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Eia, Eia, Eia. Alalà

Aridaje. Siamo di nuovo pronti ad assistere alle parate in orbace dei nuovi moralizzatori della nazione che ci guideranno a schiena dritta (mi spezzo, ma non mi piego) verso gli immancabili destini. Stavolta, però, a capo degli arditi col telefonino non c’è un giornalista, ma un capocomico deciso a ripercorrere passo passo l’esperienza che pensavamo di esserci lasciati alle spalle. L’8 settembre scorso è andata in scena la replica dell’esordio dei fasci di combattimento, prima assoluta nel 1919 sullo stesso palcoscenico (Palazzo Accursio a Bologna), stesso bersaglio (politici e amministratori di sinistra) con i vaffanculo al posto delle pistolettate.

Ieri, capitolo due: come incassare il grande successo di pubblico senza esporsi ancora troppo? Ancora una volta viene in aiuto la lezione del “puzzone” e si comincia con la convocazione alla rappresentanza diretta e alla mobilitazione dei fasci locali, antesignani dei Meetup odierni. Ecco qua il post apparso sul “blog” di Benito Mussolini all’indomani della grande adunata:

“Il nostro movimento si allarga e si afferma. La nostra adunata ha suscitato echi di simpatia nei più remoti e dimenticati paesi d’Italia. Ora si tratta di delineare, con tutta la precisione possibile, dati i tempi dinamici, il nostro programma d'azione politica. L’azione negativa non ci basta. L’anti-partito non può vivere di una sola negazione. Accanto alla negazione che ci differenzia dai vecchi Partiti, appunto perché il nostro organismo non ha, nella sua composizione e nel suo funzionamento, simiglianze coi vecchi Partiti, noi abbiamo i nostri «postulati» per l’azione in senso positivo. Demolire, costruendo, potrebbe essere la nostra divisa.”

(Popolo d’Italia, numero 89, 30 Marzo 1919)

Chi ne avesse voglia, può leggersi anche tutti gli altri interventi del futuro Duce al link segnalato e, togliendosi il prosciutto dagli occhi, giudicare da sé se le somiglianze finiscono lì.

Ebbene, l’operazione è partita e ieri il nostro aspirante mascellone ha dato semaforo verde alla mobilitazione tenendo per sé il ruolo di certificatore esterno della dignità morale delle liste civiche annunciando i criteri di fondo che faranno da premessa fondamentale al riconoscimento della “tripla A”: incensurati e non iscritti ai partiti.

Siamo alla fondazione del nucleo del Comitato Etico Rivoluzionario a guida unica al quale non si chiedono programmi, ma l’investitura diretta da parte dello spirito santo. Tanto per cambiare, l’operazione sboccia nel terreno di coltura del massimalismo rosso che si riempie la bocca di libertà e democrazia, ma lo fa usando quei termini come esorcismi: li evoca per evitare che si realizzino.

Lasciamo stare le obbiezioni sui titoli che può portare Grillo nell’investirsi giudice supremo della trasparenza delle candidature, che sarebbero anche fondate. Qua è preoccupante la voglia di una grande fetta dell’elettorato di mettersi in coda per glorificare l’ascesa al trono di un personaggio palesemente inadeguato al compito.

Secondo il sondaggio di Mannheimer, stiamo parlando del 17% degli aventi diritto, che è un’enormità. Probabilmente sono cifre esagerate, ma se i politicanti che oggi siedono in Parlamento si ostinano a prendere sotto gamba il fenomeno, quelle cifre possono diventare rapidamente stimate per grande difetto. Ora, non è che oggi abbiamo al timone dei fenomeni, ma solo l’idea che possa arrivare sulla spiaggia l’onda anomala del dilettantismo religioso dell’Imam genovese penso possa bastare a mettere i brividi.

Ed è preoccupante che ci sia già chi ambisca a saltare sulla nave di Grillo annunciando l’idea delle liste civiche di combattimento come una ventata di novità dimostrando che coloro che vaneggiano con quotidiana foga di etica e di moralità sono sempre i più pericolosi.

Chiudo con un’altra citazione, e son sempre parole scritte dal Duce:

Il Fascismo è anti-accademico. Non è politicante. Non ha statuti, né regolamenti. Ha adottato una tessera per la necessità del riconoscimento personale, ma potendo ne avrebbe volentieri fatto a meno. Non è un vivaio per le ambizioni elettorali. Non ammette e non tollera i lunghi discorsi. Va al concreto delle questioni. Poteva darsi un programma di almeno quindici punti, come quello repubblicano, o di quindicimila punti come quello pussista o pipista (P.P.I.). Poteva elencare le cento piaghe d'Italia e metterci accanto il relativo rimedio più o meno eroico. Poteva darsi delle arie truculente per la galleria popolare. Lascia questo apparato demagogico a coloro che cercano ogni mezzo per far dimenticare o farsi perdonare l'interventismo di una volta. Ha limitato il suo programma a pochi punti essenziali e di immediata attuazione. La riforma elettorale, l'espropriazione delle ricchezze, i consigli nazionali economici. Questa è la novità interessante del programma fascista: la rappresentanza integrale. Per le rivendicazioni d'ordine proletario, il Fascismo è sulla linea del sindacalismo nazionale, rappresentato dall'Unione Italiana del Lavoro. Anche qui delle due l'una: o noi siamo reazionari e allora lo è anche l'Unione Italiana del Lavoro della quale accettiamo il programma, o l'Unione non è reazionaria e allora - questa constatazione lapalissiana ci intenerisce! - non lo siamo nemmeno noi. Aggiungiamo ancora che il Fascismo non solo non osteggia, ma fiancheggia, sul terreno professionale, anche l'azione della Confederazione Generale del Lavoro, poiché il Fascismo è antipussista, ma essendo produttivista, non può essere e non è antiproletario.

(Il Popolo d'Italia, numero 180, 3 luglio 1919)

Nel programma politico di Grillo c’è la lotta alla Legge Biagi. Penso che ci siam detti tutto.

(Nella foto, prossimo raduno dei Grillo Boys)

Sullo stesso argomento: Oggettivista e Fulvia Leopardi tra gli altri

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ritratto di Mthrandir
 

Inizio a chiedermi quanto sia programmato, architettato, questo repentino, veloce susseguirsi di eventi. Inizio a chiedermi quanto ci sia di strumentale in tutta la vicenda.
Perché Grillo con tutta probabilità conosce le sue mosse. Ed anche la prossima.
Dove vuole arrivare? ma soprattutto, dove saremo traghettati sul suo gommone stracolmo di illusioni, prima che la situazione gli sfugga di mano?

- La certificazione ha il valore di chi certifica, essendo antipolitico come può certificare una lista, anche se civica? Mi sembra di notare qualche contraddizione.

- Sulla candidatura diretta beh... penso solo al mio vicino di pianerottolo e mi si offuscano subito le sublimi visioni di un prossimo futuro.

Hai ragione, il pericolo è enorme, ma io come al solito, dai grandi pericoli, vedo sempre il lato positivo e da sfruttare. La CDL ha adesso una grande possibilità e l'ha offerta proprio Grillo su un piatto d'argento, rispondere all'antipolitica con programmi, idee e sobrietà politica. Il momento è propizio per la fuzione di un grande partito unico moderno (quindi moderato) conservatore/liberale. Perdere il treno ora, siginificherebbe forse perderlo per sempre.

ErreBi, è chiaro che non c'è nulla di casuale in quello che fa Grillo. Speriamo che si accontenti dell'operazione di marketing e che, da buon genovese, guardi più al portafoglio suo che agli "interessi" del paese. ma temo che ci saranno sviluppi.
Chris, io sono meno ottimista di te. Il tempo delle parole è finito per tutti e non credo che il varo di qualche programma politico possa risolvere la questione. Qui, i casi sono due: o si risponde al populismo col populismo (che ritengo strategicamente vincente) e allora si prendono un sacco di cattivi soggetti della CdL e li si manda a casa, oppure si continua l'ammuina (e credo che sarà così). E che Dio ce la mandi buona.

ammetteremo che la classe politica attuale non è proprio il massimo, ma anzi rappresenta spesso la feccia d'Italia, i nostri peggiori difetti. Forse meritiamo tutto questo, chissà.
Grillo non penso che farà granché, visto che il germe italiano vive e si riproduce negli italiani. Siamo stati dominati nel passato e lo saremo nel futuro. Stranieri o meno, la sostanza non è mai cambiata: ci hanno sempre fregato!

http://volevodire.blogspot.com/

No, no. Farsi fregare significa provare a non farsi prendere per il culo. Qui, ai clown, ci si consegna senza resistere:-)

Mmm...forse questi stavano già cercando di mettere in pratica i dettami grilliani...

Quelli sono di estrema "destra" (come risulta dalla definizione di movimento nazional-socialista), quindi non c'entrano:-)

Gentile autore,

ti comunichiamo che il tuo post, ritenuto particolarmente valido dalla nostra redazione, è segnalato nella homepage della Tv della Libertà, all'interno della sezione dedicata alla blogosfera.

Il fine è quello di segnalare ai nostri lettori i contenuti più validi rintracciati nella blogosfera, soprattutto sugli argomenti che saranno oggetto delle nostre inchieste.

Nel caso tu fossi contrario a questa iniziativa, ti preghiamo di segnalarcelo via e-mail a questo indirizzo chiedendo la rimozione del tuo post. Provvederemo immediatamente.

Distinti saluti,

La Redazione-web della Tv della Libertà.
web@latvdellaliberta.it

Mah, non vedo cosa dovrei avere in contrario. Però, io il mio post mica lo vedo:-)

Complimenti, Mthrandir. Un bel post, mi e' molto piaciuto. Ho usato il tuo link per gli articoli sul Popolo d'Italia in una delle risposte al mio post di oggi (ovviamente ti ho citato).
Una domanda: tu sei lo stesso Mthrandir che curava Schegge di Vetro su Blogosfere?

Un saluto e buon lavoro!

GS

Indovinato, sono egli medesimo in bit e ossa. Benritrovato! Grazie per la citazione e l'avvertimento (caspita, sei il secondo oggi che mi fa i complimenti dopo la struttura della "buona" MVB. Finisce che mi monto la testa. Qui è sempre aperto, eh?:-)

Eccellente.
Ho scritto il mio parere come commento al post del "Blog dell'Anarca" scritto in "risposta" a questo.

Ciao!

Grazie Robinik, ho letto. Ribadisco quello che ho scritto anche dall'anarca: le similitudini sono inquietanti, sebbene si poss ancora considerare il paragone come satira. Però, scherzando, scherzando...:-)

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