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Possiamo ancora domandarci chi è stato? | La Voce del Padrone
 

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Possiamo ancora domandarci chi è stato?

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I bambini della scuola elementare di Rignano Flaminio si sono inventati tutto? E’ questa la domanda paradossale a cui siamo spinti con incredibile vigore dal procedere delle inchieste. Ma la vera domanda è un’altra: perché in Italia è così difficile trovare i colpevoli? Non è soltanto un problema tecnico nella procedura delle inchieste, anche se fa rabbrividire la difficoltà di concordare persino sull’attendibilità delle perizie psichiatriche. Se il dissenso inizia già qui, figurarsi cosa viene dopo – o meglio: tutto quanto non viene. La difficoltà di dare un nome ai colpevoli rappresenta la difficoltà stessa di immaginare un colpevole per un crimine così raccapricciante. Persino la Cassazione si corregge da sola per precisare che non si deve cercare i colpevoli “fuori” dalla scuola. Né dentro, né fuori: ma allora dov’è il colpevole? Forse è già scattato il meccanismo automatico dell’ipocrisia, nome elegante per evitare di sporcarsi con un termine disdicevole eppure connaturato all’Italia: omertà. L’omertà è anzitutto un’autodifesa per continuare a ficcare la testa nella sabbia dell’indifferenza. Il pedofilo, o in generale l’autore di crimini efferati, è un “mostro” che non può stare accanto a noi, perché altrimenti la sua presenza spoglia la realtà di tutte le maschere che usiamo per non vederla. Purtroppo tanti preferiscono screditare la voce dei bambini piuttosto che screditare se stessi, per non ritrovarsi di fronte un “mostro” dal volto così comune. Meglio dare addosso ai giudici e screditare le vittime, meglio dividersi in colpevolisti e innocentisti, meglio ancora sbattere tutto in televisione. Così si pratica l’esorcismo mediatico, che è come tirare lo sciacquone in bagno.  

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ritratto di Joyce
 

Sono pienamente d'accordo. Anch'io penso che si tratti di pura omertà. Cosa vuol dire "gli abusi sono stati compiuti fuori dalla scuola"? Non sarebbero lo stesso gravi? Da psicologa dico che certi sintomi nei piccoli è difficile che nascano da pura fantasia.

Cara Lameduck,
Qui gli italiani non credono neppure ai loro figli. Così si sradica il futuro, pur di continuare a vivere in questo squallido presente. Cosa merita chi divora i nostri figli?
J.

Grazie per aver scritto tutto questo. Grazie alla psicologa che ha detto: "Certe cose i bambini non possono inventarle". Condivido appieno la frase finale dello sciacquone. E' vero, pensare che un fatto del genere non esista, ci autoassolve tutti. Chissà quante persone si saranno domandate, "Ma io sono sicuro di aver sempre interpretato bene i disagi dei miei figli quando andavano all'asilo? Oppure li ho parcheggiati là senza domandarmi nulla?" Il pensiero che sia tutta un'invenzione assolve la nostra superficialità in certe situazioni. E questo non vuol dire criminalizzare la scuola nel suo complesso, ma individuare chi opera all'interno di istituzioni per l'infanzia con altri fini. La tragedia di Rignano ci riguarda tutti e che vengano puniti i colpevoli, tutti i colpevoli, è nell'interesse nazionale. Mi preoccupa, però, che in questi casi la macchina da guerra della difesa dei presunti pedofili abbia mezzi illimitati, mentre le famiglie colpite hanno problemi anche a ricorrere in appello contro le assoluzioni, perchè non hanno soldi. (vedi Brescia, Verona e altre città in cui nei processi di secondo grado un trenta per cento abbandona). Continuerò a seguirvi. Greta

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