
Visto? TPS ha un pensiero buono per tutti e sotto l’albero di Natale sta per mettere un bell’incentivo all’esodo dal caldo riparo domestico per gli ultratrentenni che hanno giurato amore eterno a mammà.
Nella finanziaria viene enfaticamente annunciato un bonus per i renitenti all’indipendenza e all’autonomia logistica che ammonta a ben euro 41 mensili, 9 in meno della paghetta settimanale riservata a un tredicenne di modeste pretese. Si tratta di una cifra impegnativa che autorizza senza dubbio all’esortazione politicamente scorretta: insomma ti diamo l’agevolazione, ma tu alza il culo dal divano, riponi il plaid e corri a cercare una sistemazione che ti avvii verso un futuro da uomo libero. I bamboccioni si son risentiti, ma meno di Uòlter Ueltroni che stamani prende le distanze da TPS liquidando l’epiteto come infelice e proponendo immediatamente la correzione buonista d’uopo consegnata alle antenne di Radio Anch’io all’interno della consueta formula della benedizione urbi et orbi, forse leggermente retorica:
“I ragazzi oggi affrontano un viaggio nell’incertezza e meritano non solo il rispetto, ma anche l’accompagnamento nella ricerca di opportunità”.
E va bene, Uòlter, accompagna i giovani in cerca di opportunità, ma tieni presente che il budget non è mica infinito e bisognerà fare delle scelte. Intanto si va coi mezzi perché 41 euro sono tanti, ma vanno gestiti con oculatezza e se cominciamo coi taxi c’è il rischio che il viaggio in cerca del successo duri una mezz’oretta al massimo. Diciamo che, sì e no, con quella cifra si può andare a vedere un paio di monolocali, sempre che non siano troppo distanti dal baricentro materno. Con un po’ di culo, si può trovare un riparo decente anche in due visite, a patto di non andare troppo per il sottile e di sapersi accontentare di una prima sistemazione un tantino spartana.
Però è un inizio e non è giusto aspettarsi che sia lo Stato a pagare per le ambizioni dei singoli: quindi, gambe in spalla e pedalare con orgoglio prodiano, che fa anche bene alla salute.
Ora, intendiamoci, qui il punto non è mica il "bamboccione", come non fu il “coglione” berlusconiano ai tempi della guerra santa elettorale. Chi si attacca a queste cosette ha la passione per la deviazione segnalata sul luogo dell’incidente. Perché è vero che la vita comoda garantita da una madre che, col tempo, si trasforma da balia in gratuita donna delle pulizie è una prospettiva interessante a prescindere, anche per la benestante figliolanza della borghesia brianzola, ma è anche vero che mettere sul piatto certe somme suona un poco delirante. Primo perché chi ancora sta a casa non ci sta solo per convenienza economica, o per impossibilità di mantenersi, ma per un complesso di pigrizie mentali che rendono tollerabili le raccomandazioni ad indossare le magliette di lana ricevute anche durante il trentottesimo compleanno visto che sono ampiamente compensate da un complesso di servizi che, altrimenti, richiederebbero quanto meno lo sbattimento per la ricerca di un fornitore altrettanto referenziato. Certo, 41 euro al mese è una somma di tutto rispetto, ma forse non sono abbastanza per scatenare le salivazioni incontrollate dei potenziali destinatari.
Secondo perché dispensare regalie da 41 euro mensili un po’ dappertutto ha tutta l’aria di un approccio deboluccio: singolarmente prese possono suscitare l’ilarità anche di un depresso cronico, ma sommate tutte assieme fanno un enorme costo inutile che non serve neanche a comprare qualche misero voticino. E’ un po’ come offrire 1 centesimo ad un mendicate dicendogli: “Tieni, barbone!” sperando di essersi guadagnati la sua eterna gratitudine. Se, invece, il nostro barbone si lascia sfuggire un invito ad andare a fare in culo senza alzare lo sguardo, allora ci si offende pure sostenendo che dovendo dare a tutti i barboni si può dare solo quello.
E’ la trappola dell’egualitarismo nella quale cascano di continuo le teste vuote paleoriformiste che riempiono i banchi parlamentari con sorprendente omogeneità di preferenza politica. Scambiano di continuo l’incentivo con l’elemosina e continua a sfuggire loro la differenza tra le due visto che continuano a pensare che lo Stato sia il vecchio paterfamilias al quale spetta il versamento in famiglia dello stipendio dei figli ai quali riconosce la paghetta per le piccole necessità.
Poi, quando leggono i dati sui 7 milioni di poveri e sulle decine di miliardi buttati nel cesso della burocrazia, vanno in piazza e dicono che è il sistema del libero mercato e della libera iniziativa che non funziona. E c’è pure chi gli batte le mani. Resta da chiedersi se TPS abbia tutti i torti a definirli bamboccioni e a contarli solo tra gli ultratrentenni imboscati in salotto. Ha torto solo perché li stima per difetto.
(Nella foto, incentivi)














*** TERRIBILMENTE CATTIVA ***
Allora, Mthrandir, scusa, ma sarò cattiva. E questa volta devo prendermela, sul serio, con te.
Non arrivo ai 30 anni (ringraziando il Cielo) e PURTROPPO, ripeto, PURTROPPO, mi tocca ancora vivere a casa coi miei. Per carità, conosco gente (di solito maschi, perché il maschio è il cocco di mamma) che sta a casa coi genitori perché la mamma lo coccola, lo stravizia e lui intanto fa la bella vita (e per bella vita intendo cose incredibili, tipo i genitori che gli cedono la stanza perché ci si diverta con la ragazza, mentre loro stanno seduti al parco su una panchina perché non hanno niente da fare! Roba da matti!).
Nel mio caso le cose sono un tantinino diverse.
1) mamma non mi vizia, anzi, non mi fa da mangiare, non mi lava la roba, non me la stira... la volta ogni morte di papa che mi raccoglie la biancheria dopo che si è asciugata (giusto perché è nello stesso stenditoio, mica per altro), me lo rinfaccia per tre giorni
2) esco di casa il mattino alle 7 per andare a lavoro e torno alle 7.30 la sera. Mi lavo, di corsa, perché vorrai mica che coi miei orari balordi dia fastidio a qualcuno, mi faccio da mangiare, mangio, se c'è da fare il bucato lo faccio, mi attacco un po' a computer (TV manco da parlarne, le rare volte che voglio vedere qualcosa che mi interessa, ovviamente io non ho diritto a scegliere il canale, perché i figli son figli, mica persone, e vanno trattati come bambini di 5 anni) e alle 10.30 rovino a letto perché, ovviamente, sono un po' stanchina
3) sab e domenica mattina mi toccano le pulizie
4) Non ho 30 anni, ma non me ne mancano molti. Nonostante questo, e nonostante io esca con lo stesso ragazzo da quasi 4 anni (che ai miei piace anche molto, ndV), ho il coprifuoco alle 23.30, con qualche concessione a capodanno et similia
5) non posso manco stare al telefono (il MIO telefono cellulare, pagato, mantenuto, ecc) perché se a mia madre non comoda, sono costretta a mettere giù (non uscendo durante la settimana, mi farebbe piacere parlare 10 min la sera col mio ragazzo IN SANTA PACE, ma non se ne parla neanche!)
6) ovviamente, non faccio che litigare con mia madre dalla mattina alla sera, la quale mi rinfaccia che potrei andarmene via di casa, nonostante sappia (ci ho provato qualche mese visto che lavoro lontano ed è stata LEI a rivolermi a casa) che col mio stipendio, purtroppo, non ce la si fa
tutto questo per farti capire che non è esattamente il max lo stare in casa. Certo, lo è per quei maschietti smidollati (sarà che nel 100% dei casi della gente che conosco io, i maschi a casa sono straviziati, le femmine tartassate?) cui la mammina va pure a pulire il sedere, ma non sono tutti così! Se avessi uno stipendio che me lo permettesse, me ne sarei andata di casa almeno 4 anni fa! E non vedo perché io debba essere costretta a sposarmi con il primo che capita pure di andare via di casa (non ci tengo a buttare la mia vita giù per il water perché mamma rompe!). Il problema qual è? LO STIPENDIO! L'essere precari con uno stipendio ridicolo nonostante tutta una vita di studi, una laurea col max dei voti (parlo di lauree serie, non di quelle stupidaggini che vanno tanto di moda adesso) e una voglia di fare non indifferente. Eppure... eppure niente, nessuno assume perché è un rischio. E se assumono ti danno una miseria. Poi senti il prete in Chiesa la domenica che dice che i giovani non fanno figli. Porca vacca, bisogna anche avere i soldi per mantenerli!
Quindi, in Italia, o sei un immigrato, o se non arrivi a fine mese, problemi tuoi!
Ora, la storia di dare 41€ al mese è RIDICOLA e VERGOGNOSA. Specie quando quei poveri politici non arrivano a fine mese coi loro 6000€ netti più gli incentivi! Tutto ciò fa altamente SCHIFO! Ma almeno non venirmi a dire che non andiamo via di casa perché siamo pigri e con la mamma si sta meglio. Sarà vero per alcuni, per tutte le ragazze che conosco io non se lo farebbero dire due volte!
Il problema qual è? LO STIPENDIO!
Mi sa che hai preso un abbaglio, il problema è che tua madre è una rompicoglioni. Probabilmente sei una di quelle brave figliole che non hanno mai passato la fase di ribellione, ma fidati, non è mai troppo tardi.
Azz, è un post il tuo, mica un commento:-)
Dunque, il rapporto non idilliaco con la tua genitrice pare che si possa considerare discretamente affar tuo, nel senso che la finanziaria non ci può fare niente. Scherzo, ovviamente, ma mi sembra una considerazione fuori bersaglio. Personalmente, sono uscito di casa a 18 anni per andare all'università, ho cominciato a lavorare da precario a 21 e ancora non ho smesso. Una vita da precario, e una vita fuori casa. Nel frattempo mi sono sposato, ho divorziato e ho ricominciato una convivenza. Non mi son fatto mancare niente, come vedi, tra alti e bassi e passando momenti floridi e momenti di enorme difficoltà. Non ce l'ho fatta sempre da solo e ammetto di essere stato fortunato nei momenti topici. Ma anche questo non significa moltissimo. Mi sono anche adattato, sai? Tipo ho diviso un fetido bilocale per anni con un altro universitario, ho abitato in un monolocale che aveva unicamente le bocche di lupo al posto delle finestre e adesso me la passo decisamente meglio. Non sono ricco, ce la caviamo bene. E siamo due precari che a TPS non chiederanno una lira. Qualche volta ci vuole anche un po' di coraggio (o di incoscienza).
Chiudo con una piccola considerazione: scusa, ma uno con cui stai da 4 anni lo chiami il primo che passa? Speriamo non sia un lettore di questo blog:-DDDDD
In contemporanea, la risposta più sintetica di Calvin mi sembra contenere un fondo di verità:-DDD
Forse non hai colto, ma quando loro ti danno alloggio, hanno comunque il coltello dalla parte del manico. Finché sto a casa loro, mi devo attenere alle loro regole (come: se vai in uno Stato che non è il tuo, ti attieni alle leggi dello Stato in cui vai). L'unica soluzione è andarsene di casa.
Ne ho sentiti molti che hanno fatto il tuo stesso commento. Fatalità tutti maschi con le mammine che gli corrono dietro a pulirgli le terga... Mai qualcuno con dei genitori autoritari che gli abbiano tranquillamente detto "Se vuoi stare qui ti adegui, altrimenti quella è la porta" (e che avessero il coraggio di farlo sul serio!)
E' facile fare gli eroi con la pelle degli altri o quando si sa di non rischiare sul serio in proprio. Io preferisco avere un tetto sopra la testa. Non so tu...
@ Mthrandir: lo so benissimo da me che mia madre è impossibile, lo è sempre stata.
Ho anche abitato nei famosi squallidi locali per studenti, con altre 5 ragazze, dove i muri cadevano a pezzi da soli. Lì il problema è stato che di notte, l'edificio diventava teatro dei litigi coniugali dei vicini, quindi per 3 mesi di fila non ho chiuso occhio una notte.
Posso starci insieme anche da 15 anni, ma se mi sposo voglio farlo perché desidero sposarmi, non perché altrimenti non posso mantenermi fuori di casa, è questo che volevo dire.
Non è questo il punto. Quello che mi manda in bestia è che è facile dire che i giovani non vanno via di casa perché stare a casa è più comodo. Certo, in unbuon 60% dei casi penso sia vero. Forse più del 60%. Ma fare di tutta l'erba un fascio è sbagliato! Conosco tantissima gente che non vedrebbe l'ora di andare via di casa, penso dipenda dai genitori. Ci sono genitori-zerbino che per il loro pucci-pucci-tesorino-amorino-tesoro-della-sua-mamma farebbero qualunque cosa, e ci sono genitori vecchia maniera... presente? quelli che se portavi a casa un brutto voto non andavano a denunciare l'insegnante, ma ti mettevano in castigo perché dovevi studiare di più.
Ecco, quei genitori non hanno alcuna intenzione di farti da colf perché stai a casa con loro. E credimi, ce ne sono parecchi in giro. Cosa rimane? Forse l'ipotesi che lo stipendio basso non permetta di andarsene di casa è la più azzeccata -_-'
PS: sono via una settimana per lavoro... le risp tenetevele per la settimana dopo, grazie
Cara Vaalyah, continuo a credere che siamo gemelli...a casa mia era lo stesso! Ora capisci perché mi sono sposato? :-)))
Comunque concordo al 100% col post di Mthrandir, soprattutto nella parte:
E’ la trappola dell’egualitarismo nella quale cascano di continuo le teste vuote paleoriformiste che riempiono i banchi parlamentari con sorprendente omogeneità di preferenza politica. Scambiano di continuo l’incentivo con l’elemosina e continua a sfuggire loro la differenza tra le due visto che continuano a pensare che lo Stato sia il vecchio paterfamilias al quale spetta il versamento in famiglia dello stipendio dei figli ai quali riconosce la paghetta per le piccole necessità.
Peraltro, lo Stato (euh) dà ma lo Stato chiede pure...l'avete vista l'ultima genialità der Piacione?
ora, come ho detto qui, è senz'altro giusto sensibilizzare i cittadini all'importanza di preservare le opere d'arte di cui è ricco il nostro Paese ma, come giustamente fa notare AMLO nel suo blog, magari sarebbe stato più opportuno finanziare questa operazione riducendo un po' gli sprechi e ponderando meglio su quali progetti erogare soldi pubblici...
Obliavo...spingendomi un po' più in là mi chiedo: "Ma PERCHE' al Ministro interessa tanto che i figliuoli lascino il tetto natio?"
Vogliono forse istituire una nuova tassa sui nuclei famigliari costituiti?
Il problema vero è che TPS, come chiunque altro al suo posto, non può prendere per i fondelli la gente: giusta l'idea di incentivare l'uscita di casa dei bamboccioni, ma dire di far questo con l'obolo di 41 euro mensili è solo propaganda. Ed allora non è nemmeno giustificato, ammeso che lo potesse mai essere, dare del "bamboccione" a chi non è in condizioni di uscire dalla casa dei propri genitori. Ma TPS ci fa o c'è?
@ BiGi: la tassa sui nuclei familiari esiste già, si chiama canone RAI.
per conto mio, durante e dopo lo studio ho finito per fare da balia a mio padre, nel frattempo sposandomi e facendo 2 figli, e lavorando di un lavoro autonomo ma pareccho ma molto parecchio precarissimo.
che mi è rimasto dopo 17 anni? il babbo è morto, il lavoro è sempre quello, le figlie crescono, e io non so nemmeno se riesco a pagare le spese di condominio. ma che ci posso fare, visto che la casa è mia (in parte), per TPS sono RICCO, e per visco pure evasore, in quanto autonomo. vedremo, per il momento non mi lamento, perché non mi rende nulla e mi fa perdere tempo.
questo per dire che nella categoria "bamboccioni" c'è anche gente che fa risparmiare palanche allo stato, e che se certe scelte (bancario trentenne eterno fidanzato con mamma tutto) sono chiaramente di comodo, altre (tipo la mia) lo sono anche, ma di una comodità leggermente diversa.....
Ognuno ha le sue esperienze personali e il suo carattere, oltre al fatto che ogni famiglia è diversa. Mia madre è l'esatto opposto di quella di Vaalyah, nel senso che esagera forse nell'altro senso (ma per lei sarò sempre "la sua bambina", anche quando avrò 50 anni, parole sue). Ti assicuro Vaalyah che è pesante lo stesso, specie quando si entra nell'età adulta e si ha un carattere piuttosto indipendente come ce l'ho io.
Quest'anno fortunatamente sono riuscita a uscire fuori di casa, pur avendo un lavoro precario (dei mesi lavoro, dei mesi no).
Sono comunque d'accordo sul fatto che oggi i due beni primari, la casa e il lavoro, sono molto più difficili da ottenere rispetto a qualche anno fa. Bisogna insistere, e cercare di aprire quante più porte possibili. Ed è ovvio che l'aiuto della famiglia di origine (specie per la casa) spesso è determinante: oggigiorno prima di mettere da parte i soldi necessari con il lavoro che non c'è o è scarso e gli affitti altissimi o il mutuo da pagare regolarmente ogni mese...altro che over 30! Si rischia di uscire di casa a 40 o 50 anni! Poi ci sono quelli che si adattano e stanno a casa perchè va bene così, nessuno lo nega questo, ma sono una minoranza, secondo me.
Mth, tu continui a definirti "precario": il libero professionista non è un precario, è un lavoratore autonomo, c'è un po' di differenza, specie nelle parcelle.
Auguri Vaalyah, spero tu riesca a risolvere al meglio la tua situazione.
p.s., oltretutto, le scelte personali degli individui e delle famiglie non sono materia di competenza di nessun ministro, se lo ficcassero bene in testa. e se davvero volessero fare qualcosa per giuté i ggiovani, pensassero invece a qualcosa di meglio dell'elemosina, ché in fondo li paghiamo per quello.
'sti poveracci.
Brevemente. Il post era ironico, eh? Con un pizzico di critica per alcuni imboscati di comodo, ma mica erga omnes. Gloria, fidati, sono precario. Se no, scrivevo libero professionista. Quoto baron perchè starsene a casa o uscirne non dovrebbe essere materia di interesse ministeriale e ancor meno di incentivazione:-)
Che dire?
Il signor ministro ha dimostrato di non capire un beneamato tubo, come al solito.
Io farei parte per il ministro della categoria dei Bamboccioni. Sì, vivo ancora con i miei (pensionati), con la fortuna, sì, che sono loro che a settimane alterne sloggiano di casa per svernare al mare (visto che l'artrite reumatoide di mia madre non gradisce il clima umido di torino).
Sentirmi dare del bamboccione lo ritengo offensivo. Se resto in casa sono, per non essere scortese, stramaledetti cazzi miei.
C'è chi ne esce accettando di vivere con un tenore di vita inferiore a quello che faceva in casa e c'è chi invece non se la sente.
E' chiaro però che chi ha uno stipendio con cui non se la sente di vivere bene (e questo è soggettivo: io non spendo molto e con i miei stipendi avrei tranquillamente potuto vivere da solo da quando ho iniziato a lavorare), e c'è chi - appunto perchè è arrivato ad una laurea e si aspettava una situazione migliore[1] - quando ha visto quale è il costo della vita si è spaventato. Dargli torto? per carità! Chiamarlo bamboccione? Un atto offensivo che un ministro della repubblica NON SI DEVE PERMETTERE.
Tanto più offrendo una miseria (come al solito dipendente dal reddito eccetera).
Basterebbe potere dedurre INTERAMENTE l'affitto o il mutuo dall'imponibile e sarebbe stata una idea MOLTO più intelligente. Ma si vede che alla Bocconi il buon senso lo lasciano fuori dalla porta preferendo l'onanismo degli adepti della curva di Laffer...
[1] riguardo alle aspettative del titolo di studio, bisognerebbe citare Luigi Einaudi, che diceva che dando valore legale al titolo di studio si crea una generazione di "disoccupati intellettuali" perchè il titolo di studio genera aspettative che non sempre possono essere soddisfatte dalla richiesta di lavoro che c'è nella società.
Sai dopo questa felice esternazione di uno col doppio cognome, cosa vorrei vedere? Vorrei vedere i "bamboccioni" scendere in piazza e protestare proprio come fecero i "cog..." hem, contro Berlusconi. Il problema è che nessuno lo farà con la differenza che a protestare contro TPS avrebbero ragione... comunque, io sono uscita da casa dei miei, convivo col mio ragazzo, pago il mutuo, bollette, auto per gli spostamente per andare a lavoro, spesa, ecc, ecc e SOPRAVVIVO senza potermi concedere niente di più e se potessi tornarmene a casa dei miei, anche se non vado daccordo con mia madre, lo farei subito perchè almeno potrei mettere da parte qualcosa. E finchè c'è stato quell'altro governo (quello kattivo), a fine anno avevo un tot... adesso invece... devo toccare ciò che dovrebbero essere i miei risparmi. Forse quello col doppio cognome dovrebbe informarsi meglio prima di parlare a vanvera. Potrebbe chiedere direttamente ai bamboccioni perchè non escono da casa.
Ragazzi, qui state tutti perdendo di vista i dati fondamentali del post di Mthrandir, e ciò non è bene. Il primo dato di fatto è questo: "ben euro 41 mensili, 9 in meno della paghetta settimanale riservata a un tredicenne di modeste pretese. ". Da ciò si evince che secondo Mthrandir un 13enne prende 100mila lire a settimana dai suoi genitori. Ora, siccome io non li ho mai visti, qui le cose sono due:
1) vado da mammina a chiedere gli arretrati per almeno 10 anni
2) a Mthrandir davano effettivamente 100mila lire a settimana per le spesucce da 13enne (che già immagino: sigarette, alcool, videocassette di un certo tipo, rivistine di un certo tipo etc etc).
Quindi, da ciò si evince che Mthrandir E' UN RICCONE. Per questo se la prende con i bamboccioni. Non vi fate incantare dai suoi discorsi nei precedenti commenti su quando ha diviso la stanza con un universitario: in realtà so da fonte certa che viveva in un attico da 300 mq in piazza Duomo. Per questo se la prende con voi. Quod erat demostrandum.
C'è già un sito su cui si può ordinare la maglietta con scritto "Sono un bamboccione", è su: http://www.cellulotto.org ed in più, invita tutti a partecipare al Bamboccione Day il 1° Dicembre 2007 !!!
Greg, il tuo servizio informazioni è sicuramente deviato:-)
Ok, anonimo, ma la pubblicità si paga. Questo è l'ultimo spot gratis, dopo di che l'amministrazione ti manda la fattura!:-D
Invia nuovo commento