Antonio di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, aderisce entusiasticamente alla grande iniziativa di impegno civile che va sotto il nome di Vaffanculo Day organizzata dal teleimbonitore della italica Scientology politica Beppe Grillo.
Ora, che un comico si diletti a prendere per i fondelli il suo amato gregge ci sta dentro alla grandissima: fa il suo mestiere, e bene. Ma che un Ministro attualmente in carica partecipi ad una manifestazione avente per oggetto lo scopo di mandare affanculo lui e tutta la sua congrega ha qualcosa di patologico.
Restiamo in attesa delle valutazioni di Romano Prodi, generoso dispensatore di consigli sulla coerenza, sull'opportunità che un ministro del suo governo scenda in piazza per manadare apertamente affanculo non solo il premier, ma anche se medesimo. Che sia l'ennesima prova della serietà al governo? [See video]














E dopo i cantanti rock preservatori del pianeta, arrivano i satiri ad occuparsi di politica.
- Beppe farebbe bene a seguire le regole.
Se si vuole gareggiare e/o vincere il campione di Formula 1 non si può farlo al di fuori dell'autodromo e delle sue regole, anche se si è più veloci.
Così Grillo, riconvertisse il saio da trascinatore di folle in un bell'abito gessato e si recasse in parlamento. Solo così la sua vacua proposta-protesta potrebbe diventare prolifica senza assumere quelle pericolose sfumature "sovversive" che contraddistinguono tutto ciò che si muove al di fuori delle leggi (scritte e non) della società e della sua organizzazione.
C'ho messo un po' a capire che proponeva qualcosa con un vaffanculo. Perché solitamente, un vaffanculo è ben altra cosa. Un vaffanculo non è propositivo, non lo è mai stato e mai lo sarà. Insomma, anche il titolo della manifestazione è un errore colossale (o una terribile furbata, a seconda di come la si guardi.)
- Di Pietro... bah, o è talmente furbo da girare la frittata a suo favore ( di fatto in una manifestazione nazional popolare come il V-day che addita tutti, nessuno si sentirà additato) o è così orgoglione da ritenere sé stesso al di fuori della protesta.
Concludo velocemente: non so perché, ma in questa manifestazione folkloristica vedo tutti gli illusi votanti del centro sinistra. Coloro della protesta ad oltranza, coloro che non si accontentano di protestare all'opposizione, ma che continuano a farlo contro sé stessi e contro tutti.
Com'è che avevi detto in un altro post?
la pancia piena di diritti ed il cervello scevro di doveri.
Mai allegoria è stata così chiara. C'hai preso in pieno. :))
Vedi che se ti impegni qualcosa di intelligente riesci a dirlo? :))))
ErreBi, capire cosa proponga il Vaffanculo Day è opera che va al di là delle mie medeste doti di comprendonio:-D
Gregorj, sei il soltio adulatore:-D
Ciao mithrandir... ti volevo segnalare una nuova adesione al paraculo day, Tonio Veltronio,il quale ha detto di essere d'accordo con la proposta di legge di Beppe Grillo.
La cosa bella è che dice che gli va bene anche il limite di due legislature, che, se ci fosse non gli garantirebbe la rielezione.
Insomma, si manda a fanculo da solo, è un genio!
Se volete criticare prima informatevi su cosa è concretamente il V-day, non è solo un insulto, ma propone un alternativa alla situazione politica di adesso presentata con il libro la casta.
E per chi dice che la satira non si deve occupare di politica vada a leggersi la definizione di satira la quale dice che la satira va contro i potenti, quindi se i politici non sono i potenti chi lo sono i comici o le casalinghe. IGNORANTI!!
Saluti a tutti
philoteo, mi sarei stupito se il buonista di professione si fosse dissociato. Guarda, il vero vaffanculo day si potrebbe organizzarlo con una rapida tornata elettorale. Vedi le adesioni...:-)
Valerio, mammia che paura! Ho scritto che la satira non si deve occupare di politica? Quando? Mi citi un solo post sui più di trecento scritti, da me a dagli altri, in 4 mesi? Sai cosa ti dico: Mavaffanculo. Day.
Valerio...
- L'insulto da cui ha origine il nome dell'evento è quanto di più incongruo si potesse attribuire; dare un simile appellativo, proprio in virtù del concreto che la giornata si propone o, per meglio dire, tenta di fare, mi suona da specchietto per allodole.
Insomma dai, siamo sinceri... se l'avessero chiamata i "Paralipomeni della Batracomiomachia Day" non avrebbero mai ricevuto il consenso nazional popolare sperato.
Grillo e compagnia bella oggi sono, secondo il mio modesto punto di vista, l'oppio del popolo. "l'Alternativa" con la A maiuscola. Inconfutabile. Un totem da adorare.
E per certi versi magari lo è pure, almeno fino a quando recita monologhi. Pensa che non ha retto nemmeno il confronto con Attivissimo sulla storia dell'uovo fritto tra cellulari... in diretta radiofonica, sia chiaro.
- La satira si nutre di politica, hai ragione. E nessuno qui ha mai detto il contrario. Aggiungo che è la linfa vitale. Proprio per questo motivo, nel momento in cui il satiro s'eleva onnipotente a politico, nonché pericoloso fomentatore di coscienze, c'è qualcosa che non mi quadra. Prenderà per culo sé stesso alla prossima piazza?
Ignoranti? puoi gridarlo al V-day. In molti si riconosceranno... o forse no, perché non sanno di esserlo.
Saluti a te.
Che alla fine tutto questo grande evento del V-day si possa ridurre, di fatto, nel chiedere, a vuoto e nel vuoto, la non eleggibilità dei condannati e la non rinnovabilità oltre le due legislature, mi sembra assai pochino (non era più sensato un referendum o un progetto di legge?). Solo un modo per dare ai tanti frustrati ed arrabbiati di oggi (soprattutto del popolo di sinistra), un obiettivo tanto generico quanto innocuo, tanto vago quanto inutile.
ErreBi, vedo che adori perder tempo. Liberissimo, per carità, ma tieni presente che le righe dei commenti costano:-P
nick, scusa, ma per chiedere questo che c'azzecca il titolo della manifestazione? Ecco, la faccenda sta lì. Se scegli quel titolo lì hai detto tutto. Anzi, troppo:-D
@Mthrandir:
tanto per chiarire, Valerio probabilmente si riferiva a quanto scritto da me nel commento e cioè "[...]arrivano i satiri ad occuparsi di politica".
Ora, pur comprendendo il sottile equivoco generato dal verbo, tengo a precisare quello che voleva essere il mio pensiero:
- un politico si occupa di politica.
- un satiro si occupa di satira.
Un satiro, semmai, tratta di politica... ma non se ne occupa. Questo il concetto che volevo esternare.
Ora, me ne scuso con tutti se sono sembrato più ignorante di quello che sono ma di certo... equivoco non è quell'apostrofo latitante che ben si presterebbe tra l'articolo "un" ed il termine "alternativa".
P.S. Sono un dozzina di righe.... quanto devo? :)
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