
Leggo che almeno parte dei ritardi biblici delle ferrovie in questo periodo sarebbero dovuti al caldo: le temperature sopra i 35 gradi ed il sole a picco porterebbero i binari a temperature fino a 58 gradi, causandone una abnorme dilatazione ed il rischio di deragliamento dei treni. Di conseguenza, le ferrovie avrebbero ordinato la riduzione della velocità massima dei convogli, che dev'essere inferiore ai 100km/h
un solo dubbio: chi e' il genio che ha scambiato l'Italia con la Lapponia? Perché da quanto mi ricordo, non è che in Italia 35 gradi sia del tutto eccezionale... ergo: o ci prendono per i fondelli, o la qualità cnp delle FF.SS. è inferiore persino ai peggiori timori dell'italiano medio
PS: mi spiegate perché su Google , digitando "caldo" e "trenitalia", l'unico articolo in materia è quello dell'Unità?
Capisco gli accordi coi comunisti cinesi, ma con Furio Colombo no...
tag: Ferrovie, trasporti, trenitalia, Sprechi, Statalismo














Dal tipo di allarme, dal suo riconoscimento, s'evince che si tratta di pratica standardizzata. É quindi auspicabile pensare che non si tratta di nessuna delle due distinte soluzioni, ma un mix di entrambe. Direi un 75, 80% della prima, il restante vien da sé.
nota: il link su L'unità porta invece a Il Giornale, su un articolo che non credo c'entri molto.
Vien fuori così perchè JCF è fatto così. Dice le cose giuste e mette i link sbagliati. Per questo è nella "crew" della Voce:-)
Lo scandalo è che si permettono di dare delle spiegazioni così assurde con la prosopopea che il popolo bue se le beva! Gente superficiale ed arrogante oltre ogni misura.
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