
Sarà il caldo, sarà la tensione che stringe lo stomaco del governicchio, ma sembra che ognuno dei notabili abbia definitivamente concessa la libera uscita all’ultimo rimasuglio di buon senso sopravvissuto ad un anno e mezzo vissuto pericolosamente.
Qualche giorno fa Giuliano Amato si era prodotto nel famigerato maschilismo siculo-pakistano che tanto aveva fatto soffrire gli isolani citati come portatori di una cultura maschilista e oscurantista, piuttosto incline alla violenza fisica nei confronti delle donne. Li aveva nominati e definiti come paradigma negativo ben conscio che quel siculo-pakistano voleva dire, nella testa degli ascoltatori, anche e soprattutto ortodossia religiosa cattolica e islamica. Insomma, nonostante la definizione non del tutto felice, Amato intendeva riferirsi ad un modello sociale costruito e fondato su una interpretazione letterale ed assoluta (anche se formale) dei dettami imposti dalla fede religiosa prevalente. Estendendo e semplificando ulteriormente, Amato attribuiva la responsabilità della scarsa considerazione in cui sono tenute le donne alla mancanza di secolarizzazione delle società in cui vivono. O vivevano, perché nel giro di due ore si affrettò a precisare che i siculi che aveva in mente erano quelli di 50 anni fa. Sui pakistani glissò.
In fondo, poteva anche avere qualche ragione con buona pace della permalosità dei nostri concittadini ai quali aggiungo che, se il ministro avesse usato un’accoppiata veneto-pakistani la faccenda non si sarebbe spostata di un millimetro.
Bene. Passata la bufera, perché questi qua sono capaci di scatenare l’ira di chiunque a prescindere dall’argomento di cui discettano, Amato si ripresenta puntuale sul pezzo, stavolta in occasione della presentazione di un documento della Consulta Giovanile per il pluralismo religioso. Ora, non chiedetemi cosa sia e a cosa serva una Consulta Giovanile per il pluralismo religioso perché non voglio saperlo temendo come la morte la risposta.
Resta il fatto che durante questo epocale evento, Amato si è sentito in bisogno di recuperare punti e consenso presso il fondamentalismo (deve aver interiorizzato la lezione di D’Alema) sempre in tema di libertà femminili. Stavolta, però, cambia radicalmente posizione sostenendo che, in fondo, c’è del buono anche nel fondamentalismo islamico, specie quando impone alle donne il velo: nella visione coerente di Amato, l’imposizione del velo non sarebbe sempre e comunque una violenza, ma in molti casi sarebbe un modo di dimostrare il profondo rispetto che si porta al genere femminile. Se si poteva chiudere un occhio sulla prima affermazione, alla seconda proprio non si sa cosa aggiungere, a meno che il buon Amato non sia uno di quegli intellettuali da bocciofila convinti che la donna, tendenzialmente puttana, se lasciata libera di esprimersi tenda inevitabilmente a togliersi le mutande con chiunque e non appena possibile. Pronto a sopportare l’accusa di strumentalizzare ogni dichiarazione, non mi sembra illogico dedurre che la nuova posizione di Amato implichi che obbligare le signore a vestire in modo più castigato, o meglio imporre loro di indossare il niqab o il burqa, sia una forma di tutela indiretta da prestarsi doverosamente ad opera della parte di genere umano culturalmente più evoluta, cioè i maschi.
Adesso, naturalmente, aspettiamo la rettifica, ma resta la sensazione che Amato vada a braccio non quando parla, ma quando pensa. Sempre dando per scontato che alla meditazione abbia tempo da dedicare perché, da quello che si sente, sembra che non si tratti di un’attività che il ministro pratichi con sufficiente dedizione.
Capisco che non debba essere facile trovare qualche utile contributo di libertà civile nell’ortodossia religiosa in genere, e che tentare di farlo parlando di quella islamica sia addirittura un’impresa che sfida il massimo di capacità intellettuale umana, ma se la strategia di difesa del politically correct impone questo risultato, allora meglio la guerra aperta. E’ più sincera, più onesta e, soprattutto, meno grottesca del barcamenarsi costante alla ricerca di equilibri non compatibili con la fisica sociale. In più, considerando che stiamo parlando di un ministro della repubblica, ci sarebbe anche la necessità di risparmiare agli elettori l’umiliazione di sentirsi considerare perfetti imbecilli pronti a bersi qualsiasi argomentazione senza opporre resistenza.
La verità vera è che nel lungo termine le posizioni della sinistra su questi temi portano inevitabilmente a sprofondare nella voragine dell’indeterminazione perché è una visione del mondo tutta centrata sul compromesso di breve, ma senza un vero valore guida.
Può anche darsi che restare agganciati alla propria identità sia un limite quando ci debba confrontare con culture diverse, ma la semplice abdicazione in nome del niente assoluto e della quiete temporanea mi pare una scelta letale.
E il motivo mi sembra piuttosto evidente: senza risorse culturali di riserva da poter impiegare sul campo, la firma di una tregua è solo il rinvio della resa incondizionata.
(Nella foto, doverose tutele)














>Ora, non chiedetemi cosa sia e a cosa serva una Consulta Giovanile per il pluralismo religioso[...]
Me lo sono chiesto! :)
è stato istituito dalla Melandri e da Amato.
Questo più o meno è il lodevole intento:
L’istituzione della Consulta rappresenta un ulteriore avanzamento del lavoro, avviato già a partire dal mese di Settembre dai due Ministeri, volto a promuovere il protagonismo giovanile nei processi di costruzione di modelli di dialogo e tolleranza tra religioni, fedi e culture diverse nel nostro Paese.
I primi risultati del lavoro avviato - ora formalizzato attraverso la messa a disposizione da parte del Governo di una sede di confronto permanente -testimoniano della straordinaria possibilità di sviluppare questo dialogo facendo leva su un’istintiva ed innata capacità dei ragazzi di superare cristallizzazioni, preconcetti e schematismi e di avviare, al contrario, un confronto che prende le mosse da temi concreti, primo tra tutti la definizione dei tratti di un moderno concetto di cittadinanza.
[
fonte ]
Peccato che:
nel documento dei componenti della Consulta tanto cara al ministro c’è scritto che «vanno condannate immagini che tendono a costruire un modello femminile svuotato di contenuti ed eccessivamente affidato a una dimensione stereotipata della corporeità»
[ fonte ]
Insomma, nel "moderno concetto", tra "dialogo" e "tolleranza" è contemplata anche l'iconoclastia.
Forse forse, un passo indietro di qualche centinaio d'anni?
Grazie per aver fatto lo sforzo di ricerca ed è esattamente come temevo: un'altra vaccata inutile buona solo a fare della teoria. Beh, a sentire i commenti di Amato direi che il passo è quello del gambero. Però, di corsa.:-)
Cerco di trattenermi vah che è meglio. La mente a 70 anni può davvero fare dei brutti scherzi, il caldo di questi giorni non aiuta affatto poi. Ma c'è una cosa che mi sfugge, piccola ed irrilevante: le donne lascive occidentali sono libere. Libere di comportarsi da puttane o da sante, libere di vestirsi o svestirsi a proprio piacimento, libere di mercificare o no il proprio corpo. Le musulmane hanno la stessa libertà? Poi, obiettivamente, tutto avrei potuto pensare (anche il peggio) da uno come Amato, fuorchè fare comunella coi fratelli musulmani. E io so che i fratelli musulmani sono integralisti della peggiore specie. Qui altro che si sta svendendo l'italia all'islam. Spero solo che sia il caldo o tra qualche tempo se il ministro continua così senza pensare, ci ritroviamo gli imam seduti sugli scranni del parlamento a dettare legge.
Ci andrò piano perché questo è un altro argomento che mi scalda (ricordate tutti vero, il dibattito sulla prostituzione?). Solo alcune cose:
1) se è tanto giusto che girino con addosso uno scafandro, com'è che qui la TV e i giornali sono infarciti di donne nude ovunque? Avete sentito dell'articolo del financial times a riguardo? Che figuraccia che ci abbiamo fatto!
2) con sarcasmo Mthrandir ha scritto "la donna, tendenzialmente puttana, se lasciata libera di esprimersi tenda inevitabilmente a togliersi le mutande con chiunque e non appena possibile" a parte che non è propriamente così, la mia domanda pe Amato è: E GLI UOMINI??? Fino a prova contraria sono quelli che si vantano di avere n mila spasimanti (che poi, fra le favole e la verità ce ne passa di acqua), allora scafandriamo loro!
3) cito Elly "le donne lascive occidentali sono libere. Libere di comportarsi da puttane o da sante, libere di vestirsi o svestirsi a proprio piacimento, libere di mercificare o no il proprio corpo" anche qui: è possibile che una donna o è una santa o è una poco di buono? E chi dà 'sti giudizi? A me sembrano semplicemente persone che fanno quel cavolo che vogliono. E ognuno ha diritto di fare ciò che preferisce senza che la società, e tantomeno un uomo, possa dire una sola parola a riguardo.
Insomma, non apprezzo la "liceità di costumi" che vedo in giro (quando ho letto delle 12enni che si prostituisco in discoteca per farsi regalare la maglietta di moda, sono inorridita) ma vorrei sapere perché l'essere umano di genere maschile deve arrogarsi il diritto di decidere cosa può o non può fare l'essere umano di genere femminile. O la verità è piuttosto che gli uomini si sentono castrati alla sola idea che la ragazza in questione li molli per un altro e allora usano questi mezzucci imponendo la schiavitù (perché di questo si tratta) femminile?
Poi nei commenti ai blog senti uomini che dicono che sono meglio le straniere (paesi dell'est o comunque paesi poverissimi), perché le italiane se la tirano! No, le italiane cercano uno che piaccia loro. Le straniere si accatterebbero qualsivoglia rifiuto umano pur di venire via dalla situazione di miseria in cui si trovano in terra natale. Chiamiamo le cose con il loro nome. Il burqua è solo l'ennesimo modo in cui il maschio si sente tutelato di non incorrere nel "libero mercato" del miglior offerente.
@Vaalyah:
replico sui tuoi punti:
1) Nudo integrale e velo integrale. Sono questi due estremi e come tali, entrambi condannabili. Ma se il primo offende il costume, il secondo è una minaccia alla sicurezza. Andrei quindi piano con il paragone.
2) Sarò breve: ritengo che anche gli uomini debbano avere il diritto di essere uomini oggetto. Libertà, innanzitutto. Ad ognuno la scelta, maschio o femmina che sia.
3) É difficile divagare nell'eterna diatriba maschio/femmina senza sollevare polemiche. Tanto meno vorrei ribattere come in una tifoseria, per partito preso e per semplice appartenenza al genere XY.
Al di là di qualche aspetto discriminatorio che riconosco, comunque generati da millenni di storia, vorrei farti notare che la donna ha e continua avere un certo peso sulla storia stessa. Non è forse vero che dietro grandi uomini ci sono grandi donne?
Di potere ne avete, meno esplicito e diretto di quello maschile, ma siete in grado - volendo - di manipolare qualsiasi maschio.
Ho letto di maschi suicidati per amore, successo altrettanto dall'altro canto? Non credo e comunque non nella stessa misura perché checché se ne dica, in una società dove la forza fisica non conta più un benemerito piffero, le "forti" siete voi.
Il fascino femminile è tutt'ora trainante per la società.
Facci caso, persino dietro ogni storia di prostituzione forzata c'è sempre una fottutissima adescatrice.
Le donne hanno sempre avuto intrinseche potenzialità ma forse senza accorgersene ed oggi rivendicano diritti che - di fatto - possedevano già seppur con qualche procedura di realizzazione cavillosa.
Così che si decanta tanto la famigerata uguaglianza con l'altro sesso, per altro velocissima nell'ultimo decennio, con il risultato disastroso che le donne hanno iniziano a fumare quando si è scoperto che il tabacco provoca il cancro, hanno iniziato a guidare auto tanto sportive dal cofano fallico quando i limiti e gli autovelox sono disseminati come i sanpietrini; sono entrate in politica quando ormai a comandare è l'economia...
Ieri al tg2, la giornalista indossava un jeans stone wash, talmente consumato da essere degno della sfilata vintage più a la page. Alle donne è concesso il sandalo aperto, ovunque. A tavola a spalle scoperte e anche nelle ricorrenze ufficiali è permesso praticamente tutto.
A noi maschietti ? non rimane che il noioso abito blu o grigio, cravatta (un bavaglino? questo è l'unico vezzo concesso?) e zazzera rigorosamente corta. Appiattire la personalità sembra essere l'imperativo per i maschi.
Ma qualcosa sta cambiando nelle nuove generazioni: maschi sempre più donne. Un' exploit di mammi , dediti al peeling. Ragazzini ai quali interessa più il sopracciglio curato (il loro, ovviamente) che il sedere della coetanea.
Non so, forse il punto è questo, donne ed uomini dovrebbero ritrovare la propria identità. Ma il mutamento sociale è in atto e non credo si possa tornare indietro.
un esempio dello strapotere femminile?
le brache a vita bassa, che mortificano i sederi più meravigliosi.
evidentemente concepiti da qualche stilista ipopigia (volgarmente, dal culo basso).
scherzo, naturalmente, anche se sono sostanzialmente d'accordo con ErreBi.
piuttosto, per quanto riguarda il velo (e la connessa verginità prenuziale), io ho due teorie.
una, i musulmani se lo sentono (o ce l'hanno) piccolo (e infatti si circoncidono per farlo sembrare più lungo - rischerzo), e quindi la vogliono vergine per non incorrere in imbarazzanti paragoni.
due, le musulmane sono quasi tutte dei mostri, chiatte pelose e baffute, quindi le si "vende" infagottate e irriconoscibili, e poi la sorpresa è solo del marito.
chiaro, anche quest'ultimo è un commeno poco serio, perché ad essere seri si rischia la denuncia, da parte di questi fedeli della ReliogionedellaPacee Tolleranza.
restiamo sul faceto, ben sapendo comunque che il senso dell'umorismo in quele lande manca proprio.
SARA' CATTIVO! (avviso)
1) non ho mai detto che il velo è positivo, anzi. Io ABORRO il velo e ogni volta che vedo una donna velata per strada, parte la mia campagna di anti-ignominia. Per quanto mi riguarda, una donna in burqua offende tutte le donne (me compresa) in quanto sta apertamente ammettendo che la donna è proprietà dell'uomo e quindi ne deve stare sottomessa. Io sarei per bruciarli i veli. Tutti! Ma questo non implica che vedere donne nude ovunque per la felicità dell'ormone facile degli uomini davanti alla tv non sia egualmente avvilente!
2) la mia era una provocazione: del tipo "se le donne devono andare in giro con lo scafandro, perché gli uomini no?"... non mi dire che non lo avevi capito... -_-'
3) in breve: io devo valere in quanto essere umano, non in quanto portatrice di vagina. Se mi merito qualcosa è perché valgo, non perché gli uomini ragionano con gli ormoni. Dietro un grande uomo c'è una grande donna? E perché le donne non possono essere grandi da sole, ma solo dietro agli uomini? % di donne nei lavori manageriali? nei centri di potere? nei posti che contano? E le poche che ci sono, con quali e quanti compromessi ci sono arrivate? ErreBi, non ho nulla contro di te, figuriamoci, ma non venirmi a dire che la società non è retta dai maschi, ti prego!
Per quanto riguarda il resto: persone IMBECILLI ce ne sono sempre state. Circa il 98% della popolazione. Sia maschile che femminile, punto. Maschi e femmine, a parte per questo, non potranno mai essere uguali. Ci sarà uguaglianza quando vedrò finalmente un uomo farsi 9 mesi di gravidanza e 30 ore di travaglio per autoprodursi il pupo. Fino a quel momento, quello che chiedo non è uguaglianza, ma uguaglianza di diritti. Che è diverso. Uomini e donne sono strutturati in maniera diversa per validissimi motivi. La natura ha diversificato perché era necessario. Ma penso che in una società che dovrebbe essere di diritto, i diritti dell'individuo DEVONO essere uguali. Ergo: se scafandriamo la donna, va scafandrato anche l'uomo. (il che è ridicolo in entrambi i casi)
Ti lamenti del vestiario? Una donna deve essere sempre perfetta perché viene giudicata rispetto al suo aspetto fisico (ed è sbagliato). Mi spieghi perché con 35° fuori lei deve passare 20 minuti sotto il phon? Deve truccarsi, vestirsi in un certo modo, girare con 10cm di tacco e poi sentirsi dire "Facciamo una passeggiata?". Vai a farti una passeggiata te che sei uscito di casa senza manco esserti fatto la barba, con le braghe corte (orribili! Come io CHE POSSO PERMETTERMI LE BRAGHE CORTE riesco a stare in pantaloni lunghi, puoi farlo anche tu, maschio) e con le scarpe da ginnastica! Visto che in città ci trovi pure il porfido del '500 con buchi grossi come un bue e coi tacchi non è proprio il massimo! Ovviamente ci deve essere un uomo in comune che decide la pavimentazione locale! Perché anche un imbecille riesce a vedere il/la vecchietto/a col bastone che su quel porfido ci si ammazza!!!
Niente di personale, non ce l'ho con te, ma quella del vestiario (e ci litigo pure con gli amici) è solo ed esclusivo vantaggio maschile!
Ah, il mio ragazzo ha i capelli più lunghi dei miei. Idem per il 70% dei miei amici! (non che io li abbia corti, loro li hanno mooooolto lunghi)
Comunque parità di diritti non implica: A) ragazze che tirano più bestemmie del famigerato turco (che poi, i turchi che conosco io sono anzi educatissimi), fumano, bevono e cambiano ragazzo una volta la settimana e al contempo B) ragazzi che sembrano usciti da una sfilata di D&G (non so se ci capiamo!) con le sopracciglia depilate e sculettanti per la strada... (non dico mammoni, perché i maschi italiani lo sono sempre stati :-P ), ma che né maschi né femmine si sentano in diritto di poter dire a qualcuno come fare/pensare/vestire/comportarsi solo in quanto appartenente al sesso opposto. E che la discriminazione non ci sia nemmeno a livello di pensiero. E questo richiede una profonda modifica della società. Non penso vivrò abbastanza per vederla, ciò che mi manda in bestia è giusto questo.
Nessuna battaglia trai sessi. Quasi tutti i miei amici sono maschi perché apprezzo più il loro modo di vedere le cose e perché, inutile negarlo, tante ragazze pensano solo a mostrare le curve in pubblico. Ma per quel 2% di popolazione (di entrambi i sessi) con un cervello, continuerò ad indignarmi per come stanno le cose!
Mi spiace, sono cattiva tutto l'anno, anche a Natale!
@Vaalyah:
dall'esordio, per una attimo ho creduto tu fossi maschio. :-)
D'accordo sul velo, che non andrebbe indossato (in Italia). Un po' meno sui motivi.
Sono tradizioni ed usanze di una cultura e di una civiltà lontana da noi anni luce, nonostante poche ore d'aereo ci avvicinino oramai troppo velocemente. Non ci è dato conoscere a pieno tali culture se non nello studio e nella volontà conoscitiva dell'altro, ma con il giudizio, o meglio, il pregiudizio vincolante della nostra natura di occidentali.
Nel rispetto delle usanze e dei costumi non condanno il velo nella sua natura, ma condanno la sua invadente e forzata esportazione in un luogo - come l'Italia - non adatto. Imporre il velo in Italia è un po' come pretendere di piantare kiwi al polo nord.
Ho parenti in Giordania, indossano il velo. É pur vero che il vento è sempre presente in quei luoghi, il burka trova non solo una ragione d'esistere ma se ne comprende in parte anche l'origine.
Ragioni che non hanno alcun motivo d'esistere in Italia.
Nel mondo islamico il burka sarebbe la "confezione in atmosfera controllata" entro la quale proteggere la proprietà? annichilendola nella persona?
Il tuo può essere un punto di vista, un'interpretazione legittima. Ma io, nel mio piccolo, non lo so e non voglio saperlo.
Resta il fatto che noi non possiamo imporre loro, nella loro terra, la nostra cultura, come loro non dovrebbero invaderci con usanze non consone allo stile di vita della nostra nazione.
Ecco perché concludo che nello specifico non posso scafandrare l'uomo, ma decisamente, nella mia terra mi batto per non scafandrare la donna.
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>Ma questo non implica che vedere donne nude ovunque per la felicità dell'ormone facile degli uomini davanti alla tv non sia egualmente avvilente!
D'accordo con te: avvilente. Ci tengo solo a precisare che "la felicità dell'ormone maschile" non è proprio tale. Perché per una sessualità istintiva come quella del maschio, il bombardamento mediatico di immagini sexy, le continue tentazioni , i reiterati richiami a desideri non appagabili cui si è sottoposti è decisamente frustrante. E di risvolti violenti ne è piena la cronaca.
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Sull'abbigliamento: andiamo, sappiamo entrambi che un certo tipo di donna si veste per la donna. In una continua sfida a colpi di fascino estetico per il raggiungimento della carta di credito più cospicua.
Non ami i tacchi a spillo? bene, sei LIBERA di non indossarli.
Ma non puoi non ammettere che di vera arma strategica si tratta, un'arma, l'ennesima in più, dopo scollature, unghia pennellate, trucco e chi più ne ha più ne metta, da utilizzare nel pavoneggiamento (oramai) vicendevole dei due sessi.
La donna è libera di essere oca e libera di non esserlo, scegliere di essere scopata o amata. Lo stesso vale per i maschi, scegliere se essere begli oggetti da bagnasciuga, schiavi in palestra del proprio corpo, con i bicipiti anabolizzati ed il "citofono" sullo stomaco, macchina da sesso per donne che lo desiderano o essere accettati per quello che si è, non accattoni bavosi di vagina per intenderci.
Maschi con capelli lunghi i tuoi amici? oh certo, anch'io li ho avuti (i capelli lunghi)e c'è anche chi è cosparso d' orecchini e piercing. Il punto è che in determinati ambienti alla donna è concessa più libertà. I canoni dell'abbigliamento maschile sono decisamente più rigidi, non si può negare.
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Non so... se fossi donna, ne sarei fiera.
E mi sentirei strafiga con i tacchi. :))
Mi scuso con mthrandir se siamo andati un po' OT
Scuse di cosa? Io mi diverto un sacco a leggervi. E poi sull'argomento Valyaah è una adorabile iena, in perfetto stile Voce del Padrone. Tanto per stare OT, pensa che Valyaah mi ha letto per non so quanto tempo di là commentando solo nel post di congedo. Mammamia cosa mi sono perso....:-)
Preparatevi, che a settembre ci saranno cose nuove.:-)
@mthrandir:
Anch'io ti ho letto per molto tempo di là, commentandoti solo nel post di congedo... con un nick diverso però. :-)
Entrai su quel blog per puro caso e mi colpì subito il tuo stile ricercato, elegante e piccante nello stesso tempo. Riconobbi molte mie idee nei tuoi contenuti e le famose schegge finirono subito nei preferiti.
Una cosa che mi stupisce oggi è l'esiguo numero di commenters. Pessima indicizzazione, scarsa attenzione da parte di internauti troppo impegnati dal futile, o cosa?
Mah...
Settembre? ci siamo già! a tutto click! :D
ErreBi, random pensieri:
Durante l'internato per la mia tesi di laurea ho conosciuto alcune persone provenienti da vari paesi islamici. I racconti dei ricordi legati alla loro terra d'origine hanno dello sconvolgente (da un ragazzo che, poiché non musulmano, veniva perquisito, seguito e picchiato dalle forze dell'ordine a giorni alterni [ho visto i segni delle manette!], a una ragazza che ha dovuto firmare di non vedere la famiglia [ancorata nel paese di origine fino al suo ritorno] per tutta la durata del soggiorno all'estero), ma ti posso garantire che una delle cose che ho appreso al 100% e la loro assoluta NON VOGLIA di doversi paludare con un lenzuolo, né tantomeno di non avere la benché minima voce in capitolo su cosa fare della loro vita. Per carità, di persone succubi del sistema ce ne sono in ogni luogo, ma se l'Occidente si pone di favorire i diritti civili degli esseri umani in ogni luogo (ad es. se ci fosse la schiavitù, l'Occidente si batterebbe per eliminarla), allora bisogna sicuramente cercare di aiutare la situazione femminile nel mondo islamico. Perché alla fine, è poco lontana dalla schiavitù!
Allora, se neppure a voi maschietti piace questo imperante fiorire di immagini nude femminili... facciamo partire una petizione per toglierle, per carità!
Io amo i tacchi a spillo! Mi piacciono le scarpe strane e adoro indossarle. E puoi credermi o meno, ma lo faccio INFISCHIANDOMENE ALTAMENTE del pensiero dei maschietti a riguardo. Sono famosa tra gli amici per essere quella che risponde con sguardo truce e dicendo con rabbia "Hai qualche problema???" a qualsivoglia individuo di sesso maschile che per strada mi guardi per più di 2 millesimi di secondi. Solo che non puoi non dirmi che IN GENERALE da una donna ci si aspetta un tipo di tenuta diversa che da quella dell'uomo. Insomma, un uomo in jeans e maglietta è normale, una donna in jeans e maglietta è considerata trasandata. Ad esempio, in molti negozi, se cercano una commessa specificano "bella presenza" (io preferisco commesse cortesi più che carine, ma tant'è), per gli uomini no. Ci saranno dei motivi...
Comunque, solo capelli lunghi, piercing e tatuaggi non fanno di sicuro per me! E ringrazio il Cielo, manco per i miei amici, visto che mi fa alquanta impressione vederli! :-P
Io sono donna e ne sono fiera. E adoro i tacchi! :-D ma il motivo per cui sono fiera non è perché posso raggirare un uomo in 5 minuti a suon di ancheggiamenti, ma perché apprezzo il fatto di avere, prima di tutto, un cervello!
Mthrandir:
Ci avrei scommesso che ti divertivi come un pazzo! E non avrei saputo descrivermi in maniera migliore che "adorabile iena"!!! Un bacio!
PS: non mi azzardavo a commentare proprio perché so che di solito mi faccio prendere un pochettino la mano... -_-'
Penso che gli scarsi commenti siano dovuti al periodo no: saranno quasi tutti in vacanza, beati loro! Pensate un po', per praticamente tutto agosto non avrete notizie di me e dei miei commenti cattivi... Non vi sentite già tristi??? (il provider mi taglia internet... di nuovo! Oramai è una barzelletta) :-D
Signori e signore, grazie. Non mi preoccuperei eccessivamente per il numero di commenti perchè i numeri nella blogosfera contano, ma relativamente. La Voce è un'idea assai diversa dal blog sul quale scrivevo e ha pregi e difetti rispetto al blog tradizionale. Qui, ad esempio, non ho 150 blog che mi linkano per default a prescindere e, per l'indicizzazione, devo mettermi in coda come tutti gli altri. Abbiamo meno di due mesi di vita e ci siamo (mi sono, mettetela come volete) concentrato più sugli aspetti tecnici che sulla "promozione". Il tempo dirà se l'idea è buona oppure no. Personalmente, mi diverte di più così come ho cercato di anticipare nel post di congedo che scrissi di là perchè mi sento più libero di ficcare nel blog quello che mi passa per la testa. Poi ci sono altre considerazioni che vorrei fare, ma magari le farò più avanti. La Voce non sarà mai Novella 2000 o la Gazzetta dello Sport pur non trascurando la parte ludica che, oggi, un po' soffre di scarsa cura. Metteremo rimedio. Da settembre-ottobre, tempo a disposizione permettendo, vedremo di "lavorare" di più e meglio sulle singole sezioni per completare l'opera. Ovviamente, se avete idee o suggerimenti, potete esprimervi in scioltezza. Errebi: dai, dimmi il nick.....
Baci e abbaracci "calorosi" a tutti:-)
@vaalyah, complimenti (e non scherzo), finalmente una donna che non si vergogna di essere femmina e al contempo non lo fa pesare agli altri (e alle altre, sebbene fermarsi in contemplazione di una meraviglia ambulante non è necessariamente sintomo di turbe mentali....).
io anche, da un punto di vista puramente estetico, adoro tacchi a spillo e gonne strette, mi duole constatare che li portano solo le picie...e che le ragazze stanno via via disimparando a indossare la gonna, il che porta a risultati tragicomici nelle occasioni in cui lo fanno (a volte sembra di vedere dei travestiti in seduta di allenamento: gambe larghe, cicles sputi e parolacce, manca solo un'ombra di barba di tre giorni). quanto all'abbigliamento, ce n'è per tutti i gusti, ci sono jeans e maglietta che valgono lo stipendio bimestrale di un precario, e sono tuttavia di una trasandatezza impressionante, voluta o meno. io penso che comunque conti il contenuto, e in moltissimi casi la forma corrisponde alla sostanza (nel senso che difficilmente gli idioti sanno portarsi in maniera composta). metterei volentieri la gonna, lo trovo un indumento dalle mille possibilità, ma noi maschietti - non solo noi, intendiamoci;-) - abbiamo il problema delle calze, o meglio dei peli: calzette al ginocchio di cotone stile collegiale vanno "bene" soltanto col kilt, e fanno molto sangue ad alcuni, ma sopra i trent'anni diventano ridicole, mentre i pelazzi compressi dai collant oppure i collant trapassati dai pelazzi sono francamente osceni, tanto quanto ahimé la gamba maschile depilata.
per cui i miei desideri sottaneschi si limitano a quando vado a trovare i parenti in Giappone, e allora mi posso sfogare con i kimono in tutte le loro varianti stagionali.
alla prossima, e spero di incrociarti un giorno per la strada (e sopravvivere alla rappresaglia)
:lol: il mio compagno di scrivania, qui, leggendo il tuo post sugli uomini in collant è appena svenuto! (poverino, fra 5 min gli vado a prendere dei sali) E lui ha fatto n anni di danza classica, quindi di uomini dall'aria un po'... ehm... ci siamo capiti, penso ne abbia visti molti! :-D Io quindi eviterei! :-P E poi, W gli uomini coi peli! Che quelli depilati mi sanno tanto... ci siamo capiti di nuovo!!!
Non penso che guardare una persona dell'altro sesso che passa per strada sia sintomo di turbe mentali, solo che gli uomini partono dall'errato presupposto che alle donne piaccia essere guardate come un cane guarde i prosciutti e le salsiccie appese in macelleria... per favore, un briciolo di pudore e di savoir fare!
Per quanto riguarda le ragazze costantemente in scarpe da ginnastica che poi, per la cresima della cugina vanno a comprarsi un paio di scarpe col tacco... beh, sono totalmente d'accordo con te! Le scene nei negozi di calzature sono impressionanti! La verità è che per portare i tacchi bisogna saperlo fare... e gli esempi per la strada sono aberranti!!!
@mthrandir:
il nick, improvvisato e buttato lì (per cercare di capire perché il blog non era più aggiornato) è "saluto Romano", non inteso come saluto fascista ma come augurio: che Prodi potesse cadere al più presto. Ma il sistema di fissaggio che tiene lui ed i suoi contro-alleati attaccati alla seggiola è ben più potente dei prodotti Wurth, Berner , SuperAttack e Black&Decker messi insieme. :(
@vaalyah:
>se l'Occidente si pone di favorire i diritti civili degli esseri umani in ogni luogo (ad es. se ci fosse la schiavitù, l'Occidente si batterebbe per eliminarla), allora bisogna sicuramente cercare di aiutare la situazione femminile nel mondo islamico. Perché alla fine, è poco lontana dalla schiavitù!
Completamente d'accordo, non fa una grinza.
Però, esperienza per esperienza, mia cugina porta il velo, non quello integrale, ma lo indossa. E lo indossa per libera scelta, perché - a suo dire - si sente molto legata alle tradizioni. Mio cugino (non è quello che una volta è morto), cioè suo fratello, per contro è rocchettaro e se ne frega delle usanze, tranne - chissà perché - nutrirsi di maiale.
Ora noi, come occidentali intendo, dovremmo anche consigliare loro di mangiare il maiale perché è buono, impiantando un franchising di furgoncini con tanto di insegna al neon lampeggiante "Porchetta da Tonino" ?
Ecco, il punto è qui. Fin dove ci dobbiamo spingere per introdurre ciò che - a nostro avviso - è o sarebbe giusto?
Sinceramente mi riesce difficile capirlo.
Se noi inorridiamo a veder mangiar gatti allo spiedo, qualcuno immagino inorridisce a vederci mangiare la trippa. Non so se mi sono spiegato. E le differenze accumulate in migliaia di anni non si possono assottigliare drasticamente in tempi brevissimi perché in ogni caso il cambiamento, seppur verso il giusto (il nostro "giusto"), produrrebbe effetti indesiderati.
Lo scontro di civiltà cui assistiamo credo ne sia la prova.
Vale ovviamente il discorso inverso.
>Allora, se neppure a voi maschietti piace questo imperante fiorire di immagini nude femminili... facciamo partire una petizione per toglierle, per carità!
Non ho detto che a noi non piace (io sto al sesso come Pannella sta allo sciopero della fame :-). Ho scritto che c'è un bombardamento mediatico eccessivo cui è difficile sottrarsi. Desideri non appagabili e quindi frustranti. É diverso.
>Io sono donna e ne sono fiera. E adoro i tacchi! :-D ma il motivo per cui sono fiera non è perché posso raggirare un uomo in 5 minuti a suon di ancheggiamenti, ma perché apprezzo il fatto di avere, prima di tutto, un cervello!
Bada bene, nei secoli l'uomo si è imposto ma non ha usato il cervello. Lo ha fatto con la forza. La posizione che oggi ha è probabilmente frutto della violenza e della prestanza fisica. Violenza a cui la donna, seppur presumibilmente intelligente almeno quanto il maschio, non ha potuto far altro che adattarsi con la sottomissione.
Io mi chiedo: se l'uomo ha utilizzato uno strumento talmente banale perché non ancheggiare con fierezza?
Ancheggiare non significa necessariamente non avere cervello anzi, si può ancheggiare con il cervello e senza.
Vedi, io potrei chiedermi: "Perché, anche se sono uomo come Berlusconi, o Bill Gates, non ho avuto il loro stesso successo?".
Ci sono millemila motivi perché non tutti i maschi, nonostante un cospicuo pacco di appendici spigolose, non riescono ad essere ciò che vogliono. Ed il fatto di essere uomini ops, maschi... non è un'aggravante!
Ci si pone come singoli individui, asessuati se vogliamo.
Penso che la donna dovrebbe smetterla di pensare da donna. Di strada, ripeto, la donna ne ha fatta tanta ed è giunto il momento di finirla di vedere tutto ciò che è maschile un privilegio, perché così non è.
Dall'abbigliamento alla politica.
A mio modesto parere, talvolta, pur di diventare maschi nelle idee, nei comportamenti, negli obiettivi, non vi accorgete che perdete le più grosse potenzialità femminili. E che non sono poche.
Parafrasando una vecchia canzone io penso: "donne, oltre al cervello c'è di più".
Se poi la donna preferisce avere il 50% al governo per il solo fatto di essere tale beh... non è una conquista, non è un punto d'arrivo né uno di partenza.
Però potrebbe realizzarsi con una bella didascalia "Vi piace vincere facile?"
Spero si sia capito che la mia non è un'offesa al genere femminile e non c'è nulla di personale.
Un caro saluto a tutti.
R.B.
Mi sono divertito un sacco a leggere tutti i vostri commenti.
Il bello è che siamo partite dalla solite affermazioni alcoliche di Amato per finire a parlare di parità tra uomini e donne.
@valyaah
io metterei le cose in modo diverso. E' pieno di immagini di donne discinte perchè l'uomo è IMBECILLE (e parlo da uomo), avendo appaltato il cervello all'organo in mezzo alle gambe. A me personalmente disturbano molto perchè alla fine o trovi donne che si adeguano a questo andazzo per cui la parola "relazione" non contempla l'unità di affetti o donne che invece sono disgustate (a ragione, direi) da questo bombardamento che si chiudono e ci vedono tutti come "porci maschi sciovinisti".
Diciamo che il "consumo" di sesso è una parte dell'economia, gli uomini piciu si sono fiondati a pesce e molte ragazze (non so se convintamente od obtorto collo) si sono adeguate. Senza contare che molte ragazze ormai non sono più educate ad essere donne[1], ma solo a "farsi i cazzi propri" - il doppio senso è evidente - da madri che nella loro vita non han fatto che fare lo stesso con la scusante della "indipendenza e libertà" dal retrogusto di femminismo marxista. Ovvio che a quel punto il pensare ad una qualsivoglia relazione che comporti i doveri di madre[2] è chiaramente fuori discussione.
[1] donna = persona di sesso femminile che ha salda in mano la propria dignità di essere umano. Ho una madre che - IMHO - è il vero prototipo di femminista, visto come ha sempre tuonato contro il movimento femminista perchè puntava solo alla liberazione sessuale.
[2] madri e padri sono figure complementari e necessarie se si vogliono avere figli. Non c'è affatto inferiorità o superiorità, IMHO, tra le due figure, ci sono alcuni compiti che sono diversi e che non sono determinati che dalla differenza sessuale delle due parti. Che poi in passato, la religione sia stata colpevole di aver diffuso un maschilismo senza senso, questo è verissimo. Che tolto quel maschilismo dalla società, le donne pretendano non solo la sacrosanta uguaglianza dei diritti (e basterebbe solo portar loro rispetto e si eviterebbero lotte e discussioni infinite) ma l'uguaglianza addirittura del modo di essere [a volte quasi sembra vogliano essere trattate da uomini e non da donne], beh, quest'ultima mi sembra una clamorosa bestialità.
@errebi e altri
Forzare le donne a non portare il burka? Non so, ma di certo non è banale. La "sicilianità" del velo nero ce la ricordiamo tutti. Una famiglia nostra vicina è di origini siciliane e la nonna ha portato SEMPRE da che la ricordo il velo. La madre no. L'emancipazione è un processo lento e lungo e che dipende da quanto radicate e violente sono le tradizioni e il rischio di essere "emarginati".
Di certo però, visto che la nostra cosiddetta emancipazione sembra che abbia portato le donne a comportarsi come puttane, beh, mi azzardo a dire che ci mette lievemente in difficoltà a supportare l'emancipazione delle culture islamiche...
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