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Preferenze in saldo

Quando si dice che le province sono inutili carrozzoni che servono solo a sputtanare denaro pubblico, ci tocca sentire spesso che siamo dei sempliciotti e che comprendiamo la necessità per i piccoli comuni di avere un interlocutore che stia in mezzo tra loro e le regioni. Sono le argomentazioni di Maroni e della Bresso, ma anche di una pletora di mezzi delinquenti di piccolo cabotaggio che per una presidenza o per una consulenzina venderebbero senza esitazione l’onore della madre senza neanche troppe pretese sul prezzo.

Una volta avevano almeno la decenza di negoziare le loro piccole porcherie nei parcheggi deserti degli ospedali in eterna via di completamento, ma oggi si sono evoluti e la prassi diventa accordo scritto e firmato davanti al notaio.

Non solo: se poi non si onora il patto, si fanno pure causa. Gli apripista di questa riforma dell’istituto del voto di scambio sono due mezze calzette della politica friulana, tali Strassoldo e Tavoschi. Il primo neoeletto presidente di area CDL della Provincia di Udine, il secondo commerciante di voti di area centrista e aspirante dirigente provinciale di un settore qualsiasi, a patto che venga remunerato euro 70.000 annui per tre anni, tasse escluse. Al limite, disponibile ad un contratto a progetto, ma della durata di anni cinque perché il precariato è un problema.

Questi due imbecilli, perché non possono essere definiti delinquenti due soggetti che mettono per iscritto un contratto il cui oggetto è reato, sono finiti in Tribunale perché le 420 preferenze raccattate da Tavoschi non gli sono state pagate e il Tavoschi non l’ha presa bene avendoci investito oltre tremila euro in santini e manifesti senza averne avuto il concordato ritorno.

“E’ uno di quei tanti accordi politici che si sottoscrivono in campagna elettorale. Solo che invece di chiedere un posto in giunta, per il quale Tavoschi come singolo candidato non aveva titolo, ha preteso un incarico dirigenziale”.

Non si scompone Strassoldo, perché lui l’incarico glielo avrebbe anche dato, ma a causa dei tagli in Finanziaria proprio non ha potuto. Colpa di Prodi, probabilmente, che verrà citato in giudizio in quanto obbligato in solido.

E siccome Strassoldo considera la vicenda una cosa del tutto normale, ci limitiamo a registrare l’imbarazzo che si prova all’interno della coalizione che lo sostiene. Imbarazzo, una sensazione di lieve disagio, ma niente di insuperabile.

Anzi, magari si deciderà di passare all’offensiva denunciando i pericoli dell’antipolitica e il qualunquismo di chi continua a dire e a scrivere che questa classe politica è composta di canaglie che non hanno neanche l’ambizione di salire le gerarchie di un’organizzazione criminale di livello. E come tutti i recidivi, hanno smarrito la percezione del reato perché, dal loro punto di vista, saccheggiare le casse pubbliche è roba normale. La politica costa, dicono, e si sentono subito l’anima leggera mandata assolta da un ave e un pater come quando si sa di aver peccato, ma solo un poco, e in circostanze in cui non c’erano alternative.

In fondo erano appena 70.000 euro all’anno, non una gran cifra e niente rispetto agli sprechi colossali dell’intera macchina.

Si saranno anche stupiti di tanto clamore per una faccenduola di così poco conto. E fanno bene, perché noi siamo tutti signori e non ci occupiamo di queste fesserie.

Anzi, prendiamo spunto ed esempio facendo due calcoli: se Strassoldo era disposto a pagare – con quattrini altrui, ma son dettagli – 210.000 euro in tre anni per 420 preferenze, allora adesso abbiamo un parametro e possiamo liberarci degli intermediari incassando direttamente il giusto profitto. Fanno, all’incirca, 500 euro tondi tondi a preferenza.

Avviso i futuri candidati alla presidenza della Provincia di Milano che la mia, da oggi, è ufficialmente in vendita alle seguenti condizioni:

- considerando il diverso peso economico della provincia di Milano rispetto a quella di Udine, lo scrivente offre il proprio voto al prezzo di euro 1.800 netti pagabili in rate costanti in tre anni;

- se il pagamento dovesse avvenire in unica tranche, si offre uno sconto 20 con conseguente riduzione del compenso ad euro 1.440, sempre netti.

Però, siccome io non sono fesso, al momento dell’accettazione dell’offerta mi versate una caparra pari almeno al 30% del prezzo pattuito e mi portate una fideiussione a prima richiesta per il restante importo.

Per preferenze multiple (parenti, familiari, amici e conoscenti), si fanno sconti comitiva.

(Nella foto, Strassoldo e Tavoschi)

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ritratto di Mthrandir
 

Che Repubblica delle Banane...ogni giorno c'è un nuovo motivo che incita alla rivolta armata verso questi loschi individui! Non si può veramente più tollerare una roba del genere...

Scusa per il ritardo, ma sono stati giorni un po' strani. Pare, comunque, che si dimetterà. Speriamo anche che gli facciano notare che il codice penale la pensa diversamente da lui e da Tavoschi:-)

Ultimamente la vedo sempre peggio. La gente è allo stremo e questi non si vergognano manco di quello che fanno (o almeno cercano di farlo di nascosto)... non so, ma se andiamo avanti così non penso siamo così lontani da una rivolta armata! BiGi ha probabilmente ragione, siamo davvero alla frutta!

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