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Democrazia alla Turca | La Voce del Padrone
 

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Democrazia alla Turca

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In Turchia la Corte Costituzionale, forzando regole e precedenti, ha annullato a gran maggioranza le elezioni presidenziali che avrebbero consegnato il controllo delle principali istituzioni al partito islamico, ancorchè sedicente moderato. La storia è interessante aldilà delle vicissitudini turche perchè stimola qualche riflessione sui "massimi sistemi".
Il "Partito della Giustizia e dello Sviluppo" (AK) di Erdogan è al potere da qualche anno comportandosi con moderazione, tanto che i fautori del premier lo considerano una sorta di DeGasperi dell'Anatolia, un esempio, una speranza per tutti i Paesi  a maggoranza islamica. Tutto ciò non ha mai sopito i sospetti che stia eseguendo una sorta di "piano segreto" per l'islamizzazione progressiva delle istituzioni e della società Turca. Sospetto rafforzato dalla di  lui consorte, che si presenta in pubblico col fazzolettone islamico in testa.
Erdogan per tutti questi motivi di opportunità ha ritirato la propria candidatura a presidente, mandando avanti l'abile e generalmente rispettato ministro degli esteri Gul, suo collaboratore da sempre. Ma anche questa non è stata ben digerita.  In primis dall'Esercito "padre della patria" - Kemal Ataturk era il capo dell'esercito - e custode anche secondo costituzione della secolarità delle istituzioni; poi da un milione di dimostranti per le strade di Instanbul; e infine come detto dalla Corte Suprema.
La partita non è finita; gli islamici dell'AK continuano a dimostrare fair play, e dichiarano che ora la palla passa "al popolo". Il parlamento verrà infatti sciolto dopo la pronuncia della Corte; evidentemente i sondaggi e la frammentazione dell'opposizione li rendono tranquilli. Anche trionfassero però, la partita non sarebbe per niente chiusa: dopo la Corte potrebbe intervenire direttamente l'Esercito. L'ha già fatto 4 altre volte dal 1960; l'ultima volta dieci anni fa, contro i precursori dell'AK, e Gul c'era in quel Governo ...
 
Tutto 'sto racconto stimola ovviamente lo schierarsi: il punto è, vale più preservare una Nazione dai rischi dell'islamizzazione (che tutti ammetteranno, per inciso, esser cosa ben diversa dai supposti rischi confessionali nostrani); oppure il valore assoluto della democrazia non è mai negoziabile?  
A mio avviso personale, di principii generali validi per tutti e non negoziabili ce n'è  tre, quelli della Dichiarazione d'Indipendenza Americana: vita, libertà,  ricerca individuale della felicità. Per dire che la Democrazia non è tra questi, checchè ne pensino le persone di formazione socialista. Essa è un mezzo, non un fine.
Quando uno o tutti tali principii fondamentali sono a rischio, bene fa quindi a nostro avviso una Entità non democratica preposta, a revocare le democratiche prerogative di un Parlamento pur democraticamente eletto. Averne!
Ora diranno che so' pure golpista ... evabbè,  sopravviveremo;  quando sia necessario metterli in graduatoria, buon senso ci suggerisce che Libertà individuale venga prima di Democrazia.

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ritratto di Abr
 

D'accordo al cento per cento. E' una lezione che l'Europa ha dimenticato, ma che è sempre bene ricordare, se vogliamo evitare di rivedere i fatti dell'Algeria anni '90 o della Germania nel 1936

Anche noi della redazione de l-Occidentale ci siamo occupati di questa questione. In particolare vorremmo farvi conoscere la posizione di Linda Michaud-Emin, una nostra collaboratrice che lavora per il GLORIA, il Global Research in International Affais Center, che offre davvero degli spunti di riflessione interessantissimi. L-articolo si pu; leggere all-indirizzo http://www.loccidentale.it/node/1...

Caro Abr,
ma che senso ha la "Libertà" se dipende dall'arbitrio delle forze armate? Mi sembra una mentalità ingabbiata dall'ideologia quella che si accontenta di una pseudo-libertà pur di non accettare la libertà di una democrazia controllata dagli islamici. Vedi qualche differenza tra la libertà sottoposta alle armi e la democrazia col velo? Io no. E allora una vale l'altra.
Un caro saluto
Joyce

Joyce,
che senso ha rinunciarvi per principio in nome di una forma di governo? Sappiamo tutti che un partito confessionale islamico - o anche no -, quand'anche salito al potere per via democratica, la Libertà la negherà per prima sia ai suoi elettori, che la sacrificheranno volentieri sull'altare della Fede, sia ai suoi oppositori, ai quali la negherà punto. Non è una bella alternativa, siamo d'accordo, ma in tempi difficili bisogna fare scelte difficili. Abr vede giusto, secondo me, perchè è un ragionamento svolto suglle linee di confine. Siamo in guerra, anche se facciamo finta di niente e pensiamo che la guerra sia solo in Afghanistan e in Iraq. E non parlo delle metropolitane o delle stazioni ferroviarie. Parlo di decine di predicatori dell'odio che, nei sotterranei della clandestinità, lavorano per creare ghetti identitari che rifiutano l'integrazione. La Turchia è un paradigma interessante di quello che potrebbe divenare l'Europa in tempi nemmeno lunghissimi. Faremmo bene a pensarci prima:-)

Eccomi qui. Dunque, nell'ordine:
- JCF, tnxs. In effetti anche in Algeria un partito ben più islamico e vincente alle elezioni democratiche fu estromesso da un putsch.

- Grazei alla edazione dell'Occidentale per la segnalazione, analisi esaustiva e interessante; per noi l'evento era una scusa per un flash sui "massimi sistemi", sulle scelte difficili.

- Caro Joyce, mi sembra di aver detto chiaramente che per me (e i Padri Fondatori, se posso) la democrazia è un mezzo non un fine.
Spesso si confonde a mio avviso democrazia come equivalente di libertà; il che non è. Anzi, spesso si definisce demorazia come "DITTATURA della maggioranza"..Se dovessi scegliere, come sovente capita in Paesi "borderline", per me non c'è dubbio, prima vengono i tre diritti fondamentali.
Altro esempio: chi può negare che sia proprio la logica democratica assoluta (uno stato un voto) a rendere l'Onu il carrozzone burocratico e liberticida che è?

- Tnxs Mth.: linea di confine, borderline, proprio questo è il punto. Purtroppo siam globalizzati - cosa che i pacifinti (e Joyce qui non c'entra) non hanno colto - eventi laggiù influenzano il nostro welfare. La democrazia è il più complesso dei doni a un popolo; è double face.

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