
Joyce si è trasformato in Erther Halasy, giornalista su Second Life, il mondo virtuale più affascinante che sta spopolando quello reale. Second Life è il futuro così realistico da diventare il presente. Impossibile lasciarselo sfuggire. Come primo servizio, la conferenza stampa di Antonio Di Pietro sulla sua isola personale. Un grande successo.
Ministro, perché il suo partito continua a esprimere dissenso verso le politiche del governo Prodi ma poi finisce sempre col votarle? – è la domanda che ho rivolto ad Antonio Di Pietro durante la sua conferenza stampa di mercoledì 12 luglio. Ma non ero a Roma e non ero neppure io in carne e ossa. Al mio posto c’era Erther Halasy (nella foto sopra), il mio avatar, la mia “seconda vita” virtuale. Dall’altra parte l’avatar di Antonio Di Pietro, perfettamente costruito in base alle sue sembianze reali, rispondeva alle domande tramite pc e telefono voip. Puntualmente in ritardo come nella politica reale, l’ingresso dell’avatar di Di Pietro accende l’entusiasmo e scatena gli applausi. Allora è vero, si può toccare con gli occhi e con la freccia del mouse! Il ministro inizia a parlare di politica, governo e internet. Ma il sospetto che serpeggia tra i partecipanti è quello del bidone. E se la voce del ministro fosse registrata? Gli avatar si spazientiscono; chiedono conferme a Di Pietro che prosegue il suo discorso. Poi, improvvisamente, il saluto ad un avatar in prima fila e Di Pietro che rassicura la platea che siamo in diretta. Il tempo ristretto scarnifica le domande: partito democratico e riforma della giustizia sono i temi forti. Quasi cento avatar hanno partecipato all’evento, stabilendo un record di presenze per un evento che, tutto sommato, non preannunciava niente di straordinario. Ma il senso era chiarissimo a tutti: abbiamo partecipato ad un evento
unico che butta nel cestino dei rifiuti le tecniche della politica tradizionale. Second Life sta spopolando, anche in Italia. Ma Di Pietro è l’unico politico italiano ad aver investito sulla politica virtuale acquistando uno spazio riservato (tecnicamente è una “sim”) in cui è sorto un complesso architettonico sul modello dell’agorà greca. La settimana scorsa anche D'Alema ha inaugurato Italianieuropei su Second Life, ma non si è presentato col suo avatar. Per gli altri politici, Second Life è un oggetto sconosciuto. Finora questa indifferenza non fa che ingrassare Di Pietro, che giustamente vive di rendita e con qualche maglietta virtuale dell’Idv riesce a calamitare l’interesse di tutti, beccandosi pure i titoli dei giornali. Tanto fumo e poco arrosto, proprio come una volta. Basta sentire la risposta alla mia subdola domanda. No: l'Idv rimane nel governo. Spirito di squadra e rispetto della maggioranza: Di Pietro professa fedeltà a Prodi e fiducia al governo nonostante un fisiologico tasso di dissenso. Come dire: ci stiamo scomodi nell’Unione, però adesso non molliamo la poltrona. Nel giorno in cui Mastella minaccia per le millesima volta le dimissioni, Di Pietro fa lo stesso – anche se online sembra più fico.

















Invia nuovo commento