D’estate ci si diletta coi sondaggi e, siccome è estate anche per me, oggi mi sono divertito a leggere i buoni auspici che Ipsos consegna al futuro Partito Democratico. Secondo la società di ricerche di mercato, il solo fatto che nasca il Partito Democratico sarebbe sufficiente a colmare il gap di consensi che separa la ex CdL dall’attuale minoranza di governo: da circa quindici punti e meno di tre. In tre settimane e grazie ad un partito che non c’è. Davvero notevole il risultato e complimenti a Uolter che dimostra ancora una volta di possedere qualità taumaturgiche e poteri semidivini grazie ai quali, con la semplice imposizione delle mani, riesce a resuscitare un centrosinistra più morto che vivo e restituisce entusiasmo ai delusi i quali, evidentemente, son già tutti in fila pronti a votare diligentemente per la new entry della politica italiana. Che poi non è vera e propria new entry, ma una formazione a chilometri zero in promozione con supervalutazione dell’usato. Probabilmente, è supervalutato anche il nuovo, ma sarebbe poco cortese rovinare le ferie all’Imperatore in pectore del centrosinistra la cui squadra assomiglia tanto a certi gruppi di autosostegno i cui ritrovi sono densi di incoraggiamenti reciproci sulla possibilità di farcela.
E’ chiaro che i sondaggi contano relativamente e che negli ultimi tempi non hanno fornito grandi prove di attendibilità, però fanno bene al morale dei nostri leader che ci tengono moltissimo. Soprattutto, secondo alcuni, hanno un grande potere di condizionamento di opinione per cui distribuire rilevazioni che attestino una vigorosa ripresa della fiducia nel centrosinistra può innescare un circolo virtuoso che si autoalimenta sfruttando la tendenza all’emulazione dei meno appassionati. Bisogna dire che il piddì non si fa mancare niente nel tentativo di risalire una china piuttosto ripida e bisogna anche dare atto a Uolter di essercisi messo di buzzo buono e senza risparmio di mezzi. Ha perfino rispolverato la proposta di modifica costituzionale bocciata al referendum tagliando e incollando qua e là per dare concretezza alla visione modernista della Fenice destinata a rigenerarsi sulle ceneri rimaste di DS e Margherita.
Lo sa lui e lo sappiamo noi che la gente ha la memoria corta e che manco si ricorderà che due terzi delle dieci riforme veltroniane erano state a suo tempo dipinte come assalti alla democrazia e respinte con perdite, ma basta un restyling adeguato, riproporle nella nuova veste di elaborazione strategica propria per trasformarle magicamente nel bene unico e possibile del paese.
Insomma, tra candidati segretari a cui hanno azzerato il contachilometri per farli sembrare nuovi e programmi politici trascritti su carta intestata propria, ma provenienti da altre scuderie, il futuro piddì galoppa verso il suo destino fatale e vittorioso mettendo in banca un recupero netto di oltre quindici punti percentuali di elettorato perché i tredici succhiati alla concorrenza comprendono, ovviamente, quelli persi a causa delle scissioni interne.
Questa sbalorditiva performance, alla quale rendo onore in tutta sincerità, in cambio di una banale riverniciatura della carrozzeria lascia presagire addirittura un trionfo dopo il 14 ottobre, mese dedicato alle rivoluzioni da tempo immemore.
Devo ammettere che questa repentina inversione del trend fa riflettere e dovrebbe far riflettere anche il centrodestra perché di qua un personaggio della levatura politica di Veltroni manca completamente. O meglio, non è che manchino i cazzoni pronti a raccontare qualsiasi stramberia gli passi per la mente, ma dobbiamo riconoscere che nessuno da questa parte riesce a farlo con la disinvoltura autoreferenziale dell’occhialuto sindaco di Roma.
Sarà per quello che sono così tanti quelli che hanno subitamente scordato i risultati attualissimi dell’esperienza di governo di centrosinistra e che sono disposti a riaprire il credito agli stessi insolventi debitori senza uno straccio di garanzia.
O forse è vero che siamo tutti un po’ ingenuotti e che, quando si va a votare, ognuno di noi si comporta come dal meccanico alle cui lunghissime liste di riparazioni mai effettuate e reprimende sui letali effetti della manutenzione meccanica colpevolmente omessa è disposto a credere ciecamente. Del resto, sono ben pochi quelli che potrebbero riconoscere un ABS a prima vista o quelli che possano vantare una sufficiente familiarità con l’ASR o con l’EBD. “Tutto apposto, Dottò. Come nuova” e si riparte sollevati nell’anima e molto più leggeri nel portafogli consci di aver pagato il fio della nostra pigra ignoranza. Magari succede lo stesso con Uolter e, tra un DS vecchio e da cambiare e un DL che batte in testa, l’idea di aver sostituito il tutto con un PD nuovo di zecca produrrà un sentimento di liberazione per quel grande numero di votanti che, innamorati del rottame fermo in garage, lavano il senso di colpa del passato disinteresse versando l’obolo in officina. Poi tutti a chiedersi il perché noi si continui a girare su una carcassa e il meccanico rinnovi il BMW cabrio ogni sei mesi.
(Nella foto, trend dei consensi per il PD nelle ultime settimane)














Mthrandir scrive: Devo ammettere che questa repentina inversione del trend fa riflettere e dovrebbe far riflettere anche il centrodestra perché di qua un personaggio della levatura politica di Veltroni manca completamente. O meglio, non è che manchino i cazzoni pronti a raccontare qualsiasi stramberia gli passi per la mente, ma dobbiamo riconoscere che nessuno da questa parte riesce a farlo con la disinvoltura autoreferenziale dell’occhialuto sindaco di Roma. Semplicemente GENIALE! CLAPCLAPCLAPCLAPCLAPCLAPCLAPCLAPCLAP
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Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura
Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico
Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali
Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.
Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.
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