
Dico "calibro" perché, ovviamente, trattasi di pistola (che se chi legge è del Nord sa benissimo quello che vuol dire). Delle sue fucilate e pistolettate però ne abbiamo ingoiate parecchie, perché se è vero che i pallettoni fanno male quando però è il momento di andare a votare si aprirebbero ai bracconieri persino le oasi del WWF. E mentre eravamo tutti trafelati a disfare le valige e a prepararci a tornare a lavorare, ecco che ti spunta invece lo sciopero fiscale di Umberto Bossi, un “cadeau” pre-settembrino che suona molto di propaganda è poco di tattico.
La Lega da sempre ci ha abituato a questo, fiera della sua protesta federale in nome del nordest, anche perché altrimenti non si capirebbe come un partito del genere possa mettere insieme tanti voti. Non a caso il Cavaliere con l’operazione "PdL Brambilla", sta cercando di portare via proprio quell’upper class padana che tanto serve ma che con Bossi di mezzo diventa sempre più indigesta. Ragion per cui ecco che dopo aver scoperto la registrazione del simbolo del Partito delle Libertà, il “celodurismo” padano riaffiora, cercando di riportare a se le anime gemelle perdute. Quale altro splendido mezzo se non lo sciopero fiscale per aizzare le masse?
Lo sciopero fiscale significa non pagare le tasse. E' contro la legge. Ma attenzione, perché l’idea meravigliosa non è questa, ma è di far pagare le tasse agli italiani, non allo Stato, ma alla loro regione di appartenenza.
Andiamo però con ordine. In Italia le tasse sono troppe. Le pagano sempre gli stessi per colpa di quelli che fanno i furbi. Ed essendo troppo alte ormai il livello di evasione è tale da essere il peggiore d'Europa. Qui bisognerebbe porre una prece e cercar di far capire a Visco che, più le tasse le alzi più la gente non le paga, ma questa è un'altra storia.
E le tasse ovviamente sono alte per far quadrare i nostri conti pubblici, con una spesa ed un deficit a dir poco scandalosi per un paese semi-industrializzato come il nostro.
A questo punto riequilibrare il carico fiscale è diventato se non doveroso almeno d’obbligo, anzi necessario, ed invece di tirare in ballo la Chiesa con i suoi privilegi (ma quali? Lo sgravio dell’ICI non è totale ma solo per alcune opere caritatevoli) sarebbe stato d’obbligo per Visco e compagni combattere veramente l’evasione senza aver poi bisogno di far pagar nuove tasse.
Per concludere quindi Bossi ha trovato la grande idea di invertire il carico fiscale dallo Stato alle regione. Come poi possa spiegarlo ai suoi cittadini padani che i soldi da versare son sempre quelli ma cambiano solo le tasche che li incassano, è tutto da dimostrare. In più il cosiddetto federalismo fiscale non ci potrà mai essere nel nostro paese almeno fino a che non si avrà una statualità federale.
Da noi il federalismo fiscale potrebbe significare solo un trasferimento scarso di fondi dallo stato alle regioni in modo che poi quest’ultime possano mettere ulterioriormente le mani nelle tasche dei cittadini. Questo è quello che accade in realtà e quello che dice Bossi è pura utopia. La realtà vera, oltre alla paura fottuta del nuovo progetto della Brambilla che va proprio a colpire il potenziale elettorato leghista, e che Bossi doveva farsi risentire al rientro dopo la pausa politica. Quale miglior argomento se non quello delle tasse?
E mentre tutti hanno capito che per vincere le prossime elezioni bisogna puntare solo su due cose, tasse e sicurezza (ne avevo già parlato di come la mancanza di vision pone i partiti a lavorare solo sul brevissimo periodo), il governo rimane sulla graticola nonostante i falsi sorrisi. Con la finanziaria Prodi l’ha combinata grossa e sarà molto difficile tornare indietro, nonostante le paresi di Padoa Schioppa e le promesse di evitare di rincarare il balzello fiscale. Intanto però quello che il centrodestra non deve fare è di appoggiare le “fuoriuscite” dell'Umbertun, perchè le tasse vanno pagate, anche se sarebbe da valutare se vanno pagate anche quelle troppe esose o sbagliate. Di certo un paese sull’orlo di una crisi di nervi come il nostro avrebbe bisogno di una nuova "Bastiglia" da espugnare, perché in una situazione del genere la serietà di una nazione si può recuperare in tanti modi, fino quasi a sfiorare il paradosso.
A rileggerci.













Un applauso forte e sincero.
meglio sarebbe se la Lega attuasse almeno per un week-end lo sciopero del vino!
Mi sovviene di un gruppo di contrabbandieri ed evasori ribelli riuniti in congresso a Philadelphia, che il 4 luglio 1776 firmarono una certa "Declaration of Indipendence".
A proposito di "pagare le tasse è un dovere (morale)", vedere qui cosa ci scrivevan sopra a detta Declaration, le fucilate sono acqua fresca. Si vede che pure Jefferson beveva vino...
Checce voi fà Chis, certe cose dallà nun le poi proprio capì .. ;-)
Con immutata stima
ciao, Abr
Vedi Abr, un conto è una reale dichiarazione di indipendenza contro lo sfruttamento che all'epoca i poi "americani" stavano subendo, un conto è umberto Bossi che spara cazzate. Perchè se tu mi paragoni la "Declaration of Indipendence" con le sparate di Bossi allora vuol dire che qualcosa tocca. Sappimao tutti che siamo iper tassati, ma non è non pagando o con lo sciopero fiscale che si sistemano le cose. E con una reale vision per ilo paese che le sistemi le cose. Anche bloccandolo se vuoi scardinando l'accroccone statale, ma non certo non pagando. Ed in più il buon Umberto l'ha sparata grossa solo per propaganda blaterando un federalismo fiscale che in Italia non esiste, solo per paura fottuta di perdere voti e per rimettersi in ballo politicamente. Io sto qua, ma ho fatto l'imprenditore, e so cosa vuol dire pagare dipendenti e mettere le mani sul 740 e pagare l'irpeg (non so ora come si chiama). Ti assicuro che da qua, si capiscono parecchie cose.
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