
Detto di Cosimo Mele e del suo grottesco festino romano, corre l’obbligo di annotare la decisione di Lorenzo Cesa di accettare, a malincuore, le dimissioni del deputato dall’UDC per incompatibilità dei valori che il partito dice di rappresentare e di difendere.
Siccome il segretario non vuole essere scavalcato a sinistra dal modernismo di Mele, e infrange il decoroso silenzio che avevo già raccomandato qui, prende la palla al balzo e ci mette del suo arricchendo il dibbattito con nuove e stimolanti riflessioni.
La vita del parlamentare, specie di quei parlamentari che abitano fuori Roma, è durissima. Una vita di privazioni, di sacrifici, di rinunce, di grande solitudine. Sono uomini forti, ma è difficile impedire che cadano in tentazioni praticamente inevitabili.
«Quando ero eurodeputato, stavo da solo tutta la settimana e la solitudine è una cosa molto seria».
Struggente confessione del segretario dell’UDC che dovrebbe spingere tutti quanti a riflettere su centinaia di vite dedicate al servizio del Paese pagate con immensi dolori personali.
Il tutto, quando va bene, nel generale silenzio o, peggio, in un clima di antipolitica ingeneroso nei confronti di cotanta virtù.
Eppure, ripensandoci, una soluzione ci sarebbe anche: perché non provare a mitigare tanta pena aumentando gli stipendi e permettere, finalmente, il “ricongiungimento familiare” anche ai deputati?
Beh, ci si metta una mano sulla coscienza e si abbia il coraggio di ammettere che più di ventimila euro al mese non sono un compenso tale da permettere ai fuori sede di portarsi appresso mogli e figli garantendo un alloggio decoroso e un tenore di vita almeno decente.
A titolo personale propongo, invece di aumentare gli stipendi visto che un eventuale ritocco verso l’alto degli onorevoli compensi potrebbe alimentare quel sentimento di sfiducia ingiustificato che l’opinione pubblica nutre nei confronti della classe dirigente, di istituire una più modesta indennità giornaliera per garantire all’intero emiciclo parlamentare di godere del meritato svago serale e lenire le angosce delle lunghe notti trascorse nei sudari dei loro loculi.
Se non ci fosse il pericolo di confondere i destinatari dei rimborsi, si potrebbe chiamarla “Indennità troie”, tanto più che nessuna delle categorie, di solito, presenta fattura.
Signor Cesa, non per citare la Cassazione, ma un vaffanculo?
(Nella foto, ricongiungimenti familiari)














E per le onorevoli di sesso femminile che si fa? Gli paghiamo i gigolò???
Perplessa...
e i nostri sull'Amerigo Vespucci e sulla Cavour??? A loro niente? Difendono pure il Paese...
Per loro niente, Valyaah. Certe esigenze sono prettamente maschili. Chiedere conferma a Volontè:-)
SkZ: i marinai si baciano tra di loro, lo sappiamo tutti:-)
tzk tzk tzk Mthrandir...
Dovresti capire ora il perchè di tutte quelle occhiaie dei nostri parlamentari...
Io pensavo che, distrutti dalla solitudine, espletassero da sè pratiche onanistiche. Un po' come in Parlamento, quando fanno sul serio:-)
Le donne???!!!
per le donne il problema non sussiste!
qui il problema è: che servizio si dovrebbe erogare a soggetti tipo Vladimir Luxuria ?
Come quantificare "l'indennità di solitudine" senza conoscere i vizietti di ogni politico che ne faccia richiesta?
E se qualche politicante fosse incline al pegging o al BDSM?
sarebbe cosa buona e giusta contemplare anche il rimborso spese per i coadiuvanti in jelly?
Diciamolo: Cesa l'ha sparata grossa, molto grossa.
Ma perché le donne niente? Cosa siamo, pezzi di marmo? Pensate a quelle povere onorevoli, tutto il giorno rinchiuse in parlamento con quei brutti, bavosi, pelosi, calvi, panzuti vecchiacci incartapecoriti? Un bel ragazzone muscoloso e carino la sera può far bene anche a loro. Protesto per la discriminazione sessuale!
Esponenti del mainstream media più acuto (Floris, Minchiolini, Atanasio lo Stilita) contrariamente al tuo disfattismo vagamente nazional-popolare, hanno saputo cogliere il senso dell'intervento di Cesa: una spinta bipartizan per l'inserimento degli incarichi parlamentari nel novero dei lavori usuranti.
;-)
ciao, Abr
Errebi, ho fatto un paio di conticini: volendo stare stretti, ce la potremmo cavare con un'indennità di un diecimila mensili netti. Neanche tanto:-)
Valyaah, prenditela con le giovani e avvenenti signore in caccia di avventure incapaci di resistere al fascino di gente come Mele:-)
Abr, io sono notoriamente inabile a scalare simili vette di pensiero e più incline al populismo (azz, qualunquismo mi sembra più "in") di chi si diverte a leggere le stramberie che passano per i ridotti cervelli dei nostri politicanti. In effetti, quello del parlamentare è lavoro usurante si, ma per i nostri cabbasisi;-P
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