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Il catechismo di Don Romano Prodi

Ovvero dei peccati fiscali, parte seconda. Romano Prodi non demorde nella proposta della sua nuova teologia “laica” e, come fanno tutti gli accattoni di povero intelletto, arruola al suo servizio quelli che non possono rispondere sulle colonne dei giornali ai quali il neopredicatore si rivolge per la predica. Oggi è il turno di San Paolo per cui, visto che le omelie in difesa del fisco non le fanno i parroci, ci pensa direttamente lui a salire sul pulpito per fare una delle affermazioni più sconcertanti che ci sia stato dato di sentire negli ultimi due secoli di storia italica. Siccome di notte non ha niente da fare, probabilmente è andato a riesumare qualche lettera dell’apostolo e, tra i vari passi, si sarà innamorato di questo che sta nella Lettera ai Romani, capitolo 13:

“Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c'è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi chi si oppone all'autorità, si oppone all'ordine stabilito da Dio. E quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna. I governanti infatti non sono da temere quando si fa il bene, ma quando si fa il male. Vuoi non aver da temere l'autorità? Fa' il bene e ne avrai lode, poiché essa è al servizio di Dio per il tuo bene. Ma se fai il male, allora temi, perché non invano essa porta la spada; è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male. Perciò è necessario stare sottomessi, non solo per timore della punizione, ma anche per ragioni di coscienza. Per questo dunque dovete pagare i tributi, perché quelli che sono dediti a questo compito sono funzionari di Dio. Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi il tributo, il tributo; a chi le tasse le tasse; a chi il timore il timore; a chi il rispetto, il rispetto.”

Non contento dell’invocazione all’obbedienza assoluta, ci attacca anche il “quoque discolis” (l’obbedienza si deve per volere di Dio anche se le autorità preposte alla loro promulgazione sono lazzarone) così da chiudere la bocca a chi osasse notare che diventa difficile pretendere il rispetto delle regole da parte dei cittadini se coloro che le scrivono sono i primi a sodomizzarle quotidianamente..

Ci sono momenti in cui si può anche ridere delle estemporaneità di questa mezza figura che crede di essere uno statista, ma ci sono anche momenti in cui ci si può serenamente incazzare. Ecco, oggi è uno di quelli. Innanzitutto, cominciamo col ricordare a questo fenomeno da luna park che usare argomentazioni da catechismo per dummies a sostegno della necessità di adempiere agli obblighi fiscali lascia del tutto indifferenti gli evasori di imposta che non si riconoscono soggetti all’autorità terrena e spirituale del clero cattolico. E qui, o si ipotizza che gli evasori siano tutti cattolici, e allora è comprensibile che si rinforzi con la minaccia della dannazione eterna la politica di terrorismo fiscale di Visco, oppure Prodi è un banale cazzone di provincia che parla a vanvera senza aver la più pallida idea di quel che dice. Siccome è buona la seconda, allora gli ricordiamo anche il suo mandato non gli arriva da Dio, come invece San Paolo asserisce essere per le autorità di cui parla, ma da un gruppo di elettori, in larghissima misura pentiti, pronti a mandarlo a vangare l’orto se solo avesse il fegato di affrontarli di nuovo. Come si vede, un mandato decisamente meno luminoso e assoluto di quello teorizzato dall’apostolo di Tarso. Quindi, o ci fa vedere il fax con la nomina divina a premier oppure il resto delle affermazioni che porta a sostegno cade rovinosamente al suolo perché l’obbedienza cieca e assoluta la chiede una religione – e Prodi non ancora Papa – o un regime totalitario – e Prodi non è ancora Re.

Al contrario, è solo un ondivago pupazzo che si conserva in piedi giusto perché si muove senza resistenza al comando di chiunque si metta a tirare i fili.

Ma ci sono un altro paio di considerazioni da aggiungere. La prima è che quando un politico, o sedicente tale, si rifugia nell’invocare il potere dell’autorità vuol dire che non ha più niente da spendere sul terreno dell’autorevolezza. In altre parole, vuol dire che non essendo credibile e affidabile, la via della persuasione gli è preclusa e gli resta solo quella dell’imposizione forzosa. Quando diventa l’unico mezzo possibile per farsi obbedire, allora si può cominciare a pensare che il sistema si stia allontanando da quello democratico. La seconda, più pragmatica, riguarda proprio il sistema fiscale. Se è vero che un terzo dei cittadini non paga le tasse e se è vero che gli stessi politici riconoscono che il livello di imposizione è troppo alto, allora sarebbe il caso di domandarsi se l’idea di società che si pretende di aver mandato a realizzare sia un modello sufficientemente condiviso da chi quella società dovrebbe abitarla. Evidentemente, tutta questa condivisione non c’è e una parte rilevantissima della società non è disposta a contribuire per realizzarlo. Insistere in quella direzione, contro il volere della maggioranza, si chiama ancora una volta ambizione totalitaria. Adesso, invece di scomodare San Paolo e di ingaggiare il clero in una improbabile campagna di sensibilizzazione (non dimentichi che il clero è credibile quanto lui in tema fiscale visto che si tratta di una categoria che campa di esenzione e di collocazione nel mondo degli esentati per diritti divino), si ritiri in meditazione e, per quel poco che può ul suo cervello intossicato di socialismo dirigista, si domandi se il suo vagheggiato mondo degli oligopoli protetti è quello che vuole la gente. Si può anche insistere voler imporre modelli sociali lontani dai desideri della gente normale, ma si deve sapere che quando si passa il limite è difficile cavarsela con una banale trombatura elettorale. Di solito, si finisce parecchio peggio.

(Nella foto, esempio di un possibile insuccesso elettorale)

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ritratto di Mthrandir
 

Bellissimo pezzo! Non ho capito, Prodi vuole che il clero sensibilizzi la gente a pagare le tasse? Ha risposto bene un prete che ha detto che "se la Chiesa dice qualcosa, allora è ingerenza; se non dice nulla, allora se ne frega". Insomma, catechismo a comando e solo su quello che fa comodo al mortadella.

Interessante... "siate sottomessi"... sembra un passo del Corano... vuoi vedere che il nostro proFESSOre s'è fatto Musulmano e si comporta da Imam (senza barba ma con la pappagorgia)?
Poi lui che blatera di evasione fiscale mi deve dare plausibili e convincenti spiegazioni della sua dichiarazione da soli 89.000 euro mentre era presidente della UE...

Gloria, i laicisti sono andati in vacanza prima per non incontrare traffico. Qui son rimasti solo i preti e con qualcuno bisogna pur parlare:-)
Luciano: sei il solito malfidato:-)

Sono testé tornato dalle ferie...un buondì a tutti!

Avevo sentito questa notizia e la parte del "l’obbedienza si deve per volere di Dio anche se le autorità preposte alla loro promulgazione sono lazzarone" mi aveva fatto schiumare di rabbia!

Costui si dimostra sempre più un cialtrone, peraltro reo confesso, però la gente che l'ha votato se lo merita.

Noi un po' meno.

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