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La paura e il buio. Ecco l'Occidente

La barbarie piomba sul Medioriente. Non è un’orda di trogloditi in cerca di razzie. E’ l’Occidente iper-tecnologico che sfodera la clava delle sanzioni economiche e del taglio dell’elettricità per colpire i suoi avversari arabi. Gli Usa sorpassano le Nazioni Unite e approvano l’ennesima raffica di sanzioni contro l’Iran, mentre Israele decide di interrompere l’erogazione dell’energia elettrica a Gaza. La strategia è di prostrare la vita quotidiana per far desistere Teheran dal fabbricarsi in casa la bomba atomica e per bloccare i razzi scagliati da Gaza su Israele. Presidenti e segretari di stato duellano come fossero re e regine. Ma la scacchiera è sempre costituita da carne umana, quella di uomini e donne che scontano con la loro vita i conflitti tra gli stati. Mai nessun attacco diretto tra le teste coronate. Sono sempre i pedoni del popolo a rimetterci. Navighiamo su internet, scarichiamo ogni contenuto multimediale, lo sguardo dei nostri satelliti è simile all’occhio divino che guarda dal cielo ogni movimento, mentre a terra le armi sono capolavori di elettronica. Eppure Questo sterminato capitale culturale e tecnologico occidentale sembra depauperato di fronte al puntuale ricorso a leve primitive come l’intimidazione. la risoluzione di un conflitto passa sempre per l’eliminazione fisica del nemico. La pace viene dopo la morte – e la morte rende uguali chi ha torto e chi ha ragione. Sia in Iran che a Gaza l’effetto finale è opposto a quello perseguito: avanti col nucleare e coi lanci di razzi. Avanti con altre ritorsioni. Ma ogni volta che si sfoderano le armi, i proiettili rimbalzano e finiscono per colpire gli aggressori invece che gli aggrediti. Ma anche in questo caso i bersagli di ritorno non stanno nelle stanze dei bottoni. Sono i pendolari che usano la metropolitana a New York e quelli che viaggiano con gli autobus a Tel Aviv. Sono loro, in Iran, a Gaza, a New York e a Tel Aviv. Siamo noi. In questa spirale perversa vittime e carnefici si mischiano in un grumo di sangue che si gonfia sempre più. I soliti seminatori di odio e intolleranza, i soliti predicatori che dividono i buoni dai cattivi. Come illustrava una precedente copertina dell’Economist, per risolvere i conflitti servono cervelli, non proiettili – a meno che la volontà non sia proprio quella di scatenare nuove guerre.

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ritratto di Joyce
 

Tanto lo so che non ti offendi se dico che non condivido neanche una parola. Io non sono un dialogatore dalemiano e non credo che la divisione delle responsabilità sia così sbilanciata. La barbarie non piomba sul medioriente, ma dal medioriente dove i palestinesi sono tentui nelle attuali condizioni soprattutto dai loro amichettia arabi che hanno tutti gli interessi a nutrire il cancro dell'intifada nelle carni dell'odiato Israele. Aggressione e morte non sono arrivate qua perchè siamo i più cattivi dell'universo e i primi a far carne da macello degli esseri umani sono quelli che li addestrano a desiderare di crepare in nome di Allah piuttosto che cercare vie di compromesso o soluzioni ragionevoli. E non dirmi che in medioriente non ci sono democrazie perchè così vogliamo noi occidentali. Chiudo dicendo che ci vogliono anche cervelli, ma di fronte ad una pistola meglio averne una più grossa. Speak softly and carry a big stick.:-)

Il problema è che il Medioriente va risolto. Andare avanti così è come palleggiare con una bomba ad orologeria. Su questo non ci piove. Allora che facciamo? Continuiamo a versare benzina sul fuoco oppure pensiamo a qualcosa di nuovo, visto che dovremmo essere noi occidentali i fratelli maggiori e più saggi di quest'umanità araba che ancora non ha provato l'ebbrezza della modernità? No, invece noi rispolveriamo la nostra più buia antichità e ci abbassiamo al loro livello. E così via con altri conflitti. Benvenuta morte. La violenza è il sonno della ragione. Qualunque scalmanato lo fai subito fesso usando la ragione. Ma se usi la violenza, lui, il musulmano incarognito, la sa più lunga di noi. Sei sicuro che accarezzare il calcio di una pistola ti faccia sentire così sicuro quando entri nella metropolitana o quando sali in aereo? Fate vobis.
J.

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