Warning: Table './mgentilini_db1/lvdp_cache_page' is marked as crashed and last (automatic?) repair failed query: SELECT data, created, headers, expire FROM lvdp_cache_page WHERE cid = 'http://lavocedelpadrone.net/330/quando-il-cognome-diventa-professione' in /accounts/mgentilini/php5-fastcgi/lavocedelpadrone.net/includes/database.mysql.inc on line 172

Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /accounts/mgentilini/php5-fastcgi/lavocedelpadrone.net/includes/database.mysql.inc:172) in /accounts/mgentilini/php5-fastcgi/lavocedelpadrone.net/includes/bootstrap.inc on line 531

Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /accounts/mgentilini/php5-fastcgi/lavocedelpadrone.net/includes/database.mysql.inc:172) in /accounts/mgentilini/php5-fastcgi/lavocedelpadrone.net/includes/bootstrap.inc on line 532

Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /accounts/mgentilini/php5-fastcgi/lavocedelpadrone.net/includes/database.mysql.inc:172) in /accounts/mgentilini/php5-fastcgi/lavocedelpadrone.net/includes/bootstrap.inc on line 533

Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /accounts/mgentilini/php5-fastcgi/lavocedelpadrone.net/includes/database.mysql.inc:172) in /accounts/mgentilini/php5-fastcgi/lavocedelpadrone.net/includes/bootstrap.inc on line 534
Quando il cognome diventa professione | La Voce del Padrone
 

Questo sito se ne sbatte del Web 2.0!

Quando il cognome diventa professione

warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /accounts/mgentilini/php5-fastcgi/lavocedelpadrone.net/includes/database.mysql.inc:172) in /accounts/mgentilini/php5-fastcgi/lavocedelpadrone.net/includes/common.inc on line 141.

Tutti quanti, compreso chi scrive, ci riempiamo la bocca con la parola “democrazia” e non ci rendiamo conto che continuiamo a credere che la nostra illusione sia la realtà. Poi, ti svegli un giorno e scopri che Matrix ti ha fregato un’altra volta e la retina comincia a percepire qualche stringa verde in campo nero che scorre e disturba l’immagine del solito mondo che pensiamo di avere di fronte.

Succede stamattina leggendo della faccenda Unipol e di come va sviluppandosi la questione, ma senza addentrarsi nella polemica sul confine tra tifo e diritto penale. Basta scoprire che nessuno, tranne un ignoto burocrate della Camera, aveva nemmeno ipotizzato che D’Alema potesse non essere deputato al Parlamento italiano nel periodo in cui si sono verificati i colloqui telefonici tra lui e la cordata degli scalatori.

Non se ne sono accorti i cittadini, ormai abituati a considerare voto e stadio alla stessa maniera, con grande preferenza per lo stadio dove si può andare ogni domenica ben sapendo che l’arbitro è cornuto.

Non se ne sono accorti i giornalisti, ex cani da guardia della libertà che a forza di vendere il fiuto al miglior offerente non sono più capaci di distinguere neanche l’odore del padrone.

Non se ne sono accorti neanche i bloggers, dipinti come nuova frontiera dell’indipendenza, ma ormai omologati in grandissima parte all’andazzo e più attenti ai contatori di visite che a quello che vanno scribacchiando in giro.

Non se n’è accorta la politica – e come avrebbe potuto? – che ha tenuto per mesi le carte di un pubblico ministero che chiedeva un’autorizzazione nei confronti di uno degli appartenenti al clero, ma poi ha realizzato che il richiedente aveva sbagliato chiesa.

E non se n’è accorta la Forleo, magistrato salita agli onori delle cronache per aver trascorso notti insonni a riflettere sulla differenza tra guerriglia e terrorismo pur di trovare un appiglio per mandare assolti i reclutatori di kamikaze.

E’ un segnale inquietante. Stiamo dando per scontato che i D’Alema, ma come lui moltissimi altri notabili della cricca di entrambe le parti, debbano per forza sedere in Parlamento. La loro presenza non è più figlia di una scelta autonoma di chi dovrebbe eleggerli, ma un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che prescinde dagli esiti di questa o di quella consultazione elettorale.

Tutto questo significa che non esiste più controllo, che non c’è alcuna verifica di efficacia, che questi signori sono estranei ad una qualsiasi valutazione di merito. Vivono in regime di esenzione totale, svincolati da ogni impegno nei confronti di chiunque e rispondono unicamente a se stessi, come i signori feudali.

Certo non è una scoperta clamorosa: bene o male, è una consapevolezza strisciante che hanno tutti quanti, ma quando si arriva al giorno in cui perfino la casta rimane vittima del riflesso pavloviano e scambia la lampadina per la zuppa, allora è arrivato il giorno in cui possiamo serenamente celebrare i funerali della democrazia formale e prendere coscienza che viviamo in un sistema rigidamente oligarchico. Non c’è niente di male, in sé, ma è bene che ce lo ficchiamo in testa quando ci scanniamo per stabilire chi sia il meglio fico del bigoncio.

E sarebbe un bene che ce lo tenessimo in mente anche la prossima volta che ci chiederanno di andare a votare. Io, quasi quasi, la prossima volta gli mando una mail.

(Nella foto, elettore)

Average: 5 (1 vote)
ritratto di Mthrandir
 

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Tag HTML permessi: <a> <strong> <em><ul><li><code><cite>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

Captcha
Un rapido modo per difenderci dallo spam: