade e autostrade allo scopo di verificare quale sia il nuovo approccio che i bramini hanno già scelto di adottare.

Ad esempio, percorrendo l’Autostrada del Sole da Milano a Firenze si potrà notare che cabine e colonnine contenenti macchine fotografiche si riproducono come conigli, specie nei punti dove le indicazioni del limite di velocità sono ambigue o palesemente fuori da ogni logica. E’ evidente che l’obbiettivo non sia la prevenzione né la dissuasione (in molti casi, le colonnine sono nascoste dietro i guard rail all’uscita degli Autogrill), ma quello di punire il reo intercettandone abilmente l’infrazione. Se si ammazza, o ammazza qualcun altro, inchiodando all’improvviso, chissenefrega: allo stato interessa la contravvenzione e stop.

Fino a Bologna, tuttavia, i punti critici saranno quattro o cinque e , con un po’ di allenamento, facilmente disinnescabili. Se però si prosegue per Firenze, le cose cambiano parecchio perché ci sono i lavori per la variante di valico: in sintesi, ti piombano in assurdo toboga dove rischi il botto con un rimorchio ad ogni variazione di percorso, rigorosamente costruita a gomito. Però c’è la macchinetta. E’ importante che uno si ammazzi, ma rispettando il limite. E lo schema si ripete fino oltre Firenze, probabilmente perché pensano che il consueto calvario tra Sasso Marconi e Firenze Certosa non sia stato sufficientemente doloroso. Inutile dire che, lavori o meno, quel pezzo di autostrada è sempre stato più adatto alla PlayStation che alla circolazione stradale e che non so neanche quanti siano quelli che ci hanno rimesso le penne. Ma ora hanno detto basta e, per creparci, si dovrà pagare.

Per rilassarvi, fermatevi in Autogrill e fate caso ai cartelli: è vietata la vendita di superalcolici “dopo le 22” e, se hai meno di sedici anni, è vietata anche la somministrazione. Non è un caso che, però, i superalcolici non siano vietati tout court perché un divieto assoluto, per quanto non risolutivo del problema degli avvinazzati al volante, precluderebbe la possibilità di beccare venditore e acquirente in flagranza di violazione. Cioè, precluderebbe la possibilità di incassare altri quattrini multando sia il venditore sia l’acquirente. Questa è prevenzione o dissuasione? Nossignori! E’, ancora una volta, repressione.

Sulle strade normali è la stessa cosa: semafori col giallo che dura un battito di ciglia, rilevatori laser messi dove il limite è fissato a 10 km/h o nei punti di transito che garantiscono fatturato, macchine civetta accuratamente nascoste tra i cespugli. Se l’obbiettivo fosse quello di incentivare il rispetto dei limiti, questi apparecchi sarebbero ben visibili e ben segnalati, tanto per dire: “Occhio! Rallenta che se no sono affari tuoi!”. Invece no. E sono talmente redditizi che ormai non li compra più nessun ente locale, ma se li ripaga dando provvigioni ai venditori: è chiaro che per funzionare, lo il business ha bisogno dell’infrazione, altrimenti crolla.

E tutto questo con buona pace di chi lamenta certi inseguimenti a destra sul piano del rigore perché queste operazioni da farabutti col rigore non c’entrano un cazzo. C’entrano, e molto, con l’idea di fare continuamente cassa sulle spalle di gente che vien considerata alla stessa stregua di un bancomat. Per questo tagliano ancora sulla polizia stradale e non si lesina sull’elettronica e, per lo stesso motivo, i fanatici rifondaroli e i collezionisti di mummie dovrebbero battere le mani al “loro” governo perché hanno lo stesso identico concetto del rapporto che debba intercorrere tra stato e residenti, cioè quello di sudditanza e non quello di cittadinanza.

(Nella foto, sicurezza di incasso)

No votes yet
ritratto di Mthrandir
 

"l’idea di sicurezza che alberga nelle piccole menti dei nostalgici del socialismo reale, cioè pura repressione e nessuna prevenzione."

 

sicuro che questo tipo di logica si possa imputare al socialismo reale, soltanto e unicamente al socialismo reale?

Qua, intendo nell'Italia nel dopoguerra e sull'argomento in discussione (sicurezza), certamente si. E certamente si perchè, come si evince dal post, quelli che protestano per la deriva destrorsa sono coloro che sognano di portarsi a casa la mummia di Lenin:-)

Ahimè, mi tocchi un tasto dolente:
Multato da autovelox, 2 volte in una settimana, stessa strada, stesso medesimo punto. Solo il mezzo è diverso, una volta in moto... ed una volta in auto (par condicio!) :-)
Velocità 67 km /h dove il limite è 50.
Risultato: 145 + 145 euro ; 2 + 2 punti sulla patente.

C'è da dire che non mi ero accorto d'aver trasgredito. Se però mi fosse stata contestata in tempi umani invece dei tempi biblici della burocrazia premeditatamente bradipica dei gendarmi, avrei quantomeno evitato la seconda.

Mi multano in settembre, ricevo le cartoline verdognole a Natale. Ma dove cazzo (e scusate l'intercalare) sta la prevenzione?

É evidente, nel mio caso come in tutti, che si tratta solo di uno strumento per far cassa e purtroppo più fondi tagliano ai comuni più gingilli del genere vedremo in giro. Certo! ti tolgo l'ICI, ma poi me lo ridai con gli interessi per una o più foto scattate alle spalle! Cose da far impallidire persino Corona!

Pensa, è persino comodo. Nessun contatto tra il trasgressore ed il tutore della legge, nessun fastidio, nessun battibecco da affrontare, giustificazioni da ascoltare...
- Ti "pugnalo" alle spalle.
- Ti invio il ricatto dopo 148,5 gg.
- Se la foto è incontestabile, paghi comodamente con bollettino.

Ma è fantastico!!! no?

A parte gli scherzi, credo che l'autovelox sia uno strumento pericoloso.
- L'autovelox allontana gli agenti dagli automobilisti; persone che vedono sempre più le forze dell'ordine non come agenti atti a tutelare la propria ed altrui sicurezza, ma come sceriffi impegnati in un subdolo nascondino a far tabula rasa di tutto ciò che si muove sull'asfalto (in realtà non proprio, perché vi sono ciclisti che vanno a 67 km/h senza essere multati).

Una trasgressione accertata DEVE essere contestata SUBITO.
E non dopo tre mesi.
Solo così - forse - i famigerati marchingegni hanno motivo d'esistere, altrimenti si rischia un astio crescente.
Che continuino a far cassa ma dovrebbero sapere che tutto ha un prezzo.

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Tag HTML permessi: <a> <strong> <em><ul><li><code><cite>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

Captcha
Un rapido modo per difenderci dallo spam: