Questo sito se ne sbatte del Web 2.0!

La Cassazione riforma il mercato immobiliare

Tutti a lamentarsi che in questo Paese la classe dirigente non riesce a fare le riforme e poi, appena ci pensa la Cassazione, si levano le indignate proteste del centrodestra che si oppone alla nuova ventata liberale che arriva dal Tribunale del Popolo.

Del resto, come direbbe Bertinotti, il sistema giudiziario occupa gli spazi vuoti che lascia la politica e non si può farne una colpa all’altissima corte.

La parte più culturalmente avanzata del Parlamento, invece, applaude convinta e si schiera a favore del colpo di mano affidando al suo più illustre intellettuale, Paolo Ferrero, l’onore di caricarsi sulle spalle la grande vittoria: “il diritto primario all'abitazione non può ritenersi subordinato al diritto di proprietà” dichiara solenne il vessillifero delle conquiste di civiltà.

Per chi si fosse distratto, riprendiamo la notizia che la Cassazione ha accolto il ricorso di una signora romana la quale, trovandosi in stato di estrema indigenza e avendo perso la pazienza per le lunghe attese imposte dalla burocrazia, ha deciso di farsi giustizia sociale da sé prendendo possesso di un appartamento dello IACP. Condannata in primo e secondo grado per okkupazione abusiva, la signora si è vista recapitare il perdono ai sensi dell’articolo 2 della Costituzione, essendo l’appartamento suo in quanto è diritto inviolabile di ogni essere umano avere una casa.

Una casa qualsiasi, ovviamente, basta che sia casa.

Il mercato immobiliare è entrato immediatamente in fibrillazione perché la novità è destinata ad aprire nuovi scenari fino ad oggi impensabili. Infatti, noi normali cittadini che pensavamo di dover spendere tempo e denaro in snervanti trattative coi proprietari – e con gli intermediari -per ottenere in affitto un immobile, o addirittura per comprarlo, saremo chiamati a ripensare alle scelte fatte a suo tempo.

Dopo la riforma, infatti, è lapalissiano che l’acquisto di un immobile non sia più conveniente dal momento che, con un semplice trasloco organizzato al momento giusto, tutti abbiamo la possibilità di andare ad abitare nello stabile che più ci piace: basta avere l’accortezza di attendere che l’attuale occupante esca di casa e il gioco è fatto.

L’associazione degli intermediari protesta vibratamente perché, a seguito della liberalizzazione, sono a rischio migliaia di posti lavoro, ma dal governo fanno sapere che la libertà ha un prezzo e che qualcuno deve pur pagarlo.

I più riottosi alla modernizzazione continuano pervicacemente a stare attaccati al concetto di proprietà privata, ma non si rendono conto di essere in campo per combattere una battaglia di retroguardia. La proprietà privata è un concetto superato, oggi conta il diritto inviolabile naturale che è norma ben più alta e civile. Basta con recinzioni, steccati, chiavi e porte blindate: guardare al domani significa fare i conti con l’idea di flessibilità e di mobilità sociale totale. Come dimostrano i riconoscimenti di legittimità alle operazioni di requisizione degli appartamenti vuoti già operati da amministrazioni locali ultramoderniste che si sono prontamente sostituite all’azione diretta di cittadini probabilmente troppo timidi.

Sebbene l’entusiasmo per l’innovazione sia alle stelle, a chi scrive resta un dubbio. Se l’azione della signora è legittima in virtù di una condizione di estrema indigenza, dopo l’occupazione la situazione economica della stessa è, di fatto mutata. Nessuno può negare che oggi è meno povera di prima per cui è altrettanto legittimo dedurre che la nuova condizione di benestante la espone al rischio che qualcuno, attualmente più indigente, approfitti della sua assenza per occupare a sua volta il locale. Legittimamente, si intende, perché il nuovo inquilino è più povero del precedente. Il che provocherà una ricaduta nell’indigenza alla signora in cambio di un salto di classe dell’ex estremo indigente. E il discorso vale per tutti perché non è che uno estremamente indigente, se non trova un appartamento dello IACP vuoto, può stare all’aria aperta. Ne consegue una certa instabilità del diritto ad occupare immobili e un tourbillon di traslochi più o meno forzati che potrebbe anche provocare un tantino di confusione. E alcuni problemi pratici. Dove mi faccio recapitare la posta? I certificati di residenza dovranno valere al massimo 24 ore? Son dettagli, ovviamente, ma bisognerà pensarci. Ma, soprattutto, l’ICI chi la paga?

(Nella foto, soluzioni abitative sicure)

Average: 4.9 (8 votes)
ritratto di Mthrandir
 

Per carità, è vero che per certi tipi di burocrazia (tutti tranne esigere pagamenti) lo Stato è eterno, come è vero che non si sa perché si costruiscono alloggi agli immigrati e non le fognature a Lampedusa, sono certa che dare IN FRETTA una casa ai cittadini italiani in vero stato di indigenza sia una priorità.... MA CON DEL CRITERIO! A questo punto, perché non andare direttamente ad occupare un attico in centro Roma di 250mq con vista su Piazza di Spagna? Signori, ma per piacere! La mattina ricordate di indossare il cervello che la sera avete lasciato sul comodino!

Sono già occupati gli attici. E da gente che non ha nessuna intenzione di alzare il culo dalla poltrona:-D

Ciò che non risolve la politica, il cittadino se lo risolve da se

Era una battuta, vero?

Si certo, ma sono rimasto perplesso dal tuo dubbio: se si applicasse lo stesso ragionamento a tutti gli aiuti, diciamo, istituzionale ci sarebbe solo un ''ricambio'' di povertà... è un cerchio che non si chiude...

Io avrei giusto l'idea di occupare un paio di palazzi ben ammobiliati siti in Roma.
C'è posto circa per 1000 persone, ma per vivere con sufficiente spazio forse solo 100 persone a palazzo.
Ci siamo capiti, vero? >:)

Vincenzo, è la bellezza del nuovo corso. Nessuna produzione di ricchezza, ma distribuzione equa della povertà. Conosciamo l'articolo, no?:-)
Luciano, non ci sperare. Quelli non escono così allegramente senza aver messo il chiavistello all'uscio:-)

Giusto ieri sera a Blob è passata una citazione da non mi ricordo quale trasmissione, in cui Rosy Bindi pontificava sul fatto che non capiva come mai la gente è sempre pronta a prendersela quando vengono date le case agli immigrati, e non perché la gente ricca ha case grandi o comunque ne ha più di una.

So che sembra il delirio di un avvinazzato, ma - anche se ho citato a memoria - non sono pazzo, l'ho sentito con le mie orecchie...semplicemente mi manca il riferimento alla trasmissione...qualcuno l'ha visto e può confermare?

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Tag HTML permessi: <a> <strong> <em><ul><li><code><cite>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

Captcha
Un rapido modo per difenderci dallo spam: