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Giri di vite e giri di valzer

Ancora tre settimane di pazienza e l’Italia verrà finalmente guarita dalla piaga della microcriminalità: giusto il tempo di studiare qualche provvedimento speciale e urgente e sarà scritta la parola fine sulle promettenti carriere dei lavavetri, dei graffitari, dei parcheggiatori abusivi, dei questuanti molesti e dei clienti delle prostitute stradali (sulle altre, anche Valzer Veltroni sorvola amabilmente).

In una botta sola, le città saranno ripulite della presenza di questa varia umanità, prima blandita con la promessa dell’eden occidentale a disposizione di chiunque avesse qualche migliaio di euro per pagarsi un confortevole viaggio in canotto verso Lampedusa, poi scaricata sotto la pressione della “ggente”, cioè quella sulle cui spalle è stato messo il problema nella speranza che nessuno dicesse bao.

Invece, dopo che è accaduto l’impensabile, cioè dopo che questo esercito di disperati ha cominciato ad arrangiarsi per sbarcare il lunario dedicandosi ad una serie di attività ai limiti del legale, ma molto più spesso collocabili direttamente olteconfine, la politica si accorge che il gregge votante è stufo di vivere con le inferriate ai finestrini delle auto e che in qualche città comincia a tirare una brutta aria. Quindi si mette a fare surf sulle onde dell’Arno e i mammasantissima si chiudono in conclave in attesa che lo Spirito Santo ne illumini la via facendo attenzione a lasciare ai margini i laicissimi rifondaroli che, ad ogni giorno che passa, assomigliano sempre di più ai fedeli di Gustavo Gutierrez Merino, fondatore della Teologia della Liberazione.

Del resto, se vale la logica deduttiva, un ministero inutile (quello della solidarietà sociale) non può essere retto che da un ministro inutile (cioè Ferrero) per cui non si vede la necessità di coinvolgerlo nel progetto di sterzata legalitaria nonostante lo stesso ci sia rimasto piuttosto male.

Tanto in queste occasioni la presenza degli intellettuali della rivoluzione è pleonastica visto che le soluzioni che possono portare difficilmente hanno qualche contatto con la realtà della noiosa routine quotidiana: venti cartelle di dichiarazioni sull’irrinunciabile necessità di agire sulla leva dell’integrazione e sul diritto degli ultimi e delle vittime di emanciparsi dallo sfruttamento dei bastardi borghesi che ti guardano torvo dall’interno della loro Grande Punto.

Il problema è che i neoteocondemlib guidati da Prodi non sono più abituati a fare i conti con la prassi e non hanno alcuna speranza di liberarsi da decenni di kultura fondata sull’invidia sociale. Inevitabile che resteranno con i pantaloni al ginocchio quando saranno costretti a mettere nero su bianco il testo del provvedimento. Del resto, hanno trascorso svariati lustri a confondere le vittime coi carnefici mettendosi al traino delle anime belle che hanno dispensato alibi a chiunque ne facesse richiesta e, vista la domanda crescente di esenzione, li hanno concessi a tutti. Tranne a coloro che provano a rispettare le regole, i soliti fessi che si ostinano a pensare che il buon esempio fornito unilateralmente finirà per convincere gli irriducibili della scorciatoia.

Si annuncia, dunque, la solita pantomima fatta di interventi eccezionali destinati a punire esemplarmente i primi cinquanta sfigati che verranno pizzicati con una bomboletta spray comprata per ritoccare un graffio sulla carrozzeria dello scooter e poi, finita l’emergenza, tutto tornerà a sprofondare nell’inghiottitoio della paralisi garantita dalla legislazione normale.

Basta avere pazienza qualche settimana, dicevo, quando le future polemiche su tasse e finanziaria manderanno in cantina l’albo dei lavavetri e il decoro dei centri storici restituendo ai legittimi proprietari (puttane e parcheggiatori abusivi) strade e piazze.

Di questa polemica estiva non resterà traccia, almeno fino a quando il prossimo gruppetto di sbandati deciderà di passare la serata a trasformare in mattatoio la solita villa più o meno isolata. E quando succederà di nuovo, saremo chiamati a capire le ragioni degli esclusi, degli emarginati e dei senza speranza che noi abbiamo colpevolmente e scientemente ignorato. Il punto è che il giro di vite non funzionerà perché non funziona l’intero impianto di principio che regola il diritto canonico penale secondo il quale il tribunale terreno giudica non già i reati, ma i peccati. Sarà solo un altro giro di walzer, un interminabile piroettare al seguito di un ballerino che si muove con impressionante leggerezza tra indultismo e passione forcaiola senza mai perdere il sorriso e l’equilibrio. Ed è un ballo armonico che si svolge sulle linee della distorta coerenza di chi si è sempre divertito a ribaltare i termini della logica del comune buon senso. A ben guardare, liberare un omicida o uno stupratore fa il paio perfetto con l’improvviso ritorno di fiamma per la disciplina ferrea da usare coi graffitari perché nella testa di costoro i colpevoli, in fondo, sono sempre e comunque gli stessi. Cioè i morti e non gli assassini.

(Nella foto, valzer)

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ritratto di Mthrandir
 

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vendo bombolette spray, pelle di daino, spazzole lavavetri e immaginette recanti la scritta "Gesù è amico mio". Max serietà. Telefonare ore pasti.

Tu, un giorno o l'altro, ti troverai nei guai con la giustizia. Lo sappiamo entrambi e, anche se detesto avere sempre ragione, ammetterai che te l'avevo detto:-)

la giustizia divina?

va bene, ma mi porterai arance, santini e rosario in prigione vero?

Sicuramente la stretta sarà negoziata con l'Altissimo e so per certo che nell'empireo non godi di ottima reputazione. In prigione ti porto tutti i generi di prima necessità di cui avrai bisogno, ma il santino avrà la testa bruciata. Ci siamo capiti, vero?:-P

E qui ti volevo. Perché invece sembra che di santini qui ce ne siano eccome, no ??? Gesù è amico tuo, e più liberista di Giavazzi :=PPPP

Caro lei, è il bello del pluralismo e il fardello dell'adesione all'insegnamento libberale. la cosa migliore è lasciare che sia il pubblico a decidere. Ti informo, inoltre, che io e l'Altissimo abbiamo firmato un patto di non belligeranza per cui ognuno si fa i fatti suoi e ci si rivede il giorno del giudizio universale. Ma abbiamo già raggiunto accordi in merito: lui mi risparmia le ramanzine e io non accampo pretese:-)

So per certo che l'Altissimo, se esiste, ha in odio fanatismi e fanatici. Persino quelli della domenica. Figurati quindi se li farebbe postare sul suo blog. L'è coerente, lui. Mica un liberale alle vongole. :DDDDDDDD

Dalle scarne informazioni in mio possesso, Egli mai aderì al club dei libberali. Anzi, diciamo che ha idee piuttosto rigide in proposito. Ribaltando i termini, Egli non permetterebbe mai che io postassi sul suo blog. E, per chiudere, qui si amministra unicamente il condominio sicchè nel kibbutz ognuno entra e sbraita senza ordini di scuderia. Per ora....:DDDD

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