
Perchè l’Inghilterra invia le sue truppe in Iraq mentre i suoi insegnanti si arrendono a poche minoranze musulmane? Perchè nel mondo musulmano politica, religione, economia, informazione sono tutti punti di un’unica linea. L’occidente invece è enormemente più differenziato e frammentato , al punto che la lotta al terrorismo è un segmento isolato dagli altri. In questi interstizi dove l'identità occidentale è vuota penetre il cuneo del terrorismo.
L’informazione in un mondo globalizzato è come il sangue che circola nelle vene. Quando si verificano ostruzioni, la salute è in pericolo. Ma l’informazione non è soltanto news; prima vengono le informazioni di base, che sono gli schemi mentali con cui leggere e interpretare il diluvio di news che piovono da tutti i media.
Chiudere un evento come l’olocausto tra le parentesi del silenzio vuol dire colpire la coscienza sociale e la dignità umana del mondo interno. Sembra un gesto incomprensibile, un insulto che può commettere soltanto un folle. Però gli insegnanti di alcune scuole medie superiori dell’Inghilterra non presentano certamente i tratti tipici dello squilibrato. Secondo lo studio del “Teaching Emotive and Controversial History”, una quota considerevole degli insegnanti inglesi risentono di un clima intimidatorio al punto tale di non includere l’olocausto nei loro programmi d’insegnamento. Potrebbe infatti stimolare la reazione avversa degli studenti musulmani, a cui le famiglie e i predicatori inculcano dosi massicce di antisemitismo e negazionismo. Evidentemente i meccanismi della formazione inglese sono alquanto deboli e sprovvisti di solidi argomenti per contrastare le baggianate ideologiche che ronzano nella testa degli estremisti musulmani. Sembra un paradosso, ma un insegnante della scuola pubblica inglese gode di un’autorevolezza inferiore a quella di un muftì. Questo non accade nelle sperdute regioni del deserto; accade nel cuore di quella che chiamano civiltà occidentale.
Di fronte a questa arrendevolezza l’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), la più grande organizzazione musulmana che riunisce 57 paesi, può permettersi di criticare con asprezza l’occidente perché diffonde sentimenti anti-musulmani, imponendo l’equazione islam uguale terrorismo. Sotto allo slogan “tolleranza e comprensione reciproca” che ha inaugurato il vertice, l’Azerbaijan, sede della riunione dell’OCI, spedisce in galera per diciotto mesi l’editore di due giornali indipendenti che avevano osato criticare il governo. Non è finita. “Dichiaro di rifiutare qualsiasi legge che non rispetti i diritti dell'individuo e la libertà personale”. Per questa dichiarazione, nonché per aver espresso altre opinioni “pericolose” in merito alla tolleranza religiosa e all'uguaglianza tra i sessi, in Egitto, lo studente ventiduenne Abdul Karim Suleiman, ossia Karim Amir, è stato condannato a quattro anni di carcere con l'accusa di avere insultato il presidente egiziano e la religione islamica. Il ricorso in appello ha confermato la sentenza e l'accusa ha ostacolato il lavoro degli avvocati di Karim, che lo difendono a titolo gratuito. La sua famiglia lo ha pubblicamente disconosciuto e il padre ha invocato l'applicazione della sharia. Per aver difeso i principi della libertà di parola, lo Index of Censorship ha insignito Karim del Premio Hugo Young per il Giornalismo per il 2007, mentre il PEN Club britannico lo ha eletto membro onorario dell'organizzazione. Anche i bloggers italiani si sono uniti nella raccolta di firme per una petizione al governo egiziano e al dipartimento di stato americano per scarcerare Karim.
La differenza di fondo resta la stessa. L’universo islamico non è (ancora) una società altamente differenziata in sottosistemi autonomi come la società occidentale. Pertanto i musulmani sono molto più compatti di noi perché politica, religione, economia, informazione sono tutti punti di un’unica linea. E’ una questione storica, dovuta ad un differente modello e ritmo di sviluppo delle società mediorientali. L’occidente è enormemente più differenziato socialmente, al punto che gli occidentali fanno sempre più fatica ad integrarsi – basti vedere la destrutturazione della famiglia e delle altre realtà associative di base. Ecco perché in occidente il terrorismo resta una questione essenzialmente politica, un segmento separato dagli altri segmenti e che riesce persino a dividersi al suo interno. Allora succede che l’Inghilterra invia le sue truppe in Iraq contro al-Qaeda mentre i suoi insegnanti si arrendono a poche minoranze musulmane. Il terrorismo è portatore di una visione abominevole ma granitica del mondo, che s’incunea negli interstizi sempre più ampi dell’identità occidentale, orfana di valori condivisi e unificanti. L’asimmetria nell’uso dei media tra occidente e medioriente riflette pienamente questa differenza.














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