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Il partito dei sindacati dice sempre no | La Voce del Padrone
 

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Il partito dei sindacati dice sempre no

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Lo schema di azione di Nicolais era semplice: tagliamo i costi della Pubblica Amministrazione seguendo lo schema della rappresaglia a rovescio, cioè per ogni tre dipendenti pubblici che vanno in pensione assumiamo un giovane di belle speranze, possibilmente con abilità informatiche superiori a quelle di un macaco.

Benissimo, come tutte le iniziative semplici si poteva approfondire, valutare, correggere perché è ovvio che il “tre per uno” applicato in modo indistinto e generalizzato forse non era l’idea migliore, ma quando si parla di tagli del personale, a prescindere dal chi e dal come, bisogna fare i conti con la Trimurti che a ridurre la pletora dei potenziali iscritti non ci pensa nemmeno. E siccome il coltello dalla parte del manico ce l’ha questa cricca di pseudo-lavoratori, Nicolais se la prenderà in saccoccia, come tutti noi. Anzi, per il solo fatto di aver osato ipotizzare che la burocrazia italiana possa fare a meno di un numero tanto elevato di servitori dello Stato, la cupola rilancia immediatamente rivendicando la “stabilizzazione” di trecentomila, leggasi trecentomila, precari che già si dedicano anima e corpo alla produzione di servizi la cui qualità eccelsa è diventata caso di studio internazionale.

CGIL, CISL e UIL vogliono ricominciare dal “memorandum” di gennaio quando si accordarono col governicchio in carica sul come si sarebbe gestito il futuro della Pubblica Amministrazione, specie dal punto che prevedeva l’assegnazione degli organi di controllo e di valutazione di merito interni ai fancazzieri muniti di tessera regolamentare. In pratica, il dipendente pubblico verrà pagato dallo Stato, ma giudicato dai sindacati. Immaginiamo in modo assolutamente imparziale, specie se risulta iscritto ad una delle tre correnti della Grande Corporazione.

Del resto, la proposta di Nicolais aveva già incontrato le critiche di Ichino il quale, folgorato da una lettera ricevuta dal Presidente della Corte di Appello di una non meglio precisata grande città, sottolineava stamane che la perdita causa pensionamento dei consiglieri anziani – autentici faldoni viventi e custodi della memoria storica del tribunale – sarebbe stata esiziale per il futuro del Paese.

Ha le sue buone ragioni il Presidente Anonimo, perché è vero che il consiglio degli anziani regge come un organo tribale non solo le sorti della burocrazia pubblica, ma anche quelle dell’impresa privata. In Italia, per poter aspirare ad un ruolo di responsabilità, bisogna avere esperienza conclamata, diciamo una sessantina d’anni di anzianità, perché prima sei immaturo. Qui a non disperdere il patrimonio di conoscenze così faticosamente accumulato in carriere secolari ci teniamo parecchio.

La soluzione, certamente praticabile in un Paese dove licenziare uno inutile è facile come trovare l’indirizzo di casa di Bin Laden, era quella di andare a trovare il nullafacente imboscato negli sgabuzzini trasformando il criterio freddamente numerico – che faceva troppo Soluzione finale – in un criterio di valutazione più ampio e adatto ad includere considerazioni sul reale valore del morituro. E questo a prescindere dall’eta anagrafica del candidato. Quelli come il Presidente Anonimo li conoscono bene e non avrebbero esitato a servir loro un bel calcio nel didietro, come han sempre fatto. “E’ una questione di equità”, scrive Ichino, perché è evidente che la parola merito a questi gli viene in mente solo se prendono appunti prima.

E quindi, se la proposta Nicolais si doveva già rettificare nel momento in cui andava in stampa il Corriere, figuriamoci se poteva reggere all’urto dell’incontro con i Guardiani del Lavoratore.

E infatti è arrivato puntualmente il niet sindacale a dimostrazione di quanto ci tengano costoro a garantire gli standard di servizio così faticosamente raggiunti.

Ai mammasantissima si è unita immediatamente l’UGL la quale, per voce di Fulvio Depolo già sostenitore nel 2006 della teoria dell’inesistenza dei nullafacenti, osserva arguto che 

«Il piano Nicolais dimostra tutta la distanza del governo dai problemi della Pubblica amministrazione rischiando addirittura di paralizzare lo Stato».

Siamo al dramma, in poche parole. Par di capire che tutta questa gente assisa in tutti questi uffici sia responsabile del moto rotatorio terrestre e, se da un lato possiedono conoscenze intrasmissibili, dall’altro sono indispensabili ad evitare il collasso sociale.

Se le cose stanno così, Nicolais lo possono anche mandare a casa perché la Pubblica Amministrazione è perfetta così e possiamo solo ringraziare Dio che continui a sostenere lo sforzo di crescita del Paese. Anzi, siccome “la qualità del lavoro dipende dalla qualità dei contratti”, si metta mano al portafoglio e si sganci l’aumentino perché bisogna dare un premio a tanta dedizione. In fondo, sono appena stati trovati altri otto miliardi di eurini nascosti nei cassetti di Padoa Schioppa e qualcosa da dare si troverà.

La riforma che si annuncia, scartate le ipotesi dei pensionamenti e dei licenziamenti, avverrà stabilendo per legge che il dipendente pubblico manterrà la sua condizione fino a quando la morte non lo separi dal posto di lavoro. Sperando che, nel frattempo, non sia il Paese a tirare le cuoia.

(Nella foto, momento della cessazione del rapporto di lavoro)

Update: incredibile Paese di cazzoni, questo qua. Nicolais rilancia: ne assumiamo 6 ogni 10 che vanno in pensione. Eh? Dai, facciamo 7 ogni 11? 9 ogni 13? Ma va a cagare, va.

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ritratto di Mthrandir
 

Io avrei un'idea per quanto riguarda i Tagli al personale

Ecco, lo vedi che mi diventi scurrile!
Ma come , non apprezzi questo sano mercanteggiamento di stile levantino che tutto il mondo civile ci invidia?
La discussione mi induce però a proporre un'idea risolutiva per tutti i mali del Paese: facciamo scegliere alla Santa Tinità Sindacale 300 parlamentari da sostituire con 100 cercopitechi addestrati a premere i pulsanti di votazione in parlamento.
Si potrebbero verificare alcune sorprese.....

BiGi, non sarai mica tra i 47 indagati del varesotto, vero?:-)
Doktorfranz, altri 100 cercopitechi? Non te ne abbastano quasi 1000?:-)

Per carità, trovo giustissimo toglierci dai piedi questi residui giurassici ma... non penso che ficcare tutti indiscriminatamente in pensione risolva la cosa... insomma, la pensione va pagata e immaginate chi diamine dovrà tirare fuori i soldi permantenere questi parassiti? Avete risposto "come al solito noi"? Beh, allora avete risposto giusto. Se uno è negato, lo licenziamo e trova un altro modo per mantenersi, no che a 40 anni li ficchiamo tutti in pensione, tanto gli italiani cretini pagano! E che cavolo!

Cominciamo a tagliare i rami secchi ed inutili.
Qualcuno ripete da tempo che sarebbe opportuno rimuovere quegli enti assolutamente inutili che sono le Province, ma la casta politica (di qualunque colore) agisce in tutt'altra direzione.

Interessante l'analisi (a prescindere dal contesto in cui è calata, ove mira esclusivamente a tirare l'acqua al proprio mulino) del Consigliere regionale PRI per l'Emilia Romagna, Luisa Babini.
Mi sento di appoggiare in particolare questo passaggio:

Con l’istituzione di nuove Province si va inesorabilmente verso un inutile raddoppiamento dei costi fissi con il rischio di una vera e propria paralisi finanziaria dei neonati organismi di amministrazione pubblica; una paralisi a cui le neo Province non possono fare fronte con la semplice acquisizione dalla Provincia a cui erano in precedenza aggregate della quota di risorse corrispondente al proprio peso.

Oltre al raddoppio delle assemblee elettive e della macchina amministrativa, infatti, la creazione di una nuova Provincia comporta la predisposizione di una nuova Prefettura, di una nuova Questura, un comando dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco con tutti gli uffici di competenza connessi. Così, immagino sarà lo Stato a dover sborsare i fondi per il sostentamento delle nuove Province e in un momento di crisi economica generalizzata e di difficoltà finanziaria del Governo ciò appare del tutto sconveniente ed inopportuno. Inopportuno anche che questo processo venga appoggiato da parte di una sinistra che voglia proporsi come una credibile alternativa alla destra.

BiGi, interessanti i tuoi link.
Hai notato che le maggiori proposte stanno in Campania?
Appunto, perchè vogliono i soldi di chi?

In Campania chi governa? Il rigorismo di sinistra, ovviamente...:-)

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