
Tutti a chiedersi come faremo mai a cavarcela senza una legge elettorale migliore del cosiddetto “porcellum”, cioè l’ultimo autogol della Casa delle Libertà prima dell'ultimo passaggio delle consegne. Io li sento i discorsi che si rincorrono in metropolitana, al bar e in ufficio davanti alla macchina del caffè. Chi propende per un proporzionale puro convinto che un parlamento veramente democratico debba garantire la rappresentanza anche ai Cral aziendali, chi invece difende a spada tratta il maggioritario perché chi vince deve governare. La gran parte, però, propenderebbe per un proporzionale corretto grappa, con uno sbarramento sufficiente a liberare il campo dai partiti un po’ troppo originali e di nicchia, sebbene l’accordo sulla necessità del vincolo di coalizione non sia unanime. Qualcuno propone un sistema tedesco con sbarramento al 5.2%, altri il sistema spagnolo con le schede scritte in portoghese e i collegi piccoli piccoli, tipo quattro elettori e due candidati, altri ancora vorrebbero un misto tra sistema svizzero e lituano con una spruzzata di moldavo che non ci sta mai male.
Insomma, il dibbattito continua e trovare un accordo sufficientemente condiviso sembra ancora un sogno lontano. Purtuttavia, il paese si interroga anche perché è stimolato a farlo dalle dichiarazioni della sua classe dirigente la quale si dedica sempre con grande passione all’argomento. Ieri Rutelli aveva manifestato una certa qual preferenza per il sistema tedesco perché garantisce la governabilità. Peccato che la garantisca in Germania, ma è meglio di niente. In Italia sono a favore di questo sistema soprattutto Casini e Bertinotti, il che dimostra che è un sistema che tanto bene non ci farebbe. Veltroni tace perché lui è favorevole al sistema tedesco, ma anche e soprattutto a quello francese a triplo turno carpiato e ritornato (coefficiente di difficoltà 3,5) che anche se lo fai non proprio perfetto vien fuori sempre un bel punteggio. Di questi tempi, un moltiplicatore alto gli farebbe veramente comodo. In più il sistema francese, detto anche “lingua in bocca con tutti” è coerente con la strategia politica di un leader più libertino che liberale le cui aperture ecumeniche fanno presumere che la costumatezza non sia esattamente in cima alla scala delle priorità. A destra, invece, Berlusconi preferisce le “elezioni punto” a prescindere dal sistema, foss’anche quello dei punti Mira Lanza. In qualunque modo si conti, sa che andandoci subito vincerebbe uguale e si tratterebbe solo di quantificare lo scarto sul secondo. Fini, che ha scoperto che dirgli sempre di si è il trucco per restare delfino non curioso del capo, approva.
Napolitano vuole una riforma basta che sia per rendersi disponibile a sciogliere le camere ardenti non appena gli porteranno le povere spoglie di Prodi.
In questo scenario ancora fluido, il popolo discute animatamente avendo prontamente dimenticato gli aumenti del pane e del gas, classificati come argomenti di secondo piano: tutti sanno che qui c’è in gioco la democrazia e quando si rischia la democrazia gli italiani drizzano le orecchie, compresi quelli che son diventati sordi a causa dell’eccessivo consumo di Viagra.
Per questo siamo andati in ottocentomila a firmare per il referendum, perché sappiamo che la posta è altissima e perché ci sono chiarissime le ragioni di un intervento non più rinviabile. E se qualcuno le ha scordate, ci pensa Parisi a ricordarcele rispondendo a Rutelli con una lettera che più chiara non si può, nella quale insinua velenoso:
"Perché non riconosce [Rutelli, N.d.M.] che sostituendo in questo modo l'Ulivo, il suo Pd è un partito pensato come la destra della sinistra pronto a trattare con la sinistra della destra all'interno di un centro così stabilmente ricostituito?"
Eh? Perché? Qui le chiacchiere stanno a zero e la gente vuole capire perché facciamo la destra della sinistra per metterci con la sinistra della destra, ma in mezzo all’incrocio che è anche pericoloso.
E’ evidente che scegliere una legge elettorale capace di riflettere collocazioni di questo genere non è per niente semplice, ma non possiamo neanche andare avanti così perché il Paese ha bisogno di una spinta importante e non possiamo restare immobili e sperare che il sistema economico tiri la carretta sempre e solo da sé. Fino ad oggi è andata bene, ma la Mafia non è mica eterna.
(Nella foto, l’azienda italiana di maggior successo nel mondo)














Adesso si legge il post... ;)
Non so te che bar e che macchinette del caffé frequenti... io una cosa sola ho sentito sulle elezioni e il sistema elettorale. TUTTI sono d'accordo a mandare a casa chiunque sia entrato là dentro negli ultimi anni (e senza pensione e/o TFR, che tanto lì i soldi se li sono tirati illegalmente per bene). Senza ripescaggio di sorta. Portare avanti l'unico progetto unitario che hanno gli italiani?
La legge elettorale è un problema. Ma oggi è posto in bell'evidenza dai media nostrani per un solo motivo: evitare elezioni immediate e la vittoria di Berlusconi. E perdere tempo, molto tempo, in attesa del momento buono per affrontare, prima o poi, il verdetto degli elettori. Quindi noi del centrodestra non dobbiamo cadere in questo tranello. Di legge elettorale non dobbiamo nemmeno parlare.
Io nei bar mi piglio il caffè ed esco subito perché dalle mie parti un caffè in un bar ti può costare caro, se nel medesimo locale affollato ce un mafioso condannato o inquisito, o in attesa di giudizio, o lo zio di un mafioso per non parlare di un figlio che per pressi giudiziaria non potrà non seguirà le orme del padre.Un tale casuale incontro può all'occorrenza stroncarti la carriera.meglio evitare incontri discutibili. La metro non c'è ma ci sono i bus e cmq anche a terra si parla di sistema elettorale e si discerne tra quelli che fanno più o meno comodo alla prima industria italiana : la mafia. Pare che possa sguazzare nel proporzionale ed odia il doppio turno. Sembra che il proporzionale si presti meglio agli intrighi ed alle tragedie ed è l'unico sistema in cui pigli un pirla sconosciuto e lo fai eleggere con i voti delle famiglie, con quelli comprati sul mercato nero dei disperati e se hai soldi cmq un stronzo in parlamento gli lo porti. Odiano il doppio turno perchè dopo che la frittata è fatta il popolo dei fregati se ne accorge di cosa bolliva in pentola e su chi puntava l'onorata società e come le cavallette il popolo trombato salta sull'avversario e vota contro il pupillo mafioso. No la Mafia preferisce il proporzionale a turno unico. non c'è dubbio.
Valyaah, è l'unico progetto irrealizzabile. Non so se a causa del fatto che raccolga così vasti consensi:-)
Zamax, non ti posso dare torto anche perchè, quando il cdx ne parla, dimostra di avere idee non esattamente brillanti:-)
Indolente, pur non essendo del luogo, ho il vago sospetto che la mafia sia piuttosto neutrale nei confronti del sistema con cui si elegge visto che, a quanto si sente, le sue "quote di maggioranza" si spostano con grande agilità verso quelli che tornano utili. Destra o sinistra fa poca differenza per un'organizzazione votata al massimo pragmatismo. Così come tizio o caio credo si possano considerare equivalenti, ameno fino a quando contribuiscono a servire la nobile causa. Lo dimostra il fatturato:-)
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