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Un popolo di usurati

Secondo Angeletti, sindacalista, gli italiani che fanno mestieri usuranti sono milioni ed essendo destinati ad essere esclusi dalla controriformetta dello scalone significa che detta controriformetta resterà lettera morta poiché, stante il numero di eccezioni, si potrà ben dire che le nuove regole riguarderanno un’esigua minoranza di sfigati. Per cui, inutile star tanto lì a discutere. Lo taglino e buona notte, qualcuno pagherà.

Però colpisce sapere che tanti connazionali vivano situazioni professionali così disagiate e confesso che, sebbene frequenti il mondo del lavoro da più di un ventennio, non mi ero mai reso conto di quanta afflizione vi sia in giro. O meglio, pensavo che i minatori o i muratori si usurassero in fretta, ma non avrei mai ipotizzato che tra i poveri schiavi si potessero contare i ballerini professionisti o le controfigure del teatro. Ripensandoci, è vero che costoro hanno una carriera tendenzialmente più breve di quella di un sindacalista, ma l’idea di mandarli in pensione a 45 anni per mancanza di alternative mi sembra un bel gesto di generosità. A questo punto, perché non prepensionare anche i calciatori che, di solito, terminano la carriera a 35 anni?

In generale, Angeletti sostiene che non bisogna pensare che si usurino soltanto coloro che spargono catrame sulle strade ogni 10 di agosto alle due del pomeriggio, ma ci sarebbero moltissime centinaia di migliaia di lavoratori distrutti dalla stress psicologico. Per esempio, le maestre d’asilo che devono rincorrere bande di quattrenni scalmanati da mattina a sera. Tornassero indietro, probabilmente opterebbero per la miniera che sembra un lavoro meno impegnativo. Poi ci sono carabinieri, polizia, vigili del fuoco, infermieri, insegnanti (tranne i professori universitari) e via aggiungendo. In effetti non si può negare che la lista sia lunghissima e che tutti quanti abbiamo sottovalutato il fenomeno. Per citare un esempio, i vigili urbani di Napoli restano invalidi nel giro di poche settimane e sono già un terzo del totale: più usurati di quelli… Ma ci sono, giustamente, gli insegnanti, distrutti da canne e attività collaterali che a fine anno li costringono a mandare certificati di malattia in massa perché a partecipare alle commissioni di esame per la maturità proprio non ce la fanno. Poi gli infermieri, anche loro vittime di epidemie incontrollabili che spuntano regolarmente alla vigilia dei rinnovi contrattuali: stressanti tutte quelle discussioni. E i tranvieri? E i ferrovieri? Vogliamo parlarne? Gente che non ha orari scioperando un giorno si e l’altro pure “con modalità diverse da città a città”: roba da perdere la testa. Un po’ come i controllori di volo con i quali si alternano nell’astenersi dalle prestazioni professionali e che mi risultano in sciopero almeno dal 1974: stress da trattativa anche la loro che merita in premio la pensione anticipata.

E non finisce qua, perché ci sono migliaia di operatori di call center, su tutti quella della Vodafone la quale, ad una banale richiesta di informazioni, obbiettò che lei non stava lì per dare risposte. Forse era già usurata all’epoca e non me n’ero accorto. Come usurati devono essere gli operatori di Telecom Italia che, per farmi dono di una disdetta del contratto si sono attivati una quindicina e ci hanno messo poco più di 5 mesi. Ma ci mettiamo anche i carabinieri del gioioso paesino dove risiedo ai quali chiesi quale tipo di antifurto domestico dovessi installare per poterlo collegare con la centrale operativa. Mi dissero di fare un po’ come mi pareva che, tanto, loro di notte non escono. Pensai di esporre un cartello con gli orari di apertura riservati ai rapinatori: qui si può venire a rubare dalle ore 9 alle ore 12,30 e dalle 15 alle 18, sabato e domenica esclusi: in fondo, era un modo per evitare che anche i manigoldi si usurassero essendo che sono costretti a fare le ore piccole per sorprenderti mentre dormi e che hanno già il loro bel da fare a riempirti di lividi e di schiaffoni (nelle serate di buona) se non reputano sufficiente quanto di immediatamente smerciabile custodisci tra le mura domestiche.

Poi ci sono i baristi a causa del fatto che non possono fumarsi una sigaretta se hanno di fronte dieci clienti che hanno fatto un’ordinazione e ciò influisce pesantemente sulla loro libertà personale, ma vengono colpevolmente dimenticati gli edicolanti che, per di più, fumandosi la sigaretta rischiano pure di arrostire l’attività.

Angeletti, però, glissa sulle mignotte che cominciano sempre prima – anche a 14 anni – e che sono sottoposte a turni di lavoro veramente massacranti. Ecco, per loro mi spendo io e imploro il governo di inserirle nella categoria, magari ampliando il prevedibile emendamento Sircana sui trans.

(Nella foto, un usurato che non vuole andare in pensione)

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ritratto di Mthrandir
 

La verità è che qua siamo tutti usurati...

Mthrandir... ti adoro! Splendido, fantastico, non una parola di meno! Però hai dimenticato le maschere del cinema e gli impiegati delle poste!

Sono io che adoro tutti voi.

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