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Dimenticanze da 25 centesimi al litro

Sul prezzo della benzina si discute animatamente tra il liberalcomunista Bersani, la lobby dei petrolieri e le associazioni dei consumatori ognuno impegnatissimo a darci spiegazioni, soluzioni, giustificazioni e ricette.

In ballo, da quanto si legge, ci sono la bellezza di 3-4 centesimi al litro, cifra destinata a sconvolgere i bilanci mensili di ogni singola famiglia italiana.

A seconda delle preferenze o delle simpatie, ognuno difende la sua combriccola ributtando la palla nel campo avversario nella speranza che il casino che ne risulta porti esattamente dove si spera, cioè nella solita indagine contro ignoti.

Bersani dice che il rincaro è colpa dei petrolieri, questi ribattono che non se ne parla neanche e che la situazione è molto complessa, le associazioni dei consumatori se la prendono con entrambi nella speranza di ottenere un gesto di buona volontà formale che ne giustifichi l’esistenza agli occhi della gente comune.

Va bene, non entriamo neanche nel merito, ma ci divertiamo a fare i conti – per difetto – della serva su una parte del prezzo della benzina che si può quantificare in 25 centesimi al litro.

Ebbene, come sanno anche i muri, sulla benzina si sono caricati nel corso dei decenni una serie di costi che quelli che se ne intendono chiamano accise. Qui, per semplicità, li chiamiamo costi e basta e ci concentriamo un numero assai ridotto di balzelli che hanno in comune lo scopo di finanziare iniziative di grande attualità.

Il tutto inserito in un giochino-simulazione che ci serve per provare a capire il perché, una volta introdotti, i balzelli invisibili tendono a diventare eterni.

Cominciamo col giochino e proviamo a stimare prudentemente quanti litri di carburante vengono venduti nel Belpaese ogni anno. Secondo i numeri dell’ACI, a fine 2006 circolavano in Italia – esclusi i rimorchi e simili – 45,3 milioni di veicoli. Supponendo un consumo prudenziale medio di 20 litri a settimana per ciascuno e moltiplicandolo per 48 settimane, vien fuori che si vendono ogni anno 43,2 miliardi di litri di carburante. Una bella cifretta.

Ora, moltiplicando detti 43 miliardi e passa di litri per ogni singolo balzello si imparano cose strabilianti. Ad esempio che, con la misera cifra di 1,9 lire al litro, continuiamo a finanziare la guerra in Abissinia (dal 1935) con la ragguardevole somma annua di oltre 42 milioni di euro. E non è neanche l’onere più impegnativo visto che per la risoluzione della crisi di Suez (che data 1953) ci ostiniamo ad investire, sempre ogni anno, più di 310 milioni di euro (14 lire al litro).

Niente male per uno Stato i cui conti versano in condizioni miserevoli, ma che non lesina sforzi nella raccolta fondi per finanziare ricostruzioni nel Vajont (1963), a Firenze causa alluvione (1966) e nel Belice (1968) tutte coperte da una piccola aggiunta di 10 lire al litro: in totale, oltre 220 milioni di euro ciascuno all’anno, e c’è gente che sta ancora nelle baracche.

Per il terremoto del Friuli (1976), invece si pagano 99 lire al litro per un totale di oltre 2,2 miliardi di euro raccolti grazie alla generosità degli automobilisti, mentre quello irpino del 1980 (75 lire) ci costa “solo” 1,6 miliardi. Ogni anno, eh?

Poi c’è la missione il Libano del 1983, che fa la parte del leone con 205 lire al litro e 4 miliardi e mezzo di dotazione finanziaria annua, mentre per quella in Bosnia del 1996 raccogliamo poco meno di 500 milioni. Probabilmente, essendo più vicina si spende di meno.

Dulcis in fundo, il rinnovo del contratto dei ferrotranvieri del 2004 lo paghiamo con 39 lire al litro, cioè 866 milioni all’anno. Occorre dire, in questo caso, che i ferrotranviari contribuiscono, almeno in parte, a pagarsi da soli ogni volta che fanno il pieno.

Facendo il totale, salta fuori che ogni anno c’è un intero tesoretto da 11 miliardi di euro che finisce non si sa bene dove perché, a cominciare dalle truppe cammellate di stanza in Abissinia, son tutte destinazioni d’uso di cui non sa più neanche l’indirizzo.

C’è qualcuno che ha ancora voglia di discutere di prezzi alla produzione o di media europea di pressione fiscale? Ma, soprattutto, c’è qualcuno che ci spiega cortesemente che fine fanno questi quattrini?

(Nella foto, dotazione alle truppe italiane impegnate in missioni estere)

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ritratto di Mthrandir
 

Mthrandir in totale in Italia le tasse (o accise...) sui carburanti e lubrificanti generano allo stato 32.3 miliardi di Euro, mica pizza e fichi, specie in proporzione al totale genrato dal settore "Auto" che è di 64.6 miliardi....

Visco ridacci il granoooo!!!!!

le statistiche le trovi qui www.erf.be/section/statistics, tavola 8.2

Il che, se è vero, essendo 25 centesimi al litro circa il 33% del totale fa tornare straordinariamente i conti. Tranne quelli degli 11 miliardi che non si dove sono. Grazie per la segnalazione:-)

giuro che non li ho presi io!

Con quella faccia lì non è che sei molto credibile. Dov'eri la notte tra il 9 e il 10 aprile 2006?:-)

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