
Aspettiamo fiduciosi che i resti del corriere della sera si ricompattino definitivamente attorno al nuovo target di mercato che si prefigge di raggiungere assumendo editorialisti più adatti a farsi comprendere dal popolo dei clienti degli astrologi. Per ora, mentre siamo in mezzo al guado della trasformazione, dobbiamo accontentarci di gente come Sergio Romano e delle acrobazie logiche nelle quali si produce oggi e che devono essergli costate ore e ore di brainstorming in compagnia di frequentatori dei peggiori bar di Caracas.
Diversamente, vien difficile comprendere come si possa arrivare a scrivere una tale caterva di puttanate che solo la malafede o il servilismo ideologico possono mettere in fila in un pezzo solo. D’accordo che il refrain del momento è la glorificazione di San Uolter e che tutti i media di area sono impegnati nella recitazione dei salmi, ma far finire in gloria anche l’indecoroso spettacolo offerto da governo e dal partito democratico nei giorni scorsi a proposito del pacco sicurezza e del decreto legge sulle espulsioni dei cittadini comunitari deciso all’indomani dell’omicidio di Tor di Quinto richiede uno sforzo logico che supera di molto le possibilità di un comune mortale.
Per decenza, perché qua almeno la penna ancora non l’abbiamo venduta, non sto neanche a riportare le argomentazioni di Romano che chi lo desideri può andare a leggersi nella stalla del quotidiano milanese, ma scrivere che la conferenza stampa di Veltroni sia stata una mossa che fa guadagnar punti al segretario della sinistra democristiana è qualcosa che travalica i confini dell’endorsement per attestarsi comodamente nel territorio del servilismo.
Probabilmente ci sarà anche qualcuno disposto a raccattare questa immondizia per sostenere che c’è del nuovo che avanza, ma forse la gente è meno stupida di quanto credano gli editorialisti del corriere. La reazione di Prodi e di Veltroni è quella classica di una dirigenza che lascia che sia la piazza a dettare l’agenda e dimostra non la loro forza, ma la loro totale inconsistenza. A maggior ragione quando di tutto il pacco sicurezza trasforma in decreto soltanto la parte che riguarda la possibilità di espellere cittadini comunitari (visto che il delitto è stato compiuto da un rumeno) e si ordina l’immancabile blitz del giorno dopo, una specie di operazione RU 486 della sicurezza pensata per il tiggì delle 20, nei campi nomadi di Roma.
Questa sarebbe la capacità di dare risposte alla domanda di sicurezza? Questi sarebbero i colpi di frusta alla politica? Non diciamo cazzate, Romano. Questi sono gli espedienti e i colpi di teatro che usavano i Fanfani e gli Andreotti per gettare fumo negli occhi della gente e per dare un contentino senza rompere troppo i coglioni alle schiere di delinquenti ai quali tengono di più che agli elettori per bene.
Se non ne è convinto, basta aver ascoltato la dichiarazione della Finocchiaro che asseriva, davanti ai microfoni dei telegiornali che la interrogavano in merito ad una certa qual tardività del provvedimento, che anche se il decreto l’avessero firmato mesi fa, il delitto di ieri l’altro non lo si sarebbe evitato comunque. Se questa è la valutazione della capogruppo della nuova DC al senato, non ci vuole una laurea per comprendere che si tratti di provvedimenti che non servono a un cazzo perché, tanto, quello che è accaduto sarebbe successo comunque.
Secondo Lei, Romano, la gente chiede che siano espulsi i rumeni dopo che qualcuno ci ha rimesso le penne oppure chiedono di poter fare settecento metri a piedi senza correre il rischio di rimetterci la cotenna? Le lascio tutto il tempo che vuole per trovare una risposta, magari si consulti con Uòlter e con Prodi per confrontarvi sul tema.
Mi rendo conto che sia una domanda di enorme difficoltà e che a risolvere il rebus ci vuol del tempo, ma provateci comunque, tanto per non perdere l’allenamento.
Chiudiamo con il consueto monito a non far da sponda all’insorgere della deriva xenofoba che in questi casi ci sta a pennello e dà il destro per dire alla gente che i politici saranno anche cronicamente incapaci, ma un poco cattivoni siete anche voi che non volete bene agli stranieri buoni che sono la maggioranza. E la chiamiamo anche con il nome “scientifico” di sindrome “Blocher”, quello della pecora nera tra le pecore bianche. Se c’è un provvedimento xenofobo è proprio quello del governo che mira ad intervenire “solo” sugli stranieri e “solo” dopo che il crimine sia stato commesso. Il che dimostra, ancora una volta, quale scarsa familiarità abbia la sinistra italiana con le questioni legate alla sicurezza e alla legalità. Qui non è questione di voler bene o male a qualcuno a causa della nazionalità, ma è questione di imporre il rispetto delle regole a tutti senza distinzioni di passaporto. Poi è vero che i rumeni sono un problema, ma sono un problema ancora maggiore quelli che, in nome di un’idea dell’accoglienza da devastati mentali, hanno creato le condizioni perché fiorissero le baraccopoli dei nomadi da sempre fuori controllo. Anche loro sono cittadini comunitari, anzi italiani, e non sarebbe una cattiva idea valutare l’ipotesi di provvedere al loro trasferimento altrove. Il problema è che la Romania se li prende anche indietro i suoi concittadini che delinquono, ma i nostri scriteriati politici non li vuole proprio. Perché sono rumeni, mica scemi, e sanno che a un bandito gli puoi anche prendere le misure, ma ad uno stupido è impossibile e potenzialmente letale.
(Nella foto, accoglienza buonista di sinistra)














Non solo la Finocchiaro, ma anche un altro fenomeno ha detto che quel delitto sarebbe successo comunque, legge/decreto o non legge. Credo fosse Cento (ogni volta che lo vedo mi viene spontaneo: "una ne fa, cento ne pesta"), ma non garantisco.
La mia impressione è che questi baldi giovani (sono o non sono il nuovo che avanza?) si siano per così dire accordati preventivamente sulla... versione da dare, manco fossero tutti complici in qualche delitto (ehm... non che non lo siano, da più di un punto di vista!).
Belle scuse, non c'è che dire, peccato solo che non si siano nemmeno vagamente preoccupati del fatto che frasi del genere contraddicono al centomila per cento le presunte ragioni per cui hanno messo in opera quel decreto... o peggio: se quello che dicono è vero allora il decreto è meno che aria fritta, meno che propaganda da fondo del barile.
Fan-ta-sti-ci...
E un'altra cosa: vedere i TG (e gli stessi fenomeni tipo il "caro" Uólter) che sbandierano le ruspe mentre abbattono baracche nei campi nomadi, ma non dicono una singola parola su dove andranno o verranno messi/mandati gli abitanti non fa più nemmeno pensare al servilismo (dei TG) o alla propaganda (del politico di turno): ormai fa solo schifo.
Nicola
Qui non è questione di voler bene o male a qualcuno a causa della nazionalità, ma è questione di imporre il rispetto delle regole a tutti senza distinzioni di passaporto. Poi è vero che i rumeni sono un problema, ma sono un problema ancora maggiore quelli che, in nome di un’idea dell’accoglienza da devastati mentali, hanno creato le condizioni perché fiorissero le baraccopoli dei nomadi da sempre fuori controllo.
Complimenti: questo passaggio sintetizza tutta la mentalità imbecille che anima i loschi figuri che impestano i nostri palazzi del potere.
Il napalm sarebbe una misura troppo pietosa nei confronti di cotali individui...
P.S.: Ma questi non erano quelli contrari alla Bossi-Fini?
Nicola, Cento è una garanzia. Se non l'ha detto, l'ha sicuramente pensato. Sul dove siano andati a finire qualche legittimo sospetto ce l'avrei, ma poi dicono che sono il solito malfidato:-)
BiGi, si! Son sempre loro. Ma occhio che la Bossi Fini si applica agli extracomunitari:-)
Mthrandir scrive:
Ma occhio che la Bossi Fini si applica agli extracomunitari
Sì, ok, è il pensiero quello che conta!
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