
Tommaso Padoa Schioppa è un anziano signore con un passato da economista e un presente fatto, per lo più, di volontariato politico che rischia di offuscare la brillantezza del suo curriculum.
E’ uno dei tanti che ha preferito cavalcare le onde del mare fregandosene dell’età e dei riflessi non più pronti rinunciando a chiudere nel momento migliore per andare a godersi un meritato riposo.
Così ce lo ricorderemo, anche nella forma, non come austero e autorevole tecnico, ma come disorientato relatore parlamentare impegnato in compiti che sono molto al di sopra delle sue doti.
Per difendere certe scelte o certi programmi politici non serve cultura tecnica, ma è necessaria la faccia vuota di un politico di professione abituata a presentarsi al pubblico sempre, comunque e a qualsiasi costo.
Io me lo ricordo, in Senato, quando lesse una delle relazioni più vergognose della storia repubblicana in difesa di Vincenzo Visco, che poi fu un attacco a testa bassa nei confronti del generale Speciale. Mi ricordo il tono di quella lettura e la sensazione diffusa che TPS stesse passando di lì per caso e fosse stato tirato dentro alla vicenda tutto d’un colpo e costretto a recitare a braccio. Un politicante avrebbe scritto cose meno impegnative, avrebbe volato alto – come si dice – e mai e poi mai si sarebbe legato a giudizi così netti.
Ma lui è un tecnico e, da bravo professore, ci andò giù pesantissimo prendendosi il rischio non calcolato che le inchieste potessero arrivare a risultati differenti. Cosa puntualmente verificatasi quando la Procura di Roma, per non fare troppi casini, si è dovuta produrre nella famosa traversata sul filo dell’illegittimo e dell’illecito.
Allo stesso modo presenta oggi la seconda finanziaria del governo Prodi e pare che ci sia cascato nuovamente. E’ evidente che un ministro dell’economia non possa andare in parlamento a sostenere che la “sua” finanziaria sia una robetta così e così, scritta più per non affrontare problemi che per risolverli e che, in fin dei conti, si tratta di una legge di bilancio tanto fumo e pochissimo arrosto. Però siamo di nuovo al modello difensivo che, con spregio della realtà e della logica, non si contenta di portare a casa qualche mugugno, ma pretende l’applauso a scena aperta.
Secondo TPS, in un solo anno i conti italiani sono diventati floridi e in regola a dispetto delle voragini ereditate il che lascia presupporre che alla guida del paese sia seduto una specie di genio coadiuvato dai migliori cervelli in circolazione. Siccome è un’ipotesi un tantino forte, ecco che arriva la sottolineatura sulla problematica consistenza del debito pubblico e che passa sotto pietoso silenzio l’incremento della spesa registrato nell’esercizio in corso finanziato per intero con l’aumento della pressione fiscale. Lo diceva già a luglio il Presidente della Corte dei Conti, non un povero fesso di blogger.
Allora, visto che tutti questi fenomeni al governo non ci sono, il naso di TPS si allunga inesorabilmente e viene il sospetto che le voragini fossero meno profonde di quanto dichiarato.
Sempre la Corte dei Conti parla esplicitamente di aumento della pressione fiscale e non di recupero dell’evasione, mentre TPS si ostina, in questo spalleggiato dal miglior amico della Guardia di Finanza, ad asserire che la pressione è alta, ma mica tantissimo, e che nei fatti oggi le tasse le pagano anche quelli che non pagavano, ma senza aumenti.
Altra bugia, quindi, la cui esagerazione è veramente sproporzionata allo scopo. Infine, si arriva alla restituzione che, alla luce del non aumento, non si capisce perché debba avvenire. Cioè, se nessuno ha prelevato in più, cosa deve restituire e a chi? La faccenda è oziosa, come ozioso è il promesso taglio dell’ICI, spacciato come aiuto ai più bisognosi, ma nei fatti costruito in modo del tutto iniquo (così come è determinato in modo iniquo) dal momento che i comuni non applicano le medesime aliquote.
Per chiudere, arriviamo alla crescita prevista. L’anno scorso l’intero governo si affannò a sostenere che l’obbiettivo era duplice: riordinare i conti disastrosi e rilanciare lo sviluppo. Dei conti abbiamo detto, e dello sviluppo dice tutto lo stesso ministro. Quest’anno cresciamo molto meno del previsto e l’anno prossimo andrà peggio, in questo mantenendo più o meno le distanze dal resto dell’Europa che mantenne il governo Berlusconi. E per fortuna dentro non c’è il protocollo sul welfare, perché tutta la manfrina vale solo se lo approveranno così com’è. Invece, tira aria di cambiamento anche lì, e non sarà in favore di un miglioramento.
E’ un peccato che un signore così elegante non abbia scelto una tranquilla villa di campagna dove dedicarsi alle ortensie, ma abbia preferito agganciarsi ad una banda sgangherata di politicanti al cui interesse ha sacrificato un grazioso vialetto di ingresso abbracciato dai cipressi in cambio di un viale del tramonto che somiglia molto alla Salaria.
(Nella foto, viale del tramonto)














Analisi impeccabile, così ineccepibile e, apparentemente, distaccata da risultare ancora più convincente e dura. Complimenti. Per quello che scrivi e per come lo scrivi.
Però ieri il problema del debito pubblico è stato messo in evidenza...forse perchè TPS sa che fra poco se ne va...
La spesa pubblica è IL PROBLEMA italiano; finchè non lo si risolve non si va da nessuna parte.
Berlusconi e Prodi hanno dimostrato di essere incapaci ad abbassare il debito.
Il primo, insieme agli alleati, ha preferito concentrarsi sul Ponte di Messina e sulla Rai circondandosi di guitti e ballerine (leggasi Bondi, Cicchitto, Prestigiacomo, Gardini, Brembilla, Gasparri...e chi più ne ha più ne metta).
Il secondo è un incapace che ha avuto la fortuna di far parte (insieme a tutta la famiglia-clan) della lobby dossettiana che sta maciullando l'Italia da almeno 50 anni. Non sanno far altro che tassare....toccare la spesa pubblica neanche a persarci!!!!(se solo penso alla malaugurata Devolution in salsa DS che sta sbancando lo Stato!!).
Quindi, onore questa volta a TPS per aver messo l'accento sulla nostra piaga.
Tanto se ne va....che gli costa dire le cose giuste....
Già...ma dopo che succede?
Mi dovrò nuovamente smandrappare le alte tesi politologiche di Bondi!!!
Povera Italia!
Se c'è qualche vero liberale, batta un colpo!!!
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