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Silenzio! Il blog tace (e la mafia incassa)

La mafia è la più florida azienda italiana. Fa rabbrividire l’apatia con cui la denuncia è stata accolta come fosse un rapporto sui consumi di panettoni sotto Natale. E’ un pugno nello stomaco gonfio d’aria della politica. Infatti il coraggioso grido delle vittime precipita nel fondo buio del silenzio. Emana fetore l’indifferenza del governo che si cimenta nei soliti espedienti per sopravvivere. Ma non fa più notizia. La vera notizia è che anche tanti blog si lasciano accalappiare dal feticismo del potere invece di puntare sulla realtà. I blog sputano sulla casta, ma continuano a parlarne e alla fine, come la casta, non dicono niente di nuovo. La realtà resta, le seghe mentali scivolano via. 

La mafia è la più florida azienda italiana. Magari i fiscalisti più accaniti avranno fatto due conti sul gettito fiscale che pioverebbe nelle casse dello stato – sogni proibiti di una gelida mentalità tecnocratica e di una contabilità sfasciata dall’incompetenza e dal classico istinto di rapina delle oligarchie. Le vittime della mafia hanno avuto il coraggio di aprire la bocca in pubblico, iniziando a rompere le catene della sottomissione che protegge la criminalità. Oltre alle cifre sulla potenza della criminalità, il pugno nello stomaco è la serenità con cui si è ammesso che l’economia italiana è sotto occupazione criminale. Fa rabbrividire l’apatia con cui la denuncia è stata accolta come fosse un rapporto sui consumi di panettoni sotto Natale. Come fosse ovvio e risaputo che gli esercenti subiscono questa violenza. E’ un pugno nello stomaco gonfio d’aria della politica. Infatti il coraggioso grido delle vittime precipita nel fondo buio dell’indifferenza. Quali reazioni al di là dello stupore nell’ascoltare la notizia? Praticamente zero. Emana fetore l’indifferenza del governo che si cimenta nei soliti espedienti per sopravvivere. Ma non fa più notizia. Per Prodi oggi è un altro giorno, con gli stessi affanni di ieri e domani – e gli affanni sono davvero forti per un governo che deve mettere una pezza sopra agli esuberanti rapporti con la giustizia del ministro della giustizia. Anche nei palazzi del potere la criminalità tiene banco, ma non certo per combattere la “mafia spa”. La vera notizia che non è passata è che la politica non considera la mafia come un problema politico. D’altronde questa è un’oligarchia chiusa, che ammette nuovi membri solo dopo averne accertato la perfetta consonanza allo stile di vita sfoggiato da un oligarca: arroganza, ignoranza, cinismo e uno stomaco tanto capiente quanto alleggerito da ogni pesantezza morale. Parlare di politica vuol dire confrontarsi con questa mentalità patologicamente avvinghiata al potere. Il problema è esserne contaminati, finendo assuefatti – è un rischio concreto per un blog. Purtroppo su queste colonne non ho letto articoli sulla mafia. Ho letto  qualche battuta di pessimo gusto sparsa in qualche riga come fosse un condimento ironico. Chiedo: quanta dose di spregiudicatezza o infantilità occorre per fare ironia sulla mafia? Pazienza. Altra domanda: perché gli interessi della politica continuano a calamitare l’attenzione dei blog, che si cimentano in sofisticate analisi sui partiti solo per veicolare un messaggio vuoto come le parole della politica? Spiace dirlo, ma la maggior parte dei blog è politicamente ininfluente. Cento post di cento blog non producono un  decimo degli effetti di editoriale in prima pagina. Allora perché illudersi che le congetture di un blog siano influenti oppure aiutino a comprendere meglio la politica? C’è così poco di interessante in questa politica piccola piccola, e c’è così tanto da scrivere sulla realtà. Se la casta non vede oltre se stessa, ciò deriva dalla sua struttura, ed è naturale che l’indifferenza alla realtà sia la sua risposta automatica. Ma il blog, come esempio di una sensibilità civile che sorge fuori dalla casta, non dovrebbe finire succube della mentalità della casta. Altrimenti il rischio è l’incoerenza. A parole i blog sputano sulla casta. Ma nei fatti la mentalità del blog che fa le dietrologie su Prodi e Berlusconi o scommette sulle elezioni anticipate rispecchia fedelmente questa mentalità accecata dal potere. Per la casta la politica è solo l’esercizio del potere. Anche un blog deve ridursi a questo? Tengo fisso il punto di domanda perché la risposta non mi sembra più così spontanea. Il paese è in emergenza perché serve una riforma elettorale – è il titolo di un recente post. Bastava dire che il paese è in emergenza. Punto. Non certo perché la legge elettorale non funziona. Non sento tutta questa passione per la riforma elettorale, ma per altri problemi meno rumorosi ma più pressanti. La gente non si divide tra proporzionalisti e filo-maggioritari, ma chi tra riesce a tenersi il lavoro precario e chi no, tra chi ha figli trentenni disoccupati e chi è pensionato che si ritrova sfrattato. Sono esempi volgari ma realistici per avere un’idea popolana ma veritiera della realtà. Dove sta il blog? Si sogna col culo su una poltrona del palazzo o sente i piedi per terra? L’Italia ha bisogno di molte cose, oltre ad un'altra riforma elettorale. Soprattutto qualche parola in più sui problemi reali e qualcuna in meno sulle masturbazioni dei politici.

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