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Decidere Niet

Per farsi un’idea di cosa sia il network di Daniele Capezzone, è bene partire dalla fine di un articolo di LibMagazine:

“Decidere.net deve ora delineare meglio i contorni della sua “mission”. Un'organizzazione prettamente politica, più simile a un partito, oppure un'impresa mediatica, un polo multimediale capace di dare voce alle molte intelligenze liberali sempre più disperse? Concentrarsi sull'attivismo politico e la ricerca del consenso, oppure sulla produzione e la diffusione di idee, di proposte politiche, sul “fare rete” tra esperienze politiche diverse su obiettivi comuni?”

Ora, è vero che siamo un paese di dilettanti e che la crema del dilettantismo è augustamente rappresentata dalla politica, ma pensare di mettere in piedi una “iniziativa” senza avere un’idea di precisa di cosa sia, di cosa voglia fare, di dove voglia andare e di come ci voglia arrivare può sembrare un tantino debole. Se questo è lo stato dell’arte, quando i promotori di questo chiarissimo progetto provano la mobilitazione di massa invocando la presenza di 40.000 persone e se ne trovano si e no 400 che ci sono andate più per fare un piacere ad un amico che per sincera convinzione, allora restano due possibilità. La prima è quella di ammettere di essersi comportati in modo un po’ troppo folkloristico e di avere toppato. La seconda è quella di scrivere un articolo su LibMagazine e cominciarlo dicendo che 40.000 era un numero buttato lì, sicuramente rischioso e in quanto rischioso onore a Capezzone, ma lo si era fatto un po’ anche per scherzare sicché, in fondo, pure i 400 presenti sono un segnale di rottura.

La seconda affermazione, che sfida con sprezzo del ridicolo anche la coscienza dei meglio disposti, fa da preludio a tutta una serie di giustificazioni la cui elaborazione deve aver richiesto un week-end intero di lavoro il quale, a giudicare dal risultato, sarebbe stato meglio speso in un picnic con la famiglia.

Nell’ordine, la scarsa partecipazione alla protesta dipenderebbe da:

1. Pannella che controlla i mezzi di informazione assieme alla guardie svizzere (già sentita anche a proposito di qualcun altro);

2. un’agenda politica post vacanze che si è concentrata su Grillo (quando si dice la malasorte);

3. mancanza di fondi per comprare pagine sui giornali (potere del web e della mobilitazione spontanea).

Questo per i fattori esterni. Poi ci sono quelli interni, ma mi fermo qua perché il resto, se avete voglia, ve lo andate a leggere da voi e non intendo rovinarvi la sorpresa (o la giornata, dipende dai punti di vista).

Però si può dire quello che nella coraggiosa difesa non compare scritto: “Decidere niet” è il sito ufficiale di Capezzone e con un network non ha niente da spartire. Guardare la home page per credere: 7 video caricati, 6 con la faccia di Capezzone che rilascia dichiarazioni e uno che narra del viaggio eroico verso la passeggiata dei quattro amici al bar. La pagina che spiega “Chi siamo” è una interminabile lista di nomi (aggiornata al 21 agosto) che significa, più o meno: questa gente mi ama.

Decidere Niet è una specie di spazio web dedicato al culto della personalità di chi ha bisogno di citarsi 300 volte per convincersi di essere un leader.

Questo, a voler essere onesti, andava scritto dopo la marcia su Roma. Il fare network di Capezzone è soltanto uno dei milioni di blogroll che esistono sulla rete. Linkate questo post, esponete il mio bannerino, dite al mondo che sono famoso e sarete illuminati dalla mia stessa luce.

Sfrondando l’inutile, il progetto si riduce ad un molto meno ambizioso desiderio di trovare qualcuno disposto a raccattarlo sull’autostrada della politica visto che il pullman dei radicali se lo è dimenticato all’Autogrill.

(Nella foto, la strada di Capezzone)

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ritratto di Mthrandir
 

Già, "La prima è quella di ammettere di essersi comportati in modo un po’ troppo folkloristico e di avere toppato." è un po' come "Il terzo progetto - chiedere scusa - non sembra, per ora, trovare molti sostenitori. Per ora".

Infatti, per ora, proviamo ancora ad arrampicarci sugli specchi. Poi, vediamo. D'altronde, meglio pochi ma confusi no?

Si, ma c'è un limite anche nell'arrampicata. Il pezzo su LibMagazine si basa sul presupposto che tutti coloro che lo leggeranno abbiano il QI di un macaco. E questo non è carino:-)

Sarà, ma io non ho capito una cosa. Stiamo parlando di un network che tra le sue parole d'ordine ha la meritocrazia, no? Questo ha anche un'altra faccia della medaglia: la demeritocrazia. Nel senso: il progetto di "fare rete" è miseramente fallito. Adesso, chi paga? Dovrà saltare qualche testa, ci sarà un'autocritica, si dirà che Pinco Pallino ha sbagliato strategia e tattica, e che bisognava fare questo invece di quest'altro, e quindi gli incompetenti (della politica, del web, del "movimento dei blogs") ammetteranno di aver fallito e si faranno da parte? O no?

Ehm, scusate, mi fate un riassuntino? Io il blog di sto qui non lo clicco perché poi magari gli segnano più visite e mi dà fastidio, se non se le merita...

Sul fatto che il network sia un mega (?) spot per Capezzone, posso concordare, d'altra parte il giovanotto è scaltro e deve vedere in che modo - e su quali basi - riciclarsi nel centrodestra. Dunque ha bisogno di mostrare di avere (o essere) un valore aggiunto.
Però i 13 punti - non so te - ma io li condivido. E non ti nascondo che se li sentissi ripetere a pappagallo, da qualunque leader del centrodestra, avrei un sussulto di piacere..anche perchè diciamocelo senza esitazione: sono una ricetta di destra, mica di sinistra.
Semmai il problema - proprio ad essere maligni - è come possano far finta di considerarli "roba di sinistra", quelli di sinistra che li appoggiano e magari scrivono su LibMagazine...ma questo è un altro discorso ;)

camelot, c'è phastidio.net che muove critiche attente e circostanziate ai 13 punti. Critiche "da destra, mica da sinistra", come dici tu. Butta un occhio, 'che è sempre bello ascoltare la stessa-altra campana.

http://phastidio.net/2007/07/09/m...

greg, la risposta alla tua prima domanda retorica è NO:-)
Valyaah, non c'è niente da riassumere, però comprendo la scarsa voglia di entrare in certi counter:-)
Camelot, dai retta a greg a fai un saltino da Phastidio. Vedrai che di tredici punti ne restano, forse, due. Gli altri 11 punti si possono sintetizzare in: votatemi, votatemi, votatemi, votatemi, votatemi.......:-)

nessun accordo con questo tuo post, amico mio...
va bene, capezzone ed i capezzoniani hanno dei limiti e siamo d'accordo...ma dall'altra parte che abbiamo? chi in 5 anni di governo ha badato solo ai suoi interessi di cassetta? perchè la legge biagi in 5 anni è poco, non poco, pochissimo!
fare dell'ironia con chi si sta barcamenando or ora è facile. fare proposte molto meno (Phastidio incluso).
Ed io con quelli che amano previti mica ci sto volentieri...
E mi guardo intorno: che il partito del no ancora non l'hanno inventato...ed almeno non vedo le abiezioni che vedo nei partiti azzoppati del centrodestra odierno.....

Iny, nel mio piccolo mi limito ai fatti. Le obbiezioni "tecniche" di Phastidio sono assolutamente argomentate e solide. E non mi pare condivisibile l'idea che si debba assolvere un progetto malpensato e malrealizzato perchè gli altri, ammesso e non concesso che sia così, sono peggio. Qui l'ironia è solo parziale. Hai letto l'articolo su LibMagazine? Se l'avesse scritto un politcante a caso tra quelli noti, avremmo non solo riso, ma chiamato la neuro. Pannella che controlla l'informazione? Non siamo più neanche alla manipolazione della realtà, ma direttamente nelle braccia della farsa di quanrt'ordine. Ora, se io avessi aderito personalmente ad una iniziativa che, DOPO l'adunanza, si chiede quello che si chiedono su LibMagazine, avrei difficoltà a reggere il mio sguardo nello specchio. Se non sono chiari quei punti, mi spieghi tu quale è lo scopo reale? :-D

Mi spiace dover constatare come Inyqua ripeta compulsivamente la sua tesi di Capezzone "che fa proposte", e per giunta concrete. Io le mie controdeduzioni le ho fatte nel post "Where is the beef", e in innumerevoli altri post in cui mi sono occupato del sistema fiscale e previdenziale. Le proposte di Capezzone semplicemente non sono tali, tranne due. Sono soprattutto propaganda, non c'è nulla di immediatamente applicabile e traducibile in proposte di legge.

Nei prossimi giorni farò un post su una proposta di riforma del mercato del lavoro. Se poi per Inyqua Capezzone resta quello che propone ed io quello che critica senza costrutto, beh, sono problemi suoi e della sua evidente incapacità di comprendere la materia.

Mthrandir, non è solo Capezzone ad avanzare le proposte di cui sopra (per fortuna), e per quanto Phastidio (il cui post all'epoca lessi) s'esercita nello smontarle, esistono anche omini di una certa qual consistenza nel centrodestra, che quelle proposte - quale più, quale meno - avanzano...si tratta di economisti, beninteso: non di spazzini...in ultima istanza: quando sento parlare di flat tax io ho un sussulto, e faccio fatica a contenermi...Capezzone si farà anche lo spot, ma tanto in Forza Italia - assieme al buon Previti - andrà a finire ;)

Premesso che la mia formazione tecnica in tema di macroeconomia è ferma ai tempi universitari, tra ciò che ho letto mi ha convinto più di tutti l'approccio che ho citato. Ma non per lisciare la schiena ad una blogstar, che mi frega relativamente poco. Parlo di consistenza delle argomentazioni. Su Forza Italia, Camelot, comincio ad avere delle perplessità fortissime. Ma ne scrivo oggi e spero che abbiate letto la lettera che Bondi ha inviato al Corriere. :-)

Allora, Camelot e tutti, proviamo a ribadire il concetto. Le due proposte tecnicamente sensate e praticabili NON SONO DI CAPEZZONE. Una è di Giuliano Cazzola, e ho già detto in tutte le lingue che è eccellente. L'altra è quella dello statuto dei lavori di Marco Biagi, reiterata da Michele Tiraboschi. Anche quella mi sta benissimo. Sulla flat tax, fatevene una ragione: qui non siamo in Slovacchia né in Estonia. A me basta arrivare, come prima fase, alla compensazione tra eliminazione degli incentivi e taglio delle aliquote nominali, che peraltro è il primo step logico verso la flat tax. Il resto seguirà, forse.

Nel centrodestra mi dici chi sostiene quelle proposte, e soprattutto chi ha presentato ddl in quella direzione? E non rispondermi Antonio Martino, ti prego, lui è talmente fuori dai giochi da star meditando di andare a vivere negli States.

Ribadisco PER L'ULTIMA VOLTA, e poi mi dedicherò solo a scrivere proposte di politica economica, e non a smontare il fumo di Capezzone: la prassi politica si differenzia dai sogni in base alla effettiva realizzabilità delle proposte. Questa cocciutaggine a chiedere flat tax qui ed ora ed altri libri dei sogni fa parte della immaturità di cultura politica che caratterizza la destra italiana. Prima ne prendiamo atto, tutti quanti, è prima diventiamo politicamente adulti, lavorando per una vera destra liberista. Altrimenti, possiamo noleggiare il dvd del Mago di Oz e ci divertiamo di più.

P.S. Capezzone in Forza Italia? Forse, prima delle manifestazioni del 22 e del 29. Ora non ne sono più così certo. Ma se anche dovesse arrivarvi, verrà imbalsamato dal tremontismo che regna in FI. Ma di Van Basten in giro non ce n'e', al netto dei periodici innamoramenti dei blogger di centrodestra per qualche demiurgo de noantri.

Il post, che si diverte a ridurre tutto in macchietta come si potrebbe fare con tutto a questo mondo, non m'interesserebbe gran ché, se non avesse condito di autentiche falsità una ricostruzione evidentemente distorta da un pregiudizio negativo nei confronti di Decidere.

"Una cosa almeno l'abbiamo capita: Daniele Capezzone non controlla i media, come Pannella e le sue 'guardie svizzere' hanno fatto credere a molti radicali". Questo scriviamo io e Nardi nell'editoriale. Come faccia l'autore del post a sostenere che con questa frase ironica su certe accuse pannelliane nei confronti di Capezzone io e Nardi volessimo intendere che "Pannella controlla i mezzi di informazione assieme alla guardie svizzere" mi risulta davvero incomprensibile!

Chi avrà la pazienza di leggere tutto il nostro articolo vedrà che non ci nascondiamo i numeri deludenti, né i problemi politici, né gli errori di organizzazione compiuti (ne abbiamo segnalati, ma l'autore del post DOVEVA a tutti i costi dimostrare che noi si raccontava balle, quindi non li ha riportati - e ditemi in quale altra organizzazione trovate una rivista con un editoriale di apertura che ammette la partecipazione a un'iniziativa al di sotto delle aspettative!).

Certo, non ci siamo fermati ai numeri, abbiamo svolto altre considerazioni.

Riguardo Phastidio, ho letto i suoi post. Interessanti, se volesse darci una mano sa che le porte sono aperte. Ma avete mai sentito parlare di manifesto, appello, abstract? Cioè, quando si deve fare un documento snello e immediatamente comprensibile? Dovevamo mettere sul sito e dare alla stampa 280 pagine di studi e proposte di legge? Chi se le sarebbe lette?

Nei 13 punti sono indicati degli obiettivi a nostro modo di vedere fattibili. Il network è stato annunciato a luglio ed è divenuto operativo il 3 settembre. I punti verranno piano piano sviluppati e alcuni potrebbero anche divenire proposte di legge. A partire dalla flat tax, di cui si parlerà - forse con una profondità che soddisferà anche Phastidio - in un convegno, questo sabato a Milano.

Federico, io sono sempre disponibile a dare una mano a chiunque, vorrei che questo fosse chiaro. Ma non si tratta di fare programmi di 280 pagine, né trattati di economia. Non sono così sprovveduto da non capire l'importanza della comunicazione politica. No, quello che rimprovero a Capezzone è la faciloneria con cui vengono buttati in pasto al pubblico progetti e proposte che dal punto di vista economico hanno poca coerenza e realizzabilità. L'ho scritto con ogni mezzo ed in ogni modo, ma finché devo leggere che io sarei distruttivo, e che non propongo nulla di realmente concreto "a differenza di Capezzone", mi cascano le braccia ed altre parti anatomiche e lascio perdere.

Sabato spero di poter essere presente all'Angelicum, avrei molte domande (anche da parte dei colleghi di Epistemes, che hanno dimestichezza assai maggiore della mia con i modelli econometrici), ma mi limiterò ad ascoltare, sperando di non aver sprecato una mattinata ad ascoltare uno spot.

La mia non voleva essere una provocazione, ma un vero e proprio invito, per dimostrarti che facciamo sul serio. Mi sembrava ovvio che quei tredici punti fossero, appunto, dei punti: un'agenda di priorità su cui far partire un progetto, da sviluppare e soprattutto da trasformare in progetti concreti. Ti assicuro che la flat tax, avrà quasi nulle chance di divenire realtà, ma non è stata sparata a cavolo. E sabato verranno precisati alcuni dati. Condivisibile o meno, è una proposta seria e non campata in aria. E, in subordine, ha il significato politico di indicare la necessità di una rivoluzione fiscale. Spero di poter esserci anch'io a Milano e di poterti vedere lì.

Rispondo con ritardo, ma non mi sottraggo.
Intanto il sottoscritto di pregiudizi su Capezzone non ne ha. Lamentarsene fa un po' troppo vittimismo e discriminazione, ma non è questo il punto. Tu dici che nel post ci sono condimenti falsi. Siccome l'articolo è linkato in modo chiaro - mi perdonerai se non l'ho riportato per intero, ma il fine non era quello di farne un'esegesi - ognuno è liberissimo di andare a leggerselo e farsi la propria opinione. Siccome citi la Pannella connection parlando dei fattori esterni che hanno causato la scarsa riuscita della manifestazione, significa che al suo ruolo attribuisci un peso. E siccome quel peso lo riconduci al potere di persuasione in base al quale il grande vecchio avrebbe convinto (o tentato di convincere) i radicali che Capezzone controlla i media, siamo di fronte a due ipotesi. Se i radicali non sono andati in massa anche a causa delle pressioni di Pannella, vuol dire che Pannella medesimo controlla l'informazione (almeno quella radicale). E siccome non ci sono andati nemmeno gli altri, che radicali non sono, vuol dire che Pannella controlla pure il resto. La seconda ipotesi è che Pannella non controlli alcunchè, nel qual caso il fattore esterno diventa un regolamento di conti interno. Scegli tu.
Sul resto delle autocritiche ho taciuto per carità di patria. Perchè quaqndo ci metti il format inadatto degli interventi ciurli nel manico di nuovo: un format degli interventi inadeguato fa andare via la gente. Ma la gente non ci è proprio venuta e diventa difficile sostenere che sia la stessa cosa presentarsi e andarsene e non presentarsi per niente. Come vedi, si è usato anche un certo riguardo.
Infine, non ho scritto che tu e Nardi abbiate raccontato balle: ho scritto che tu e Nardi avete messo insieme una serie di giustificazioni che fanno a cazzotti con il buon senso. Il che è diverso.
Ma non siamo ancora al punto, perchè queste sono questioni di arredamento. Il punto vero, che eludi magistralmente, sta nel brano dell'articolo che ho citato tra virgolette (ed è esatto parola per parola): quelle domande lì, Jim, uno deve farsele PRIMA di convocare adunanze e di spacciarsi come movimento che propone qualcosa di concreto o DOPO che le adunanze sono andate deserte?

Fantastici questi radicali. Non li caga quasi nessuno, ma pensano di essere il centro dell'universo... aiutati in questo da buona parte dei giornalisti italici che si bevono la loro chiassosa propaganda e la spacciano per politica di alto livello...

Capezzone farebbe bene ad andarsi a nascondere e a vergognarsi di aver contribuito a far eleggere questo governo, che al confronto quello precedente, con tutti i suoi difetti, era un lusso.

"Capezzone in Forza Italia?"

Eh, gli piacerebbe riciclarsi così facilmente, il furbetto.
Se dipendesse da me: a lavorare! è finita la pacchia.

Ringrazio Phastidio per l'attenzione che riserva alle mia 'compulsività' (?!?), ma fare gli attacchi personalistici è davvero robetta da 'Robinik' qualunque....Quello che dicevo io comunque è che, fino a questo momento,nella mia ignoranza che non è solo manifesta, ma addirittura auto-sottolineata (non sono come i quei tuttologi del web che debbono sempre dire la loro anche quando sono evidentemente ignoranti di un topic, e ce ne sono uh se ce ne sono...), ho visto da parte di Capezzone delle proposte che mi paiono oltre che in parte realizzabili (almeno per quel poco che io ne capisco) anche una sorta di sasso nello stagno, proprio per stimolare quei big dell'economia che allignano nel centrodestra (e di cui Phastidio è evidentemente, e non solo per sua ripetuta convinzione, ma mi pare per obbiettiva realtà, che è ancora più significativo) a fare contropoposte critiche e realizzabili. Mi pare che l'invito di Federico sia positivo e sia qualcosa di meglio della solita sterile polemica fra radicali e non radicali che purtroppo vediamo ogni giorno appesantire la 'scena'....

Che nei blog ci siano tuttologi mi pare palmare, ne abbiamo prove quotidiane. Io proposte ne ho fatte, e molte. Basta leggere Phastidio, Epistemes e il sito dei RL. Riguardo Capezzone ho già scritto fino alla nausea (mia, prima che altrui) che alcune sue proposte semplicemente non sono realizzabili sul piano tecnico, prima che politico. Con minori ingenuità e militantismo potremmo anche chiederci dove sta la radicale novità di proposte come quella di ridurre il numero di parlamentari, e se nessun altro non abbia proposto lo stesso, nel passato remoto e recente. Io non sono né big né autoreferenziale, credo che i blog non cambieranno il mondo, ma utilizzo lo strumento per esprimere la mia cultura del dubbio. Altri esprimono solo certezze, è un problema loro, non mio.