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La giustizia etica della tolleranza zero

In questo Paese non avremo mai, credo, un sistema giudiziario normale. E non solo per il fatto che un giudice è pur sempre un essere umano, ma soprattutto perché chi dovrebbe scrivere le leggi ama al punto la filosofia della norma che si dimentica spesso di scriverla in termini il più oggettivamente possibile applicabile.

Naturalmente, un sistema giudiziario assolutamente oggettivo e infallibile non esiste, ma tra il modello italiano e uno appena decoroso esisterà pure una via di mezzo alla quale, almeno, provare ad assomigliare. Qua, lo sanno anche i muri, il numero delle leggi è talmente vasto che la contraddizione è diventata l’abitudine per cui una supposta violazione imputata a qualcuno nasconde sempre un’eccezione o una deroga presentabile dalla difesa. Non c’è da stupirsi se le cause durano un’eternità e se ogni sentenza diventa inevitabilmente opinabile, anche salendo le scale dei tre gradi di giudizio ai quali ognuno ha diritto.

C’è poi il problema della terzietà del giudice che influisce non poco sulla credibilità del sistema: checché obbietti il sindacato militante della magistratura nazionale, se un togato recita alternativamente la parte dell’accusatore pubblico a Milano e poi si cambia il cappello per fare il giudice terzo a Pavia, magari per esprimersi su un reato simile a quello che lo vede accusatore altrove, proprio neutrale non potrà essere.

Così, in un posto dove giudice e pubblica accusa sono più o meno la stessa combriccola e dove la legge si riproduce instancabilmente senza mai celebrare i funerali dei suoi genitori cosicché, nel 2007, gli alberghi sarebbero ancora obbligati a collocare un numero adeguato di sputacchiere secondo il disposto di un Regio Decreto del 1925 ancora in vigore.

E qui veniamo al terzo pilastro fondante della specificità del caso italiano, cioè il modo in cui sono scritte le leggi. Ammettendo per ipotesi che si possa ricostruire la norma che dovrebbe regolare certi comportamenti disboscando la giungla dei “come disposto dal comma due, lettera c del DPR del e successive integrazioni e modificazioni”, il testo che ne risulterebbe sarebbe equiparabile più a un testo sacro che a una legge. E l’andazzo si conferma puntualmente, come nel caso dello storico meeting odierno a Palazzo Chigi avente per oggetto la “tolleranza zero”. E già parlare in questi termini appare eccessivamente ambizioso, specie se il giro di vite si fonda sui soliti criteri. Così la carcerazione preventiva sarà decisa in base a una “presunta pericolosità e sufficienti indizi per chi abbia compiuto rapine o furti di particolare violenza”. Se non volessero farla sembrare una cosa seria, e se non lo fosse veramente, si potrebbe liquidare questa impostazione come folkloristica. Quanti sono i sufficienti indizi? Esiste una violenza particolare? E il grave allarme – fattispecie meno rilevante – in cosa si distingue dal gravissimo allarme per la società?

Il processo sarà accelerato per coloro a carico dei quali gli indizi saranno schiaccianti: escludendo la flagranza di reato, gli unici indizi schiaccianti che conosco li stabilisce la Cassazione in terzo grado considerandoli prove a carico e mandando in giudicato la sentenza.

Così partorito, si tratta dell’ennesimo provvedimento destinato ad incrementare il potere discrezionale del giudice (o del pubblico ministero) il quale, asceso al ruolo di sacerdote custode dell’interpretazione autentica su quanto sia particolare la violenza e schiacciante l’indizio, deciderà che a Vercelli una cosa è gravissima e a Bari ci si può passar sopra allegramente.

Poi, nel merito, sono particolarmente curioso di sapere se, finalmente, Amato potrà vedere realizzato il suo progetto di punire i clienti delle mignotte spedendo direttamente in vacca decenni di dibbattito socio filosofico sulla punibilità dei clienti degli spacciatori di droga. Perché ci dovrà anche spiegare, il buon Amato, perché saremmo punibili se paghiamo una peripatetica raccolta in tangenziale (che non compie reati prostituendosi), ma non lo siamo se acquistiamo la nostra dose personale di droga da uno che, vendendola, un reato lo compie.

La verità è che non possiamo fare a meno del moralismo anche quando si parla di diritto e di legge cosicché nei fatti, in Italia non si svolgono processi, ma ordalie.

Poi, non ci si lamenti della crisi di credibilità del sistema giudiziario e della sua totale inaffidabilità perché mica tutti sono contenti di essere giudicati da un alto sacerdote in base ai canoni morali di una pseudo-religione laica. Allora sarebbe utile cominciare a pensare a quella famosa via di mezzo tra il nostro sistema etico e uno un tantino più secolarizzato. Che l’accusa faccia l’accusa e il giudice sia giudice, si cominci a svecchiare il codice delle regole obsolete e assurde e si cominci a scrivere leggi in modo che sia chiaro cosa sia reato e cosa sia peccato così sapremo tutti quando si deve andare in tribunale e quando un ave e un pater bastano per l’assoluzione.

(Nella foto, santo protettore dell’imputato – Torquemada)

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ritratto di Mthrandir
 

L'anomalia finale si configura nella pressoché completa impunità riservata alla "casta" in oggetto: di fatto qualsiasi comportamento di un magistrato non comporta le medesime conseguenze che altri cittadini patiscono e l'assunzione di responsabilità rimane alquanto vaga.
Tutto ciò alla faccia del famoso referendum i cui lampanti risultati sono ovviamente rimasti del tutto inascoltati, perché invisi agli esponenti di un vero potere forte ed a coloro che di tale potere si servono politicamente ......

Parole sante.

E due pensieri, ma tieni presente che provengono da uno la cui "cultura giuridica" è inferiore allo zero, per cui potrebbero anche essere fatti a vanvera...

Come fa un indizio ad essere "schiacciante"? Primo, hai già ben detto tu: c'è un grado di discrezionalità (e libertà di interpretazione) tale che è praticamente impossibile ottenere pareri uguali da giudici diversi. Secondo, se è "indizio" (e se l'italiano è ancora una lingua con un senso compiuto) non è "prova": per schiacciante che sia, da solo non dovrebbe contare nulla. O no?

Inoltre, se in primo grado un giudice assolve e poi in appello, praticamente a parità di tutto il resto (prove, testimonianze ecc.), un altro giudice condanna (o viceversa, ovviamente), allora qualcuno che "sa" dovrebbe cortesemente spiegarmi se uno dei due ha torto, o se entrambi hanno ragione. Se il secondo caso, mi sembrerebbe prova, questa sì schiacciante, del fatto che le leggi italiane vanno profondamente riviste, semplificate e ammodernate, come del resto fai notare anche tu; se il primo... errare sarà anche umano, ma dopo un certo numero di errori magari sarebbe carino mandare il giudice "distratto" a zappare la terra. Altro che avanzamento automatico delle carriere.

grazie dell'ospitalità
nicola

PS
Sorvolo (ma confido prima o poi su un tuo post!) sui discorsi di questi giorni sulla tolleranza zero, la certezza della pena, la maggior facilità di carcerazione preventiva fatti da parte delle stesse persone secondo cui un anno fa le carceri esplodevano eccetera eccetera (e avevano bellamente pensato di "risolvere" con un indulto). Non ci noti pure tu una piccola contraddizione?...

Oro colato!
Invece di fare tanti paroloni sulla revisione della Costituzione (non che non sia una cosa da fare, beninteso) cominciassero una bella revisione delle leggi che dovrebbero regolare le questioni quotidiane!

Mi viene alla mente un verso di "What keeps mankind alive" di Kurt Weill e Bertolt Brecht:

"You gentlemen who think you have a mission
To purge us of the seven deadly sins
Should first sort out the basic food position
Then start your preaching, that’s where it begins"

Ossia: prima soddisfiamo i bisogni primari (cioè la regole quotidiane), poi possiamo cominciare coi discorsi di ampio e magnanimo respiro!

Allora... che dire... Prima ci fanno l'indulto... poi sono tutti fuori comunque anche senza indulto dopo 3 gg che li hanno presi... adesso tolleranza zero. A parte che mi sembra abbiano scoperto l'acqua calda (CHIUNQUE - parlo di cittadini normali - sa che la criminalità è alle stelle e nessuno la sopporta più), dico io, cosa ha fatto partire questa crociata contro il crimine? Conoscendo come vanno le cose in Italia suppongo che qualche lavavetri abbia strisciato l'auto ad un parente del sindaco di Firenze, altre ipotesi non ce ne sono.
Per quanto riguarda le leggi assurde... beh, son leggi, gli avvocati vivono di cavilli, è assodato, non mi metto manco a discutere.
Per quanto riguarda spaccio e prostituzione, resto dell'idea che vadano presi a frustate clienti di spacciatori e prostitute in egual maniera. Scuoiati vivi gli spacciatori, e in caso di non schiavitù delle signorine a bordo strada, due scudisciate anche a loro, per tutto il discorso sulla prostituzione di qualche thread fa (sai, la storia di "mercificare fa perdere valore, quando consenti che qualcosa sia venduto è anche in un certo senso lecito rubarlo, e se non consentiamo la vendita di organi perché di questo sì, ecc" ma non ripeto tutto qui ancora).
Detto questo, un caldo salutino a tutti e per chi non se ne fosse ancora accorto... la vostra "adorabile iena" è tornata! ^^

Mthrandir... ogni volta che leggo un tuo post sono piacevolmente costretto a consultare dizionari e wikipedia.
Torquemada è solo l'ultimo di una lunga serie di termini e nomi.

Lo ammetto: ti seguo molto per il tuo stile ancor prima che per i contenuti comunque in linea con il mio pensiero disordinato.

Era un commento così: post-estivo. :)

Saluti anche alla iena.

ErreBi

Vaalyah, sulla prostituzione non sono d'accordo.
Fermo restando il principio fondamentale che è da condannare (in modo pesante) la riduzione in schiavitù delle povere ragazze che arrivano in Italia col miraggio di un impiego e poi vengono brutalizzate, laddove la "professione più antica del mondo" sia professata senza costrizioni non vedo perché condannarla: non fa male a nessuno (anzi, in tanti casi pure l'opposto).

BiGi, come ho detto nell'altro thread, la professione più antica del mondo fa del male perché sgombra la strada a tutta una serie di conseguenze etico-morali-criminali. Punto 1) la prosituzione è al 99% femminile (o trans, ma comunque il cliente risulta sempre maschio) per un motivo, punto 2) il 99% (direi anche il 99,9%) dei casi di stupro è fatta sulle donne. Che ci sia una connessione? Sono stanca di sentire uomini di ogni età (cominciano già a 13 anni) dichiarare che le prostitute ci devono essere perché loro hanno DIRITTO di fare sesso. Signori e signore, è il momento di dire, senza mezzi termini, come stano le cose. Il sesso non è un DIRITTO. Allo stesso modo in cui non lo è avere la macchina grossa o la villa in campagna. Trovi una/o per un motivo o per l'altro (amore/divertimento/ginnastica/quello che sia) RECIPROCO, si fa sesso. Non è un DIRITTO maschile a cui la parte femminile si piega per vuoi motivi economici o di buona pace in casa (moltissimi stupri li fanno i mariti sulle mogli, direi che è indicativo). Eliminare la prostituzione è secondo me il primo modo per far capire che la legge non tollera gli stupri. Punto. Finito con la prostituzione, eliminiamo le varie veline in tv, che tanto, si sa, il lavoro è praticamente lo stesso! (vedi scandalo di vallettopoli, ok, li non si passavano soldi, ma favori sì!)
Grazie ErreBi per il benvenuto!

Vaalyah, temo che tu stia scambiando la causa con l'effetto.
Io lo stupro lo condanno senza mezzi termini: è uno degli atti più abominevoli che una persona possa commettere, fuori e dentro dell'ambiente famigliare.
Ma si tratta di costringere una persona a fare sesso CONTRO la propria volontà.
Nel caso della prostituzione (intesa solo quella esercitata liberamente) non si costringe nessuno a fare quello che non vuole.

Né dico che il sesso sia un diritto. Fatto sta che sull'argomento uomini e donne la pensano diversamente, e verosimilmente per molti individui (non metto in dubbio che la prevalenza sia maschile) si tratta di una necessità.
Prova a rimanere per tanto tempo (con il "tanto" variabile da soggetto a soggetto) senza fare sesso NON per scelta, e poi vediamo se non comincia a diventare un tarlo e un problema che condiziona!

Si tratta di un bisogno primario (derivante dallo stimolo alla riproduzione) che scaturisce dalla natura umana primigenia, come bere e mangiare: finché non viene soddisfatto, è difficile riuscire a cogitare su discorsi di livello elevato.
Esempio: se io non mangio da una settimana (non perché ho deciso di digiunare, beninteso) e tu mi fai vedere un piatto di pasta, puoi parlarmi finché vuoi della teoria della relatività, ma finché non mi sono nutrito non ti dò retta!
Semplice: provare per credere.

Con questo lungi da me ritenere che se ho necessità di qualcosa che vedo io sia autorizzato a prenderlo con qualunque mezzo (rubare il cibo, stuprare la controparte attraente).

Certo, tu mi puoi sicuramente far notare che ci sono delle implicazioni morali, ma nella maggior parte dei casi la morale è qualcosa che è stata architettata ad arte da un presunto ente superiore (la Chiesa, per dirne una) per tenere soggiogato il popolino.
Nella fattispecie, io rimango sempre abbastanza stupito dalle crociate contro la rappresentazione del sesso in televisione: come avevo già detto tempo addietro, credo che un film erotico non sia meno edificante di certi episodi di violenza per utili motivi che si vedono al TG, o di alcune scene di invidie, rancori e cattiverie che vengono palesate negli spettacolicchi della De Filippi e compagnia cantante, che sono invece ben mandati in onda in prime time con tutti gli onori!

La tua teoria potrebbe reggere finchè non si scopre che se non bevi per 3 giorni, non mangi per 3 mesi (la chiamano la teoria del "3") o non respiri per 3 minuti, si crepa. Ma c'è gente che vive tutta la vita in castità e, credimi, sono vivi, vegeti e pure contenti! La storia degli ormoni funziona finchè siamo tutti animali. Se ci ricordiamo che abbiamo un encefalo un pochettino superiore di quello di un crostaceo e che la corteccia cerebrale è vagamente più evoluta, cade tutto il resto. Perché non si ruba? Perché è sbagliato. Ma a me piace la Ferrari e la voglio! E' un istinto primordiale, l'egoismo! Beh, se rubi vai in galera. Perché partiamo dal presupposto che il nostro CERVELLO sia in grado di andare un po' oltre le pulsioni (di qualsiasi tipo) e contrastarle, ovviamente quando non c'è di mezzo la vita (cibo, acqua e aria, non c'è scritto del sesso... 30 anni senza sesso e si rimane vivi e vegeti). Direi che il discorso decade. (a fianco a me, ho un esemplare maschile che sta leggendo ciò che scrivo e che fa di sì con la testa come un forsennato) (nel senso che magari pure qualche maschio illuminato riesce a non essere ossessionato dal sesso a tutti i costi)
Per quanto riguarda la prostituzione, c'è poco da dire... qual è l'impropero più spesso indirizzato ad una donna? Pu***** e variazioni sul tema. Come mai? Perché la società, sai, gli stessi maschi che a prostitute ci vanno, le considerano molto male (dare della prostituta ad una donna non è un complimento). Quindi guardami metaforicamente nelle palle degli occhi e prova a convincermi che la prostituzione non ha nulla a che vedere con l'opinione media che la società (maschile) ha nei confronti delle donne, perché ti garantisco che finora non ci sei affatto riuscito!
:-)

bella filippica avete messo su! :)
è inutile che lo dica, appoggio pienamente il punto di vista di BiGi.

Aggiungo solo che vietare la prostituzione (sempre quella spontanea e non quella per costrizione o lo sfruttamento della stessa) sarebbe una limitazione della libertà.

In merito alla necessità maschile del sesso, vera o presunta...
Vaalyah, sembrerebbe di scherzare, ma se la nostra società fosse per certi aspetti simile a quella dei Bonobo, staremmo tutti molto meglio. ;)

Vaalyah scrive:
Ma c'è gente che vive tutta la vita in castità e, credimi, sono vivi, vegeti e pure contenti!

Certo, ne sono convinto. Come esistono dei guru indiani che sono in grado di stare settimane senza bere e mangiare.
Io però avevo escluso la volontarietà dell'astensione (ho scritto "NON per scelta").

Quindi guardami metaforicamente nelle palle degli occhi e prova a convincermi che la prostituzione non ha nulla a che vedere con l'opinione media che la società (maschile) ha nei confronti delle donne, perché ti garantisco che finora non ci sei affatto riuscito!

Mah, guarda...non ci provo nemmeno!
Il fatto è che hai ragione, che l'opinione del maschio medio tende ad associare all'immagine della prostituta una connotazione negativa anche in termini di cattiveria.

Io però non la penso così: secondo me una donna che - libera da legami - decide di fare sesso con una moltitudine di partner variegati non è da condannare, allo stesso modo di un uomo che sia nelle stesse condizioni.
Se poi la donna (ma anche l'uomo) hanno legami, beh allora la cosa personalmente mi dà fastidio: ma è una faccenda che deve riguardare la coscienza dell'individuo, non essere una questione di stato regolata da leggi o da quell'insieme di regole finte e sospette che va sotto il nome di "morale".

Allo stesso modo io non disprezzo in alcun modo le prostitute: ci sono molte donne che hanno dei comportamenti stronzi e subdoli, che però sono rispettate ed onorate perché mantengono pubbliche le virtù e privati i vizi.
E dare delle "puttane" a queste "signore" sarebbe secondo me un complimento che non si meritano!

ErreBi, lasciami indovinare... sei un uomo? :-)
BiGi, ok, tu sei un santo o quanto meno una mente illuminata. Con te salviamo un altro 2% circa della popolazione maschile. Gli altri che famo? Li mettiamo nelle camere a gas? -_-'
Come per la droga: finché ci sono certi RIMBECILLITI che ne fanno uso, meglio vietarla per evitare danni più gravi, penso che qui siamo allo stesso risultato. Che devo dirti, o cominciamo a tirare su i figli pensandola in maniera diversa, o per lo meno, che dove non arriva il buonsenso arrivi la legge.
L'individuo maschile a fianco a me domanda se ti sposeresti una prostituta... (e non chiedermi perché non posta da solo, perché non lo so... suppongo pigrizia)
Vorrei far notare una sola cosa... torno io e qui si riapre un cagnaron! (come si dice dalle mie parti) sarà un caso...

Grazie a tutti per la partecipazione e scusate l'assenza, ma son giornate tremende. Doktorfranz, l'impunità è alla portata di tutti, basta commettere almeno un omicidio:-)
Nicola, una volta fecero una legge che diceva: se ti assolvono almeno una volta, è automatico che come minimo ci sarà il dubbio che tu sia innocente. Quindi, appena ti assolvono finisce il processo. Ecco, dissero che era una legge ad personam e la cancellarono. Abbiamo detto tutto, credo:-)
Errebi, vedi che ti fa bene passare per queste pagine? ;-)
Valyaah e BiGi: voi due non me la raccontate tutta. Voi avete una relazione, confessate, e vi incontrate clandestinamente su questo blog:-D