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WV: suggerimenti strategici (non darmi retta, ti prego!)

Gabriella Mecucci, su l’Occidentale, prevede tempi duri (anzi durissimi) per il Neo-segretario del PD Veltroni.

spenti i riflettori delle Primarie, Walter dovrà evitare che il dissenso della gente verso le scelte del governo, travolga anche lui. Anzi, dovrà cercare di far dimenticare Prodi, che gli italiani appena se lo ricordano s’incazzano. Insomma, sarà durissima.

Insomma Veltroni è incastrato: il partito che costituisce 2/3 della coalizione di governo, rischia di affondare, bebè, proprio a causa dello stallo in cui il governo vive dal primo giorno. Come farà Veltroni a sostenere Prodi senza allo stesso tempo lasciare che le inevitabili disgrazie di Prodi ricadano su di lui e sul proprio partito? Davvero in un bel pastrocchio, si sarebbe cacciato il buon Walter. Lo confermano le sue stesse dichiarazioni della notte delle non-primarie: fedeltà a Prodi, ma anche (direbbe Crozza) discontinuità. Di seguito Nullo spiega come il buon Walter può provare ad uscire da questo pantano auto-inflitto (mi sembra ovvio che Nullo si augura con tutto quel poco di cuore che ha che Walter nel pantano ci affoghi).

Prodi è il Presidente del PD; molti dei ministri del suo governo diventeranno a breve alti dirigenti del PD. Come farà il PD a sopravvivere il naufragio di consenso del governo Prodi, che appare inevitabile, sia per la situazione economica che andrà peggiorando, che per la manifesta impotenza del governo e della coalizione che lo sostiene? Secondo la Mecucci le alternative non sono più di due: Veltroni subentra a Prodi, oppure lo sfiducia per andare a nuove elezioni. La prima non è nell’interesse di Veltroni: danneggerebbe la propria aurea di uomo buono, facendo le scarpe a Prodi; e di unto dal popolo, andando a Palazzo Chigi senza passare per le elezioni. Il Neo diventerebbe, insomma, un D’Alema qualsiasi. E oltretutto non è chiaro come il semplice cambio di Presidente del Consiglio possa disinnescare lo stallo in Parlamento (ammetto che qui le facoltà taumaturgiche di Veltroni potrebbe stravolgere l’analisi). Quindi Veltroni dovrebbe non solo far cadere il governo, ma anche allargare la coalizione. Il tutto senza passare dal via delle politiche. Così che, quando davvero si andrà a votare, Veltroni si sarà bella che giocata l’immagine di uomo nuovo, e con essa le chance elettorali (vedi il centrosinistra nel 2001 – se avessero presentato D’Alema leader, il cav. avrebbe preso numeri alla Saddam).

Quindi l’opzione del colpo di stato parlamentare dalemiano non è contemplata, ne è contemplabile dallo spirito puro incastrato in quel corpo trivellato dai nei. Più probabile, allora, che Veltroni stacchi la spina al governo Prodi, ed accetti il faccia a faccia, anche in tempi brevi, con il cav. D’altra parte è innegabile che Walter abbia preso tanta della propria strategia comunicativa da Berlusconi; e andrebbe alla sfida con il maestro rinvigorito dal nuovo partito, contro un centro-destra che invece non ha ancora fatto il grande passo (e a cui potrebbe anche sfilare Casini, pensano in molti). Ma perché anticipare i tempi? Perché non lasciare al PD un annetto per sviluppare la propria identità e differenza? Perché rischiare subito il nuovo giocattolo contro la macchina elettorale del cav.? E aggiungeteci pure che i sondaggi parlano chiaro. Troppi rischi per uno che la cosa più coraggiosa che ha fatto furono gli album dei calciatori sul giornale dei comunisti (forse questa non si capisce: i santini di quelli che il proletariato avrebbe dovuto mettere al rogo già da decenni, sull’unico giornale che doveva ancora, per contratto, sputare sui ricchi? Capite il coraggio dell’uomo nuovo?).

E così ecco la terza via blairista al potere, per Veltroni. Conservare intatto il sostegno parlamentare per il governo Prodi, ma allo stesso tempo, a livello di partito, manifestare, continuamente, la propria insofferenza per la carenza di numeri, idee, e libertà di manovra in cui è intrappolato il governo. Praticamente, un continuo vorrei ma non posso che esce dalla bocca tumefatta di Walter: ah, se avessimo i numeri, faremmo questo. E questo. E questo. Il governo sta facendo il meglio possibile nelle condizioni attuali, direbbe Walter; per poi sciorinare tutti gli interventi che il PD vorrebbe fare, ma che sono, realisticamente, irraggiungibili con l’attuale coalizione. Insomma, usare il fallimento del governo per sviluppare, di distinguo in distinguo, il programma del governo Veltroni che verrà. Dare giù contro le varie macchiette Mastella, Di Pietro, e comunisti. Addossare la colpa dello stallo ad alleanze necessarie ma sconsiderate. Così Veltroni guadagna tempo, non ci fa la figura del back-stabber (D’Alema, per intenderci), prepara partito e programma. E quando il tempo di far vedere di che pasta è fatto Walter Veltroni arriverà, avrà una di due armi non-troppo-segrete a propria disposizione: una legge elettorale nuova di zecca disegnata intorno al PD, oppure Casini. E così avremo finalmente ‘sto cazzo di governo Veltroni.

da nullo.it

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L'unica cosa che potrebbe fare intelligentemente adesso è la seguente. Accusare i comunisti, far crollare il governo e porsi come alternativa alla sinistra massimalista e al centro destra. Anche se perderà sarà certamente meglio che andare alle elezioni senza soluzione di continuità con il governo Prodi ed essere massacrato perdendo anche la faccia.

jinzo, son d'accordo. ma non può farlo adesso. è troppo presto. a primavera il pd verrebbe massacrato, quale che fosse la legge elettorale.

Concordo con Nullo, ma non penso gli convenga attendere la fine della legislatura. L'idea di logorarlo lui il governo, facendo una finta opposizione interna non è malvagia. In fondo, è un po' anche la teoria di Gregorj che ci aggiunge un ultimo anno da passare a tagliar nastri. Ammetto che sia la cosa più sensata, ma siamo sicuri che il centrosinstra non finirà per farsi del male da solo come tradizione impone?

secondo me se ne parla il prossimo autunno; posto, come dici tu, che prodi pero' non si faccia male da solo prima. d'altra parte lo scopriremo presto col prossimo passaggio al senato senza i vari&eventuali

Il prossimo autunno si matura il diritto alla pensione per i neoeletti, altro fattore che può contribuire a sbloccare la situazione. Speriamo che all'estero non capiscano l'italiano che, se no, ci prendono per matti.:-)

era proprio a quella scadenza che pensavo anch'io!

nullo, hai esattamente delineato quello che succederà, purtroppo.
Credo che ci sarà anche un passaggio da presidente del consiglio da parte dell'Unto, che sarà breve, fugace, preelettorale per fare un'altra versione di un porcellum o quasi, con il taglio di nastri come profetizza gregorj.
Giusto per poter dire di non avere colpe quando si presenterà di fronte agli elettori, sperando che nel frattempo il cav. non abbia trovato il successore.

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