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La pena a punti

Il prossimo varo del pacchetto sicurezza di Amato ha gettato nel panico le associazioni tra omosessuali che temono di non essere doverosamente citati a parte come categoria protetta nel prossimo provvedimento. E riattaccano con la solfa della discriminazione ripetendo gli sterili piagnistei sulla cittadinanza di serie B e sull’emarginazione dal consesso della società civile. Secondo quanto riferisce Aprileonline, questa cosa che ci sarà l’aggravante per la violenza sulle donne, ma che non si farà parola di omosessuali, bisessuali, trans e lesbiche (cazzo! Li avrò citati tutti o me ne sono dimenticato qualcuno che si risentirà per l’omissione?) appare uno degli aspetti più reazionari della stretta sul rispetto della legalità. Insomma, all’aggravante personalizzata ci tengono un po’ tutti perché è troppo comodo dire violenza senza tenere un minimo in considerazione che un conto è tagliare la gola a un corpulento camionista barese, ma ben altra faccenda è sezionare il collo di un fine intellettuale in tacchi a spillo. Conta non tanto il gesto in sé di spaccare la faccia a qualcuno, ma diventa fondamentale sapere di più sulla vittima per valutare fino in fondo la gravità della perdita per la collettività in genere.

Premesso che oggi ho imparato un acronimo nuovo che non so cosa voglia dire – glbt (Gay, Lesbiche, Bisessuali e Trans?) -, ma sembra di poter dedurre che si tratti di una sigletta che garantisce la citazione di tutte le preferenze possibili in termini di orientamento sessuale, allora bisogna cominciare ad interrogarsi sulla legittimità dei timori manifestati dalle associazioni glbt.

Se sono timori fondati, e la loro assenza nella lista delle specie protette ha un senso, ne consegue che si deve allargare un po’ l’orizzonte perché nel campo delle scelte private c’è chi si distingue per il gusto sessuale, ma c’è anche chi trova un elemento caratterizzante nel suo credo religioso o nella sua idea politica. Ma c’è anche chi appartiene a categorie identificabili altrimenti, ad esempio in base all’appartenenza etnica. Perché bisognerebbe considerare come aggravante il solo orientamento sessuale della vittima e non combinarlo variamente con tutti gli altri elementi? Gioverebbe assai per arrivare ad una valutazione più completa della gravità del fatto.

Ma c’è di più perché queste caratterizzazioni, nella loro genericità, possono tranquillamente applicarsi anche al reo, non solo alla vittima. Come comportarsi, quindi?

Cioè, se un gay uccide un gay, la condivisione dell’orientamento sessuale si elide e non conta più un cazzo o si somma raddoppiando la pericolosità sociale dell’omicida?

Se ci limitiamo alla sola considerazione dei dati sensibili, solo per fare un minimo di economia negli esempi, potremmo trovarci di fronte ad un bisessuale nero protestante iscritto alla CGIL che uccide una donna asiatica buddista eterosessuale con la complicità di un trans norvegese per parte di madre, sinceramente democristiano per tradizione paterna, ma seguace della teologia della liberazione. E siamo ancora di fronte ad un caso relativamente semplice perché c’è una vittima, un esecutore materiale e un complice.

In questo caso, come si assegnano i pesi? L’unica soluzione possibile per garantire un minimo di oggettività alla condanna sarebbe quella di ideare un sistema a punti che, per ogni caratteristica individuale, stabilisca un valore precostituito la cui somma algebrica, che è preferibile alla somma aritmetica perché se no diamo l’ergastolo a tutti, dia come risultato gli anni di galera che spettano al criminale.

Quanto vale, in punti, un gay? Ovviamente, visto che si aspetta di essere inserito nelle categorie protette, più di un banale etero, altrimenti la sua richiesta si dovrebbe considerare una stupidaggine. E vale quanto una donna, di più o di meno? Certo, il primo passo è l’individuazione della categoria umana di minor valore (uomini etero) per usarli come unità di misura, diciamo l’uno scientifico di partenza. Da lì, concertando con le associazioni di categoria, un elenco si potrebbe anche tirare fuori, sebbene si possa ipotizzare fin da ora che non sarà un accordo facile visto che ognuno si sentirà più vittima degli altri.

E non finisce qui, perché mica vorremo dare lo steso punteggio a prescindere dal reato? Quindi, il procedimento va ripetuto per i lavavetri, per i parcheggiatori abusivi e per i questuanti molesti. Si annunciano tempi durissimi per i nuovi rei visto che dovranno impiegare una bella quantità di energia per stabilire se gli convenga importunare le donne o gli omosessuali o i neri, in quale eventuale combinazione e in quali quantità. Alla fine, fummo facili profeti nel vagheggiare una laurea per i lavavetri che allo stato attuale non è più un’opzione, ma un’autentica necessità, specie perché la legge non ammette mai l’ignoranza. E’ ovvio che l’eventuale carenza formativa verrà considerata dal giudice un’attenuante e dalla sinistra radical chic l’ennesima prova di quanto la società liberista sia iniqua e ingiusta.

In attesa dei soliti troll che verranno ad accusare il sottoscritto di essere omofobo e razzista, mi concedo anche la libertà di affermare che il Vaffanculo Day dovrebbe avere ben altri destinatari.

(Nella foto, dubbi interpretativi)

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ritratto di Mthrandir
 

Né omofobo né razzista... penso solo tu abbia colto il segno. Stesso motivo per cui mi incavolo come una bestia quando se una ha 18 anni meno un giorno e viene violentata, per il criminale è una fascia di pena, se lei ha un giorno di più, allora lui è fuori in 15gg e a nessuno frega più niente. Che porcate!

>potremmo trovarci di fronte ad un bisessuale nero protestante iscritto alla CGIL che uccide una donna asiatica buddista eterosessuale con la complicità di un trans norvegese per parte di madre, sinceramente democristiano per tradizione paterna, ma seguace della teologia della liberazione.

Ah ah ah ah :)

Attento, dopo questa, potresti venire indagato come ateo liberal blogger antigrillista facente uso di sostanze stupefacenti non meglio identificate.
ah ah ah ah, E basta... non ce la faccio più, c'ho da lavorare!!! :)))

Valyaah, è chiaro che qualche elemento di distinzione si debba pur mettere perchè sarebbe altrettanto difficile graduare la pena in funzione del numero effettivo di mesi, giorni e anni della vittima. Ma su un fatto sono d'accordo: una violenza è una violenza e punto:-)
ErreBi, vai a lavorare va che se no Fioroni mi si innervosisce:-)

Sei omofobo e razzista! E io la penso esattamente come te! :-)))
Questo governo...cento ne fa (tutte sbagliate) e nessuna ne pensa!

La sindrome da captatio benevolentiae sta per fare l'ennesima vittima...

ma se una donna legna una checca che cos'è, pareggio?

Raramente ho riso tanto negli ultimi tempi, davvero con le lacrime agli occhi!
Poi son tornato serio, pensando che si corra il rischio, combinando i punteggi, di premiare con una medaglia al merito un bisessuale nero protestante iscritto alla CGIL (e magari pure ambientalista ed ovviamente di professione lavavetri ai semafori e ladro solamente per necessità) che uccide, seviziandolo e sodomizzandolo, un bieco borghese liberista eterosessuale macchiatosi della incancellabile colpa di esistere.....

BiGi, che tu sia un cavernicolo è fatto noto a chi frequenta questo blog. Per cui, nessuna sorpresa:-D
baron, il quesito è meno ozioso di quanto sembri, ma gli elementi che fornisci sono troppo scarsi per poterti rispondere con cognizione di causa. Una checca di che razza? Colore dei capelli? Numero di scarpe? E la donna? Di che religione? Vedi, bisogna esser precisi:-D
Doktorfranz: tu ridi, ma è una faccenda serissima tanto che sto scrivendo l'intero progetto di legge da inviare ad Amato. Il tuo esempio è chiaramente fazioso perchè quel richiamo alla CGIL lascia intendere che tu abbia preferenze sessuali berlusconiane e questo ti diminuisce di brutto il punteggio.:-D

indromontanelli dei poveri. Di spirito.

p.s.: trovo sempre maggiori difficoltà a commentare a causa della math question, che diventa sempre più complessa. Non si potrebbe escogitare un metodo diverso, per l'antispaM?

chessò, un sudoku. un problema di geometria del secondo anno del classico. Un quesito di logica pura, uno di wittgenstein, un indovinello medioevale. Qualcosa di più, insomma.

E' solo livida invidia, la tua. Vedrò di aggiungere una formula personalizzata solo per te. MI consulto con Rubbia e poi decido:-)

Ahimé, sono in realtà alquanto poco adeguato alla nuova dominante certezza della superiorità morale e culturale gay: confesso (mea culpa) di preferire le autoreggenti della Brambilla alle bandane del cavaliere.
Sarà grave?
Perderò altri punti?
Riusciranno i nostri eroi a salvare le amate chiappe?

P.S. Forse la math question serve a tener lontani i sinistri, insofferenti verso qualcosa - la matematica - così refrattaria a piegarsi alle opinioni ...

Cavolo, DoktorFranz, sarà sicuramente così. D'altronde, ci doveva essere qualcosa per dimostrare una superiorità quantomeno ontologica (giusto per essere eufemistico...), cavolo!

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